Ape sociale, sì al cumulo di contributi diversi

4 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 giugno 2017



Possibile accedere all’Ape sociale sommando i contributi presenti in casse diverse.

Ape sociale e cumulo insieme? Sino a pochi giorni fa, poter utilizzare queste due agevolazioni insieme, per raggiungere prima la pensione, pareva un’utopia. Ora, invece, la possibilità è stata confermata dal decreto attuativo sui pensionamenti anticipati, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

In pratica, per arrivare ai 30 (o 36) anni di contributi necessari all’Ape sociale, si potranno sommare i contributi presenti in casse diverse, proprio come avviene con il cumulo: un cumulo che, però, sarà a metà. Per ottenere l’Ape sociale, difatti, non sarà possibile sommare la contribuzione presente nelle casse professionali, come Cassa Forense o Inarcassa. Via libera, invece, alla somma dei contributi Inps Fpld (fondo pensione lavoratori dipendenti), delle gestioni sostitutive e esclusive, artigiani, commercianti, coltivatori e gestione separata.

Chi pensava di essere fuori dall’Ape sociale perché  in possesso di contributi versati in fondi diversi deve dunque ricredersi, se tutte le gestioni a cui è stato iscritto fanno capo all’Inps.

È bene, però, che la valutazione dei requisiti sia fatta in fretta: la prima finestra per la domanda di  certificazione dei requisiti per l’Ape sociale, difatti, che vale per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017, si chiuderà il prossimo 15 luglio. Più tempo per la seconda finestra, dedicata a chi matura i requisiti entro il 2018: si potrà presentare la domanda per la certificazione dei requisiti di accesso all’anticipo, in questo caso, sino al 30 marzo 2018.

Le domande da presentare, ad ogni modo, saranno due: la prima domanda sarà quella di certificazione del diritto al trattamento, mentre la seconda sarà la vera e propria istanza finalizzata ad ottenere l’Ape sociale. I requisiti di età e anzianità contributiva, comunque, non dovranno essere posseduti alla data di presentazione della domanda, ma entro l’ultimo giorno dell’anno di riferimento: ad esempio, per chi invia la domanda di Ape sociale nella prima finestra, entro il 15 luglio 2017, sarà sufficiente maturare i requisiti entro il 31 dicembre 2017.

Dovranno essere certificabili da subito, invece, i requisiti che consentono all’interessato di rientrare nelle categorie beneficiarie dell’Ape sociale: ad esempio, i disoccupati, contestualmente alla presentazione della domanda di certificazione dei requisiti, dovranno presentare la lettera di licenziamento, o la lettera di dimissioni per giusta causa.

Facciamo ora il punto della situazione per capire il funzionamento dell’Ape sociale, alla luce delle ultime novità che ne ampliano la platea.

Ape sociale: come funziona

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico sociale, non è una pensione anticipata, ma un assegno a carico dello Stato, riconosciuto a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

La prestazione, in particolare, spetta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia ed è riservata ad alcune categorie di lavoratori tutelati: disoccupati, invalidi, caregivers (persone che assistono un familiare di 1° grado  o il coniuge portatore di handicap grave) e addetti a lavori faticosi e rischiosi.

L’Ape sociale, nel dettaglio, come la cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico, cioè una prestazione che “accompagna” l’interessato dalla data di uscita dal lavoro (o, comunque, dalla data in cui si presenta la domanda per ottenere il trattamento), sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione. Può servire, quindi, sia per garantire un reddito dall’uscita dal lavoro alla data della pensione, sia per integrare il reddito stesso, nel caso in cui, ad esempio, non si esca dal lavoro ma si riduca l’orario.

A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, però, la prestazione non è ottenuta grazie a un prestito bancario: l’Ape sociale, difatti, è erogata direttamente dallo Stato e non deve essere restituita.

Ape sociale: chi ne ha diritto

Possono ottenere l’Ape sociale i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto, come anticipato, 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, i beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa. L’attività rischiosa o pesante, nel dettaglio, deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Per raggiungere i 30 o 36 anni di contributi, come già esposto, è possibile sommare la contribuzione di casse diverse, escluse le casse professionali.

Ape sociale: a quanto ammonta

L’assegno mensile che spetta ai beneficiari dell’Ape sociale viene determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione, senza applicare penalizzazioni:

  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 2011, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 1995, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: in questo caso parliamo di calcolo misto;
  • calcolo esclusivamente contributivo per chi non possiede contributi versati prima del 1996.

L’importo dell’Ape sociale non può comunque superare i 1.500 euro lordi mensili. L’assegno dovrebbe essere sottoposto all’ordinaria tassazione Irpef come reddito di lavoro dipendente.

L’Ape sociale è corrisposta, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13, in quanto non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un anticipo pensionistico corrisposto sotto forma di indennità: la tredicesima, quindi, non spetta.

Ape sociale: incompatibilità e decadenza

L’Ape sociale è incompatibile con le prestazioni a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare è incompatibile:

  • con la Naspi (l’indennità di disoccupazione che spetta ai dipendenti);
  • con l’Asdi (l’assegno di disoccupazione, erogato ad alcuni soggetti, una volta terminata la Naspi);
  • con l’indennizzo per i commercianti (corrisposto, in determinati casi, per accompagnare alla pensione il commerciante che cede l’attività).

È invece compatibile:

  • con attività lavorativa dipendente o parasubordinata, se il reddito che ne deriva non supera 8.000 euro all’anno;
  • con attività di lavoro autonomo, se il reddito che ne deriva non supera 4.800 euro annui.

Inoltre, si decade dal diritto all’indennità se si raggiungono i requisiti della pensione anticipata.

Ape sociale: domande

Come anticipato, sarà necessario presentare due domande per accedere all’Ape sociale: la prima per la certificazione dei requisiti che consentono di accedere all’anticipo pensionistico e, in seguito, la domanda di Ape sociale vera e propria.

In particolare, la domanda di certificazione dei requisiti dovrà essere inviata:

  • entro il 15 luglio 2017, per chi prevede di maturare i requisiti per l’Ape sociale entro il 2017;
  • entro il 31 marzo 2018, per chi prevede di maturare i requisiti nel 2018.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non sarà necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente richiesti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (come il riconoscimento dell’invalidità dal 74% in su).

Gli altri requisiti, cioè i 63 anni di età, assieme ai 30 o ai 36 anni di contributi, saranno invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e potranno essere maturati, purché in una gestione facente capo all’Inps, entro la fine dell’anno (per i lavori faticosi e pesanti dovrà essere certificato anche lo svolgimento di queste attività per 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione).

L’Inps, una volta presentata la domanda di certificazione dei requisiti, comunicherà il suo accoglimento, o meno.

In caso di fondi insufficienti rispetto alle domande, queste vengono messe in ordine di priorità in relazione all’età anagrafica più elevata e, come secondo criterio, alla data di presentazione.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati dovranno presentare la domanda vera e propria di Ape, che verrà pagata sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia.

Per chi presenterà la prima domanda dopo la chiusura delle finestre, non tutto è perduto: sarà possibile presentare l’istanza, difatti, entro il 30 novembre di ogni anno, ricevendo risposta dall’Inps entro il 31 dicembre.

Le domande tardive, però, saranno accolte solo a fronte di residua copertura finanziaria.

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5 Commenti

  1. ma è mai possibile che nessuno delucida, se nel calcolo dei contributi vengono presi in considerazione anche i contributi figurativi?

    1. MA CERTO CHE CONTANO ANCHE I CONTRIBUTI FIGURATIVI E’ UN’ANTICIPAZIONE DELLA VECCHIAIA NON UNA PENSIONE ANTICIPATA (EX ANZIANITA’)!

  2. ok io o 64 anni 33 anni di contributi sono oltre 2 anni senza lavoro o fatto gia domanda mancano i decreti allora cosa debbo fare ? mi spetta l ape social dal 1 maggio ?

    1. si: sei anche un privilegiato rispetto a chi ha 63 anni. nn capisco come hai fatto già domanda se al momento manca la pubblicazione sulla G.U. nonché la circolare INPS..anche se va detto che orami siamo alle strette finali
      cmq. hai i requisiti! tranquillo.

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