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Pensione anticipata quota 41, sì alla somma di contributi diversi

2 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 giugno 2017



Pensione anticipata a requisiti ridotti per i lavori precoci: possibile raggiungere 41 anni sommando contributi di casse diverse.

Pensione anticipata a requisiti ridotti raggiungibile anche da chi possiede i contributi in gestioni diverse, grazie alla possibilità di sommarli per il diritto alla pensione: è quanto emerso dal decreto attuativo sul pensionamento dei lavoratori precoci, che sta per essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

La possibilità di sommare i contributi di casse diverse, peraltro, sarà aperta anche a chi possiede contribuzione in una o più casse professionali (come Cassa Forense o Inarcassa), a differenza di quanto avviene per i potenziali destinatari dell’Ape sociale, che possono solo sommare i contributi delle gestioni facenti capo all’Inps.

In pratica, anche se parte dei contributi posseduti è accreditata in una gestione privata, la contribuzione è comunque utile per raggiungere la cosiddetta quota 41.

Bisogna ricordare, però, che questo tipo di trattamento previdenziale può essere raggiunto solo dai lavoratori precoci, cioè da chi ha iniziato a lavorare molto presto: in particolare, per rientrare nel beneficio e raggiungere la pensione con 41 anni di contributi, bisogna possedere almeno 12 mesi di contribuzione versata prima del compimento del 19° anno di età. Non tutti coloro che possiedono questo requisito, poi, possono raggiungere la pensione anticipata quota 41, ma solo coloro che appartengono a determinate categorie.

Vediamo, allora, chi sono i beneficiari della pensione anticipata lavoratori precoci, quali sono i requisiti per raggiungerla, come e quando presentare la domanda.

Pensione anticipata quota 41: chi sono i beneficiari

Possono beneficiare della pensione anticipata a requisiti ridotti i lavoratori dipendenti e autonomi:

  • iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi) e alle sue forme sostitutive ed esclusive (ad esempio fondo elettrici, telefonici…);
  • con almeno 12 mesi di contributi per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età.

I lavoratori, inoltre, per ottenere il beneficio devono trovarsi nelle seguenti condizioni:

– essere disoccupati per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale (nell’ambito della procedura di conciliazione), senza percepire da almeno 3 mesi la prestazione per la disoccupazione spettante;

– essere caregiver, cioè lavoratori dipendenti, o autonomi, che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave;

– essere lavoratori dipendenti o autonomi con un’invalidità, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;

– essere lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti, o che svolgono da almeno 6 anni (nei 7 anni precedenti la domanda di pensione) in via continuativa una delle seguenti attività:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Pensione anticipata quota 41: come funziona

I lavoratori rientranti nelle categorie di beneficiari appena elencate possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione, anziché con 41 anni e 10 mesi (requisito ordinario valido per le donne) o 42 anni e 10 mesi (requisito valido per gli uomini). Il requisito ridotto è comunque soggetto al normale adeguamento alla speranza di vita.

Lo “sconto” è dunque pari a 1 anno e 10 mesi per gli uomini ed a 10 mesi per le donne.

Pensione anticipata quota 41: domanda

I lavoratori, per accedere alla pensione quota 41, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017;
  • chi matura i requisiti successivamente, deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo di ciascun anno.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio 2017 ed il 1° marzo di ciascun anno e, comunque, non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Gli altri requisiti, cioè i 41 anni di contributi, sono invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e possono essere maturati, anche in una gestione non facente capo all’Inps, entro la fine dell’anno (per i lavori faticosi e pesanti deve essere certificato lo svolgimento di queste attività per 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione).

L’Inps, una volta presentata la domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo accoglimento, o meno.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati dovranno presentare la domanda vera e propria di pensione anticipata.

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