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Lo sai che? I diritti di chi viaggia in aereo

Lo sai che? Pubblicato il 10 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 giugno 2017

Ritardi o cancellazioni di voli. Negato imbarco. Bagaglio perso, danneggiato o consegnato in ritardo. Come chiedere risarcimento. Attenti a voli Ue o extra Ue.

Non tutti i viaggi in aereo sono uguali quando si tratta di difendere i propri diritti per un disservizio, soprattutto ritardi e cancellazioni dei voli. La normativa comunitaria distingue tra i voli all’interno dell’Unione europea e quelli extracomunitari. Ma anche tra quelli gestiti da compagnie appartenenti o non appartenenti all’Ue.

Un incrocio di possibilità nell’alto dei cieli su cui bisogna essere ben informati.

In estrema sintesi: i diritti di chi viaggia in aereo vengono riconosciuti in base alla normativa Ue se:

  • il volo avviene all’interno dell’Ue ed è gestito da una compagnia aerea dell’Ue o extra Ue;
  • il volo arriva nell’Ue con provenienza da un Paese extra Ue ed è gestito da una compagnia aerea dell’Ue;
  • il volo parte dall’Ue con destinazione in un paese extra Ue ed è gestito da una compagnia aerea dell’Ue o extra Ue.

Queste sono le combinazioni possibili per difendere i diritti di chi viaggia in aereo. Ricordando che, per Unione europea, si intendono i 27 Paesi Ue più la Guadalupa, la Guyana francese, la Martinica, la Riunione, Mayotte, Saint-Martin (Antille francesi), le Azzorre, Madera e le isole Canarie, l’Islanda, la Norvegia e la Svizzera. E, almeno per ora, la Gran Bretagna.

Non sono comprese le isole Fær Øer, l’isola di Man e le isole Normanne.

I diritti di chi viaggia in aereo non vengono riconosciuti dalla normativa europea se:

  • il volo arriva nell’Ue da un Paese extra Ue ed è gestito da una compagnia extracomunitaria (ad esempio da Sharm el Sheik a Milano con un volo della compagnia egiziana);
  • se il passeggero ha già ricevuto dei benefici come un risarcimento, un volo alternativo o l’assistenza per problemi relativi al volo ai sensi della normativa vigente in un Paese extracomunitario (se, ad esempio, l’Egitto ha già provveduto a tutto per quel volo da Sharm che mi ha dato dei problemi).

I diritti di chi si è visto negare l’imbarco

L’imbarco di chi viaggia in aereo (o, almeno ci prova) può essere negato per diversi motivi:

  • per questioni di sicurezza o di salute;
  • perché il volo di andata non corrisponde a quello prenotato come andata e ritorno (ad esempio, prenoto un Milano-Siviglia a/r ma alla partenza mi imbarco a Roma anziché a Milano);
  • perché il passeggero non è in possesso dei documenti di viaggio necessari;
  • perché il viaggiatore non ha preso un aereo incluso in una prenotazione con voli consecutivi (prenoto un Milano-Madrid-Miami-Città del Messico ma salto una di queste tappe);
  • perché il passeggero viaggia con un animale di compagnia senza la documentazione necessaria.

Se, invece, il passeggero si presenta all’imbarco con documenti e prenotazione validi ma gli viene negato l’imbarco per questioni operative o per overbooking (più biglietti venduti rispetto ai posti disponibili), quali sono i diritti di chi viaggia in aereo?

  • il risarcimento del danno provocato dal mancato imbarco;
  • la possibilità di scegliere tra rimborso, volo alternativo o spostamento della prenotazione a una data successiva;
  • l’assistenza.

I diritti in caso di cancellazione del volo

Che cosa intende la normativa europea per cancellazione di un volo? La cancellazione avviene se l’aereo prenotato:

  • non parte ed il passeggero viene trasferito su un altro volo programmato;
  • decolla ma deve tornare per qualsiasi motivo all’aeroporto di partenza ed il passeggero viene trasferito su un altro volo;
  • arriva a una destinazione diversa da quella prevista, tranne quando:
    • il passeggero abbia accettato un volo alternativo e una destinazione diversa da quella prevista;
    • l’aeroporto di destinazione serve la stessa città o regione (prevedo di arrivare a Milano ma atterro a Bergamo).

In questi ultimi due casi si parla di ritardo e non di cancellazione.

In caso di cancellazione del volo, quali sono i diritti di chi viaggia in aereo?

  • il rimborso del biglietto;
  • un volo alternativo;
  • l’assistenza;
  • il risarcimento del danno provocato.

Per quanto riguarda il risarcimento, è dovuto soltanto se il passeggero è stato informato della cancellazione meno di 2 settimane prima della partenza prevista. L’onere della prova ricade sulla compagnia. Se il vettore è in grado di provare che la cancellazione deriva da circostanze eccezionali (meteo, sicurezza, ecc.) il risarcimento non è dovuto.

I diritti di chi arriva in ritardo in aereo

Per quanto riguarda i diritti di chi viaggia in aereo e parte o arriva in ritardo, il discorso è molto più diretto: se il ritardo non è motivato da circostanze eccezionali, il passeggero avrà diritto ad un rimborso, all’assistenza e ad un volo di ritorno a seconda della distanza del volo e alla durata del ritardo.

Entro le 3 ore c’è poco da fare. Oltre questa soglia, chi viaggia in aereo ha diritto al risarcimento. Sempre che, appunto, il ritardo non sia stato motivato da circostanze eccezionali.

L’importo del risarcimento per chi viaggia in aereo

Veniamo ai soldoni. Ecco, nello specifico, i diritti di chi viaggia in aereo e si è visto negare l’imbarco, cancellare il proprio volo o è arrivato in notevole ritardo.

In queste tre ipotesi, vediamo gli importi del risarcimento:

  • per i voli entro i 1.500 km: 250 euro;
  • per i voli oltre i 1.500 km all’interno dell’Ue o tra 1.500 e 3.500 km: 400 euro;
  • per i voli oltre i 3.500 km: 600 euro.

Attenzione, però: perché se la compagnia propone al passeggero un volo alternativo e si raggiunge la destinazione finale con un ritardo non superiore alle 2, 3 o 4 ore (a seconda delle distanze appena viste), il risarcimento può essere ridotto del 50%.

Il risarcimento per negato imbarco

Ad ogni modo, chi viaggia in aereo e si vede negare l’imbarco ha sempre diritto al risarcimento. Anche quando deve fare una coincidenza con un unico check-in ma la compagnia ritiene che il passeggero non farà in tempo a prendere un secondo aereo.

Ma se il viaggiatore deve fare un secondo check-in e il ritardo del primo aereo glielo impedisce, le compagnie non sono tenute a pagare il risarcimento. A meno che il ritardo sia stato superiore alle 3 ore.

Il risarcimento per cancellazione del volo

L’importo del risarcimento in caso di cancellazione del volo sono quelli visti prima. Ci sono, però, dei casi in cui il passeggero non ha diritto a questo risarcimento. Avviene quando chi viaggia in aereo:

  • viene informato della cancellazione più di 14 giorni prima della partenza;
  • viene informato tra 2 settimane e 7 giorni prima della partenza ma viene offerto dalla compagnia un volo alternativo che permette di:
    • partire non oltre le 2 ore prima dell’orario previsto in origine;
    • arrivare a destinazione meno di 4 ore dopo l’orario previsto in origine.
  • viene informato meno di 7 giorni prima della partenza ma viene offerto dalla compagnia un volo alternativo che permette di:
    • partire non oltre 1 ora prima dell’orario previsto in origine;
    • arrivare a destinazione meno di 2 ore dopo l’arrivo previsto in origine;
  • ci sono delle circostanze eccezionali che impediscono la partenza dell’aereo.

Il risarcimento in caso di ritardo

Come accennato, tra i diritti di chi viaggia in aereo c’è quello al risarcimento in caso di un ritardo superiore alle 3 ore, a meno che sia dovuto alle famose circostanze eccezionali (a cui, qualche volta – lo dico per esperienza – si aggrappano le compagnie per non pagare).

Lo stesso vale nel caso in cui il passeggero perde una coincidenza per colpa di un ritardo del primo aereo e arrivi a destinazione finale con più di 3 ore di ritardo.

Ci sono, poi, dei casi complicati. Ad esempio: se parto da un Paese extracomunitario verso un Paese dell’Ue ed il mio viaggio viene gestito da compagnie extra Ue e Ue (poi vi spiego meglio) o solo da compagnie europee, in caso di forte ritardo il risarcimento si baserà solo sull’operato delle compagnie Ue. E ora mi spiego.

Parto, come sempre, da Sharm el Sheik a bordo di un aereo EgyptAir. Per arrivare in Italia devo fare scalo a Madrid e imbarcarmi su un volo Alitalia che mi porterà a Milano (lo so che ci sono dei voli diretti, ma in questo caso l’esempio non mi regge). Quindi, da Sharm arrivo in Spagna puntuale. Salgo sull’aereo di Alitalia e arrivo a Milano con 3 ore di ritardo. Ai fini di risarcimento, paga Alitalia.

Esempio 2: parto da Sharm con Alitalia. Arrivo a Madrid puntuale. Riparto da Madrid verso Milano con una compagnia thailandese che mi ha fatto un’offertona (state buoni, altrimenti l’esempio non mi regge). Arrivo a Milano con 4 ore di ritardo. Non ho diritto al risarcimento: la compagnia Ue, cioè Alitalia, ha rispettato l’orario. Quella thailandese no. Ma è extracomunitaria.

Avete ragione: meglio il volo diretto. Possibilmente con una compagnia comunitaria.

Chi viaggia in aereo non ha diritto al risarcimento nemmeno se perde la coincidenza a causa di un controllo di sicurezza eccessivamente lungo o non ha rispettato i tempi di imbarco (se, ad esempio si è trattenuto al bar dell’aeroporto con la hostess thailandese del volo di prima, per dire).

Si ha, infine, diritto al risarcimento se si accetta un volo verso un aeroporto diverso da quello prenotato e l’aereo arriva in ritardo. Il risarcimento si calcola in base al tempo di arrivo previsto in origine o accordato con la compagnia. Il trasferimento da un aeroporto all’altro (quello prenotato e quello dell’effettivo arrivo) è a carico della compagnia.

I diritti in caso di smarrimento del bagaglio

Altra eventualità poco piacevole quando si viaggia in aereo (a parte il fatto che finché l’aeroplano non cade, tutte le altre cose sono risolvibili): quella scena del passeggero con gli occhi che ruotano accompagnando il movimento del nastro trasportatore dei bagagli in attesa della valigia che non viene mai fuori. Pensa di essere il solito sfortunato («vedrai che viene fuori per ultima, come sempre») finché si rende conto che non viene fuori proprio per niente. Insomma, quali sono i diritti di chi viaggia in aereo ed il suo bagaglio viene smarrito?

Se la valigia è stata imbarcata, chi viaggia in aereo ha diritto ad un risarcimento fino a circa 1.220 euro. E’ possibile chiedere alla compagnia un importo più alto se il bagaglio conteneva degli articoli costosi, purché siano stati dichiarati prima del volo e al momento del check-in.

Lo stesso vale per chi ha avuto la consegna del bagaglio in ritardo rispetto a quella degli altri passeggeri. E per chi ritrova la valigia danneggiata, a meno che fosse difettosa.

La compagnia deve risarcire chi viaggia in aereo anche nel caso in cui il bagaglio a mano subisse dei danni.

Il reclamo va presentato per iscritto entro 7 giorni dalla consegna del bagaglio oppure entro 21 giorni se la valigia è stata consegnata in ritardo.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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