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Triage al pronto soccorso: se il codice non è urgente?

30 maggio 2017


Triage al pronto soccorso: se il codice non è urgente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2017



Risarcimento al paziente se l’infermiere gli da codice verde invece che giallo o rosso.

Almeno una volta nella vita capita a tutti di dover scappare al pronto soccorso per portare un proprio caro. Quando, però, i sintomi sono preoccupanti e si arriva a temere il peggio, c’è solo da affidarsi alla solerzia e alla bravura dell’infermiere di turno affinché, dando la giusta priorità al malato e assegnandogli un codice urgente, gli faccia “saltare la fila”. Se hai letto, infatti, la nostra guida su i diritti di chi va al pronto soccorso saprai già che, nel momento in cui il paziente arriva in ospedale, scatta il cosiddetto triage ossia una procedura di accoglienza che assegna a ciascun paziente, a seconda della gravità, un codice di priorità. Si va dal rosso per i casi più gravi, al giallo per quelli meno gravi e, per finire, al verde per tutti gli altri che non presentano particolari urgenze.

Ma che succede se l’infermiere sbaglia e, sottovalutando i sintomi del malato, gli assegna una priorità più bassa di quella che, invece, il caso meriterebbe? Se, a causa di tale errore, la situazione si aggrava chi paga i danni? La risposta è in una sentenza della Cassazione pubblicata poche ore fa [1]. Secondo la Corte, se lo sbaglio al triage determina un danno nel paziente, ed è accertato che, con un intervento rapido, questi si sarebbe salvato o, comunque, sarebbe guarito prima, l’ospedale è tenuto al risarcimento del danno.

Secondo la sentenza in commento, risponde civilmente (ossia solo per il risarcimento) la struttura ospedaliera per la condotta colposa del proprio infermiere del triage che assegna il codice sbagliato al paziente, poi deceduto, nonostante i sintomi piuttosto allarmanti. Ovviamente, per parlare di responsabilità non c’è bisogno di arrivare alla morte del paziente, ma è necessario dimostrare un danno, ossia un peggioramento delle condizioni dovuto al ritardo nel soccorso. Per aversi il diritto all’indennizzo è necessario che il giudice (o meglio, il perito nominato dal tribunale) accerti che, se solo ci fosse stato un tempestivo intervento, per il paziente le percentuali di salvarsi dal peggioramento sarebbero state buone.

note

[1] Cass. sent. n. 26922/17 del 30.05.17.

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1 Commento

  1. COME ? CHE CURRICULA HA IL TRIAGISTA PER VALUTARE ? Sarebbe meglio utilizzare meno “Tirocinanti” e “CO.CO.CO.” nei Pronto Soccorso, e avere magari medici più specializzati in MEDICINA D’URGENZA !!!!!

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