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Come nascondere i soldi in banca

31 maggio 2017


Come nascondere i soldi in banca

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 maggio 2017



Paradisi fiscali, conti cointestati, esteri e Paypal: le soluzioni per sfuggire al fisco e ai creditori.

I paradisi fiscali sono ormai finiti e, con essi, anche l’epoca del segreto bancario: c’è allora un modo ancora per nascondere i soldi in banca oppure la trasparenza ci ha definitivamente fregato? Chi può sapere quanti soldi abbiamo sul conto corrente e fin dove si estendono i poteri dei creditori di “espropriarci” del nostro denaro? Sono alcuni dei dubbi più frequenti che si potrebbe porre chi è riuscito a mettere da parte un gruzzoletto in banca o ha appena ricevuto un consistente risarcimento da un’assicurazione a seguito di un incidente stradale, oppure è appena andato in pensione e ha ottenuto il Tfr. Purtroppo, per gran parte di queste domande, la soluzione è negativa: chi cerca delle valide soluzioni su come nascondere i soldi in banca deve, da un lato, fare i conti con un fisco sempre più presente e invasivo, dall’altro con le ultime riforme del processo esecutivo che danno anche ai privati la possibilità di affacciare l’occhio sullo spioncino dei conti altrui. Cosa rimane da fare per tutelare la nostra privacy? Forse qualche margine di manovra è ancora rimasto…

Uno dei metodi più usati per nascondere i soldi in banca è quello di diversificare i rapporti bancari: aprire più conti correnti presso istituti di credito distinti non consente, con facilità, di avere contezza dell’ammontare complessivo del patrimonio di una persona. Tuttavia questa soluzione – ottima per sfuggire ai rischi di solvibilità della banca e alle nuove regole del bail-in – è, per il resto, un espediente di sola facciata: difatti, tanto il fisco quanto i creditori possono accedere alla cosiddetta «Anagrafe dei conti correnti» (o meglio «Anagrafe dei rapporti finanziari») e, grazie ad essa, sono in grado di conoscere presso quali istituti di credito il contribuente/debitore nasconde i propri risparmi.

Portare i soldi all’estero è una soluzione alternativa e più “architettata” di quella precedente. Anche in questo caso, però, a seguito dei recenti accordi internazionali, l’Agenzia delle Entrate può accedere alle banche dati degli altri Paesi (non necessariamente quelli della Comunità Europea). Il numero dei paradisi fiscali si è ridotto al lumicino. È però anche vero che nascondere i soldi in un conto estero costituisce comunque un ulteriore ostacolo che, sebbene valicabile, richiede uno “spreco di energie” in più che non è detto venga compiuto.

Strano ma vero: uno dei metodi migliori per nascondere i soldi in banca è intestare il conto corrente a un familiare. O, magari, se non ci si fida, lo si può cointestare: in tal caso vige la presunzione di contitolarità del denaro per quote uguali (ossia al 50%), presunzione che tuttavia può essere sempre vinta con la prova contraria. L’utilità di tale sistema è che, se anche – negli accordi “segreti” tra le parti – il denaro resta di proprietà di un’altra persona, sia il fisco che i creditori non potranno far altro che prendere atto della diversa intestazione del conto, senza poterlo quindi toccare. Intestare il conto a un’altra persona è legale, ma è sempre bene cautelarsi da eventuali appropriazioni indebite di quest’ultima, firmando un accordo che contempli il riconoscimento formale dell’altruità del conto.

Se non bastano queste soluzioni per nascondere i soldi in banca, accenniamo a un metodo sempre più diffuso più: quello di crearsi un conto Paypal. Si tratta di una banca online, con sede in California, tramite la quale vengono eseguiti i pagamenti su internet. Sul conto Paypal si possono anche ricevere accrediti o conservare i propri risparmi tramite bonifici provenienti dal proprio conto tradizionale. Su un conto Paypal, chiunque può trasferire denaro già depositato su altri conti correnti, ricaricando il proprio credito onde effettuare acquisti su internet; ma può fare anche il contrario: spostare la provvista depositata su Paypal in un altro conto quando e come vuole. Non in ultimo, con Paypal l’utente può ricevere pagamenti da terzi, come clienti o acquirenti di prodotti o servizi, nonché accrediti a titolo di donazioni, ecc.

Al momento, i vantaggi di Paypal sono notevoli. Innanzitutto, trattandosi di banca estera non è tenuta a inviare, all’Anagrafe dei conti correnti, l’elenco dei rapporti in essere coi propri clienti. Con la conseguenza che il fisco difficilmente ne potrà conoscere l’esistenza se non per il tramite di apposite indagini. La medesima difficoltà la potranno incontrare i creditori che vogliano eseguire il pignoramento del conto corrente (leggi Possibile il pignoramento del conto Paypal?).

In ultimo, ci sono molte persone che, per nascondere meglio i propri risparmi, preferiscono trasferirli dalla banca e investirli in polizze vita. Queste ultime, lo ricordiamo, sono impignorabili e costituiscono, di solito, una forma di investimento sul lungo periodo. Occhio però alla scelta del prodotto più sicuro.

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Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. Ma bravi! Segnalerei la frase …
    NOSTRO denaro? Se uno ha debiti il denaro non è suo, ma dei creditori!

    1. e cosa vuoi se sei indebitato sono cazzi tuoi
      ci pensavi due volte anziché fare debito risparmiavi accumulavi e compravi

  2. Non è così sicuro PayPal, se fai tanti movimenti te lo bloccano e girano somme alte te lo bloccano, forse è meglio un conto deposito, oppure un bel nascondiglio

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