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Lo sai che? Adempimenti legali per chi eredita un’auto

Lo sai che? Pubblicato il 22 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 luglio 2017

Per circolare con un’auto intestata a un defunto bisogna accettare l’eredità e dividere i beni. Poi occorre aggiornare il certificato di proprietà, la carta di circolazione e l’assicurazione.

Se il proprietario di una macchina muore, colui che la eredita non può usarla se prima non ha ottemperato a una di pratiche amministrative che qui di seguito vedremo. Per legge, infatti, non si può circolare con un’auto intestata a una persona defunta se prima non si provvede ad aggiornare il certificato di proprietà, la carta di circolazione e l’assicurazione. E per farlo, occorre accettare l’eredità e dividere i beni con gli altri eredi.

Vediamo allora quali sono gli adempimenti legali per chi eredita un’auto.

Innanzitutto l’erede dell’auto la cui assicurazione è scaduta non può lasciarla parcheggiata in una strada pubblica: anche se non la utilizza nessuno e se non dà fastidio, occorre comunque rinnovare la polizza. In caso contrario, infatti, il rischio è di dover pagare sanzioni molto salate e addirittura di perdere del tutto il veicolo dal momento che potrebbe essere sequestrato. A meno che non si tenga l’auto nel proprio garage, nel giardino condominiale, in un luogo privato, quindi, non aperto al pubblico. Tali sono considerati anche parcheggi dei supermercati e le aree dei distributori di benzina: anche qui, dunque, il rischio di prendere una bella multa è concreto.

Auto in eredità: posso circolare?

Come anticipato in apertura, non è possibile circolare con una macchina ricevuta in eredità e ancora intestata a una persona defunta, a meno che non siano stati adempiuti gli obblighi previsti dalla legge in questi casi: variare il certificato di proprietà e il libretto di circolazione, dai quali dovrà risultare il nuovo proprietario. Anche il certificato di assicurazione deve essere aggiornato e intestato al nuovo proprietario. Prima di muoversi in tal senso ed evitare che gli altri eredi facciano causa a quello che usa la macchina del morto senza il loro consenso, però, occorre procedere all’accettazione dell’eredità, alla dichiarazione di successione e alla divisione dei beni lasciati dalla persona defunta (altrimenti essi si considerano ancora in comunione). Si tratta di un punto da tenere bene a mente anche perchè chi utilizza l’auto della persona defunta per diverso tempo è come se accettasse tacitamente l’eredità: in pratica, significa che questa persona non potrebbe più né rinunciare all’eredità, né accettarla con beneficio di inventario.

Auto in eredita: come aggiornare la carta di circolazione?

Accettare l’eredità, quindi: primo passaggio per poter utilizzare il bene. E tale accettazione deve essere fatta – entro 10 anni dall’apertura della successione – in modo espresso e non tacitamente: va fatta, cioè, con atto pubblico o scrittura privata autenticata. In questo modo chi intende usare l’auto potrà dimostrare il suo formale trasferimento agli eredi.

Per l’aggiornamento del certificato di proprietà e del libretto di circolazione, la dichiarazione di accettazione dell’eredità deve essere autenticata da un pubblico ufficiale, in uno dei seguenti uffici:

  • Pra (Pubblico Registro Automobilistico);
  • Dtt (Dipartimento Trasporti Terrestre): è l’ex Motorizzazione Civile;
  • agenzie di pratiche auto abilitate allo Sta (Sportello Telematico Automobilista);
  • uffici comunali;
  • notai.

Una volta autenticata l’accettazione, entro 60 giorni, l’erede o un suo delegato deve chiedere la registrazione dell’atto di accettazione dell’eredità del veicolo ad uno Sportello Aci o al Pra: questi ultimi rilasciano il certificato di proprietà aggiornato a nome dell’erede o degli eredi. Se il termine di 60 giorni non viene rispettato, è prevista una multa per aver pagato in ritardo, pari al 30% dell’importo dell’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) dovuta più gli interessi legali (dovuti sulla sola Ipt).

Sempre il Pra si occupa di trascrivere il trasferimento o gli altri mutamenti indicati, emettendo e rilasciando il nuovo certificato di proprietà.

A questo punto, presso la Motorizzazione si potrà chiedere l’aggiornamento della carta di circolazione, esibendo alcuni documenti:

  • il certificato di proprietà del mezzo;
  • l’accettazione dell’eredità e, eventualmente, la copia/estratto del testamento;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto notorio che serve ad attestare la propria qualità di erede;
  • la carta di circolazione;
  • la nota di presentazione al Pra dell’accettazione con indicazione del codice fiscale dell’erede;
  • i modelli predisposti dal Pra;
  • le ricevute dei versamenti dei costi di registrazione;
  • una fotocopia della carta d’identità dell’erede.

Auto in eredità: che rischio se non aggiorno il certificato di proprietà e la carta di circolazione?

Se non si procede nel modo di cui abbiamo detto e ci ferma la polizia, le sanzioni sono davvero alte, oscillando tra 356 e 1.776 euro, a cui si aggiunge il ritiro della carta di circolazione.

Auto in eredità: come aggiornare l’assicurazione?

La procedura per aggiornare la polizza Rc auto è più semplice: alla morte dell’intestatario del mezzo, basta informare subito la compagnia di assicurazione. Alcune compagnie garantiscono il cosiddetto periodo di tolleranza, un arco di tempo – cioè – in cui si è comunque coperti (30 giorni o 6 mesi, per esempio); altre, invece, pongono subito fine alla copertura.

In ogni caso, quello che occorre chiedere è la “voltura” e la stipulazione di una nuova polizza. Oppure, si può decidere di aspettare la naturale scadenza del contratto o di disdettarlo in anticipo e stipularne uno nuovo con una diversa compagnia di assicurazione, intestandolo non agli eredi genericamente, ma al nuovo proprietario. Ecco perché bisogna prima dividere l’eredità.

Altro dato da tenere a mente: gli eredi non ereditano (scusate il giro di parole!) anche la classe di rischio del defunto, a meno che l’erede in questione non sia il coniuge superstite in comunione dei beni con il morto; egli eredita la polizza dell’intestatario deceduto, intestandosi interamente l’auto in successione.

 

Auto in eredità: posso demolirla?

Nulla vieta di rottamare l’auto presso un demolitore autorizzato dalla Provincia: sarà compito suo occuparsi non solo della demolizione ma anche di tutta la pratica di cancellazione dal Pra. Occhio a chiedere sempre al demolitore la certificazione di rottamazione e il certificato di radiazione che servono anche per non dover più pagare il bollo auto.

Auto in eredità: che succede la vuole uno solo degli eredi?

Se, in presenza di più eredi, uno solo vuole il mezzo o se gli eredi vogliono venderlo, bisogna prima registrare l’atto di accettazione di eredità intestando il veicolo a nome di tutti gli eredi. In un secondo momento, si dovrà registrare l’atto di vendita delle quote ereditarie a favore di uno degli eredi o dell’acquirente che diventerà unico intestatario. Il tutto si può fare con un unico atto che contenga l’accettazione dell’eredità e la contestuale vendita del veicolo a favore di un erede o di un terzo.

Se si eredita una macchina si deve:

  1. procedere alla dichiarazione di successione;
  2. accettare l’eredità in forma espressa davanti a un pubblico ufficiale o su una scrittura privata autenticata;
  3. autenticare la firma dell’erede sull’atto di accettazione dell’eredità;
  4. recarsi al Pra entro 60 giorni dall’autentica chiedendo la registrazione dell’accettazione dell’eredità, il rilascio del certificato di proprietà digitale (Cdpd) aggiornato e l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (Umc).


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