HOME Articoli

Lo sai che? Che fare se eredito una casa?

Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 28 luglio 2017

Se si riceve una casa in eredità, va presentata la dichiarazione di successione e trascritto l’acquisto dell’immobile. Si deve, poi, andare al catasto per fare le volture.

Se una persona muore e ci lascia in eredità un immobile, colui che lo riceve non può pensare di disporne da subito come vuole. La legge, infatti, prevede che debbano essere effettuati una serie di adempimenti prima di abitarla o venderla o affittarla. Di fronte a un testamento, quindi, la domanda da farsi è: «Che fare se eredito una casa?». In questo articolo ci sono tutte le risposte. 

Casa in eredità: che fare?

Quando si acquista la proprietà di una casa per eredità o per legato, occorre prima di tutto compiere quattro passaggi fondamentali:

  • – presentare la dichiarazione di successione e, in contemporanea, versare le imposte ipotecarie e catastali. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, la dichiarazione di successione non è altro che l’adempimento obbligatorio di carattere fiscale che va presentato entro 12 mesi dalla data di apertura della successione. Serve  per comunicare all’Agenzia delle Entrate che gli eredi sono subentrati nel patrimonio del defunto e che, di conseguenza, bisogna ricalcolare le imposte dovute con questo passaggio;
  • trascrivere l’acquisto dell’immobile presso i registri immobiliari: si tratta di un passaggio importantissimo; la trascrizione degli atti, infatti, ha proprio lo scopo di risolvere eventuali conflitti tra acquirenti dello stesso bene a favore di chi abbia trascritto l’atto per primo;
  • – fare le volture presso il catasto.

Nella maggior parte dei casi è il notaio che ha ricevuto la dichiarazione di accettazione dell’eredità o che ha predisposto la dichiarazione fiscale di successione procedere in tal senso. In ogni caso, per quanto riguarda le trascrizioni presso i registri immobiliari, se ne occupa in automatico l’Agenzia delle Entrate dopo la presentazione della dichiarazione di successione. Diverso il discorso, invece, per le volture catastali per le quali deve essere presentata un’apposita domanda entro massimo 30 giorni dall’apertura della successione.

Casa in eredità: come fare per la trascrizione?

Il chiamato all’eredità non diventa erede solo perché il suo parente è morto ma occorre un passaggio ulteriore: deve accettare l’eredità. Tale accettazione può essere:

  • espressa, cioè manifestata davanti al notaio che provvede, poi, a trascriverla nei registri immobiliari;
  • tacita: in sostanza, il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non potrebbe fare se non nella qualità di erede [1]. Ad esempio, pensiamo a colui che, senza accettare espressamente l’eredità, vende il bene. La vendita è un atto che solo l’erede può compiere; si presuppone, quindi, che questa persona, seppur in modo tacito, abbia accettato;
  • implicita, in presenza di situazioni specifiche: ad esempio pensiamo a colui che dona la sua quota di eredità [2]
  • per legge: è il caso del chiamato che resta per oltre tre mesi nel possesso di beni ereditari senza fare l’inventari o che, una volta fatto l’inventario, non decide di rinunciare l’eredità o di accettarla con beneficio di inventario nei successivi 40 giorni.

In tutte queste ipotesi, l’accettazione dell’eredità va trascritta nei pubblici registri immobiliari, indipendentemente dalla forma che essa assume. Ciò in quanto, per legge, si deve sempre conoscere chi è il titolare di un immobile. Cambia solo la modalità della trascrizione:

  • se l’accettazione è espressa, basta il relativo atto per ottenere la trascrizione presso l’Agenzia delle Entrate. Dopo aver pagato tutte le imposte ed entro un anno dalla data di apertura della successione, è necessario recarsi presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del parente deceduto, compilando un modulo presente on line sul sito dell’agenzia stessa, a cui vanno allegati altri documenti come la ricevuta delle tasse pagate, visure catastali degli immobili, il certificato di morte, i documenti d’identità e i codici fiscali della persona deceduta e degli eredi, l’eventuale autocertificazione per i benefici prima casa e il prospetto di autoliquidazione delle imposte;
  • se l’accettazione è tacita o non è avvenuta entro i termini di presentazione della dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate trascrive la dichiarazione di successione: tale trascrizione, tuttavia, ha solo una funzione “informativa” finché non vi sia un esplicito atto di accettazione, che può avvenire in qualunque momento e che necessita di un’ulteriore trascrizione.

Attenzione: la trascrizione non avviene in capo al singolo erede ma alla comunione ereditaria. Ecco perché, dopo la presentazione della dichiarazione di successione e la trascrizione in capo alla comunione ereditaria, si può trascrivere in capo al singolo erede.

Casa in eredità: come fare per la voltura?

Entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione (una per ogni comune dove ricadono gli immobili), si possono richiedere le volture catastali, presentandole all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate utilizzando il Modello 98 per le volture nel catasto edilizio urbano.

Con la voltura catastale non si fa altro che comunicare all’ amministrazione finanziaria che un determinato bene immobile (casa o terreno che sia) è passato dalla proprietà del de cuius alla proprietà dell’erede. In questo modo, cambia l’intestazione del bene (o dei beni): sparisce dagli archivi il nominativo del defunto e prende il suo posto quello dell’erede.

La voltura può essere presentata o presso il catasto della provincia dove si trova l’ufficio delle Entrate in cui presentiamo la successione o presso il catasto della provincia in cui ricadono gli immobili. Facciamo un esempio: ipotizziamo che in successione cadano due immobili, una casa a Firenze e una a Bari. Bisognerà presentare due volture, una al catasto urbano di Firenze e una al catasto urbano di Bari. Non è necessario recarsi in queste due città: sarà sufficiente andare in un’unica agenzia del territorio. Attenzione, però: se il defunto era residente a Bari e la successione è stata presentata nell’ufficio delle Entrate di Bari, bisognerà recarsi al catasto di Bari, in cui si potranno consegnare entrambe le volture. Bari, poi, trasmetterà i dati a Firenze.

note

[1] Art. 476 cod. civ.

[2] Art. 477 e 478 cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Salve,
    articolo chiaro e interessante. Nel caso in cui gli eredi siano più di uno e che solo uno di questi sia interessato ad ereditare l’immobile ? come viene gestito il riconoscimento della quota parte dell’immobile verso gli altri eredi ? va fatta fare valutazione dell’immobile da un perito e in seguito l’erede interessato all’immobile liquida gli altri eredi la loro quota di competenza in proporzione al valore stimato ? In questo lasso di tempo tutti gli eredi, a meno che non rifiutino l’eredità, devono pagare le imposte sull’immobile come seconda casa ?
    Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI