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Lo sai che? I diritti di chi viaggia in pullman

Lo sai che? Pubblicato il 30 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 maggio 2017

Cosa fare in caso di ritardo, cancellazione o incidente di un autobus. Quando presentare un reclamo e chiedere un risarcimento. Il diritto a pasti e albergo.

Nessuno lo chiami un trasporto di serie B: chi viaggia in pullman, anziché in treno o in aereo, chi sceglie di lasciare la macchina in garage per comodità o per inquinare di meno utilizzando un autobus ha, comunque, i suoi diritti. Il trasporto in pullman è regolamentato da una normativa europea [1] a tutela di chi si sposta in autobus all’interno dell’Unione. Proprio perché sono i meno conosciuti, vediamo i diritti di chi viaggia in pullman.

Il diritto all’informazione

Chi viaggia in pullman deve essere informato sui propri diritti. Ciò significa che la compagnia è tenuta a divulgare nelle stazioni e via Internet tutto ciò che riguarda i diritti di chi viaggia in pullman prima, durante e dopo il percorso. Tra questi, il diritto ad acquistare un biglietto senza discriminazione basata sulla cittadinanza.

I diritti in caso di cancellazione o ritardo del pullman

Quali sono i diritti di chi viaggia in pullman in caso di cancellazione o di ritardo? Il primo, in assoluto, quello di sapere che cosa sta succedendo, cioè ad essere informato in modo adeguato e tempestivo durante l’attesa.

In caso di cancellazione di un viaggio a lunga percorrenza, cioè di oltre 250 km, o di ritardo superiore alle 2 ore, o, ancora, di overbooking (maggior numero di biglietti venduti rispetto ai posti disponibili) le possibilità sono due:

  • chiedere e ottenere il rimborso del biglietto, oltre al trasporto gratuito verso il punto di partenza, nel caso il viaggio fosse, a quel punto, del tutto inutile;
  • chiedere il trasporto verso il punto di destinazione appena possibile e senza costi.

Nel caso in cui queste scelte non vengano messe a disposizione, il viaggiatore ha diritto a presentare in un secondo momento un reclamo per ottenere il rimborso del biglietto e un risarcimento del 50% del suo prezzo: se ho pagato 20 euro, devo averne 30 (20 del biglietto più la metà, cioè altri 10 euro).

Il diritto all’assistenza

Sui viaggi di lunga percorrenza che dovevano durare almeno 3 ore, i diritti di chi viaggia in pullman comprendono l’assistenza in caso di cancellazione o di ritardo oltre i 90 minuti.

In questi casi, il responsabile del viaggio è tenuto a fornire al passeggero:

  • pasti e bevande, proporzionati al tempo di attesa o al ritardo;
  • una sistemazione in albergo per un massimo di due pernottamenti ed un rimoborso limitato a 80 euro per notte, tranne in caso di condizioni meteo avverse o calamità naturale.

I diritti in caso di incidente stradale del pullman

Se, malauguratamente, l’autobus su cui si è a bordo è coinvolto in un incidente stradale, i diritti di chi viaggia in pullman su un percorso previsto di oltre 250 chilometri comprendono:

  • il risarcimento ai familiari in caso di decesso del viaggiatore;
  • il risarcimento in caso di smarrimento o danneggiamento del bagaglio o degli effetti personali;
  • l’assistenza di pronto soccorso, pasti, vestiti, trasporto e sistemazione in albergo.

Come e quando inviare un reclamo

Nel caso non venissero rispettati i diritti di chi viaggia in pullman, è possibile presentare un reclamo al responsabile dell’impresa di trasporto entro 3 mesi dalla data del viaggio.

Il trasportatore deve comunicare entro un mese l’avvenuto reclamo e dare una risposta definitiva (positiva o negativa) entro 3 mesi dalla data in cui ha ricevuto il reclamo.

Dopodiché, se il viaggiatore è insoddisfatto della risposta, restano sempre le vie legali per chiedere e tentare di ottenere il risarcimento o il rimborso pretesi.

note

[1] Regolamento Ue n. 181/2011.

Autore immagine: 123rf.com


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