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Il Fisco pignorerà i conti correnti senza bisogno del giudice

31 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 maggio 2017



Dal 1 luglio il Fisco potrà ordinare a banche e datori di lavoro di versare direttamente all’Agenzia delle Entrate le somme pignorate sul conto o sulla busta paga del contribuente.

Chi ha debiti con il Fisco rischia di ricevere un pignoramento diretto del conto corrente o dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Dal 1 luglio, come noto, allo scioglimento della società Equitalia, subentrerà, nell’attività di recupero coattivo dei crediti, un nuovo soggetto, ancora più forte per via dell’accentramento di poteri di accertamento-riscossione: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Per effetto del sostanziale accorpamento tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, vi sarà un potenziamento della riscossione: lo stesso ente che accerta i tributi dovuti:

  •  dispone di tutti i dati del contribuente (conosce i crediti, la posizione lavorativa e i beni  intestati);
  • procede automaticamente alla riscossione coattiva e all’eventuale esecuzione forzata.

La disponibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate di tutti i dati relativi ai contribuenti (basti pensare all’Anagrafe tributaria) consentirà di accelerare e migliorare il recupero coattivo delle somme intimate (per esempio pignoramento del conto corrente, dello stipendio, dei beni immobili ecc.) saltando quella fase di esternalizzazione di informazioni propria dell’affidamento dei ruoli ad Equitalia che di fatto rallentava i tempi di riscossione.

Dal 1 luglio il Fisco avrà uno strumento rapido ed efficace per portare ad esecuzione i propri crediti: il pignoramento presso terzi di cui all’art. 72- bis DPR. 602/1973. Tale pignoramento è già previsto per Equitalia ma dal 1 luglio potrà essere più efficacemente utilizzato (grazie all’accesso diretto ai dati dei contribuenti) dal nuovo ente Agenzia Entrate-Riscossione.

Pignoramento presso terzi diretto (stipendio e conto corrente)

Grazie all’accesso all’Anagrafe Tributaria, il Fisco potrà individuare tempestivamente i conti correnti intestati al contribuente moroso, la sua posizione lavorativa, gli immobili di proprietà ecc.

In presenza di debiti tributari (avvisi di accertamento, cartelle di pagamento, intimazioni ecc.) l’Agenzia delle Entrate potrà facilmente ricorrere allo strumento più efficace di esecuzione forzata: il pignoramento presso terzi.

Più precisamente, il Fisco potrà pignorare i conti correnti e gli stipendi senza neppure doversi far autorizzare dal giudice, grazie alla particolare forma di pignoramento presso terzi (già utilizzata da Equitalia), denominato “Pignoramento presso terzi ex art. 72-bis DPR. 602/1973”.

Vediamo come funziona.

Pignoramento presso terzi art. 72-bis DPR. 602/1973

L’Agenzia delle Entrate potrà ricorrere a tale particolare forma di pignoramento di conti correnti e stipendi, ordinando al terzo (banca o datore di lavoro) di pagare direttamente al Fisco le somme pignorate. Ciò che caratterizza tale forma di pignoramento, rispetto al tradizionale pignoramento presso terzi azionato da qualsiasi altro creditore, è la mancanza di un procedimento giudiziale e quindi dell’”autorizzazione” del giudice per l’assegnazione al creditore delle somme pignorate.

Nel pignoramento presso terzi ordinario, il creditore cita in giudizio il debitore dinanzi al tribunale e invita il terzo a rendere dichiarazione (positiva o negativa) sulla sussistenza di somme pignorabili. Se il terzo rende dichiarazione positiva, il giudice, una volta verificati i titoli e la regolarità della procedura, assegna, in apposita udienza, le somme pignorate al creditore. Fino al provvedimento di assegnazione, il terzo blocca le somme pignorate e non può in alcun modo disporne né a favore del debitore né a favore del creditore. Quest’ultimo riceve le somme solo dopo la notifica del provvedimento di assegnazione emesso dal giudice.

Nel pignoramento previsto dall’art. 72-bis DPR 602/1973, invece, non c’è un procedimento giudiziale, il debitore non viene citato in tribunale e non è necessario un provvedimento di assegnazione del giudice: il Fisco (al posto del giudice) ordina direttamente al terzo (banca o datore di lavoro) di corrispondere a proprio favore le some pignorate.

Ciò vuol dire che la banca o il datore di lavoro che ricevono il pignoramento, devono pagare direttamente all’Agenzia delle Entrate le somme dovute dal debitore (correntista o lavoratore) fino a concorrenza del credito.

Limiti di pignoramento

Restano fermi, anche in caso di pignoramento di cui all’art. 72-bis, i limiti di pignoramento degli stipendi. In particolare, lo stipendio (e ogni altro credito da lavoro) potrà essere pignorato nei limiti di:

  • 1/10 per importi fino a 2.500 euro;
  • 1/7 per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro;
  • 1/5 per importi superiori a cinquemila euro.

Nel caso di accredito sul conto corrente dello stipendio o di altre voci legate al rapporto di lavoro, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

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6 Commenti

  1. Mi piacerebbe sapere, in caso di conto cointestato, se l’agenzia delle entrare viola la legge prosciugando tutto il conto

  2. Quale sono le cifre minime e massime delle somme dovute in cui L’agenzia delle entrate puo’ pignorare i conti correnti

  3. e chi percepisce somme per invalidità, pensione di guerra per malattia contratta durante il servizio militare e
    per inabilità al lavoro accertata dall’inps?
    ancora una volta si evidenzia l’ignoranza del MEF.

  4. probabilmente come sempre in tanti finiranno in tribunale fino a quando un soggetto in diritto di farlo, non proporrà accezione di incostituzionalità, soprattutto nella parte nella quale la norma non preveda con le stesse modalità e con la stessa sollecitudine la automatica immediata restituzione delle somme pagate e non dovute dal contribuente.

  5. i S.A.L nel edilizia si pignorano per intero ;cosi Operai Fornitori,dipendenti Non verranno Pagati . Quindi vuol dire che quando un imprenditore si aggiudica una gara lo stato farà il bonifico anticipato della intera somma dei lavori ..????…

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