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Come difendersi da false accuse

1 Giugno 2017 | Autore:
Come difendersi da false accuse

Se ti accusano falsamente di un reato puoi fare una controdenuncia o attendere il processo e chiedere un risarcimento.

Sei vittima di calunnia, cioè hai subito accuse false inventate dal tuo ex marito, dal vicino di casa, da un collega di lavoro? Anche se la prima cosa che ti viene in mente di fare è difenderti dalle false accuse con una contro denuncia per calunnia, sappi che, alcune volte, non è la soluzione migliore. È sempre meglio attendere il  processo e, dopo aver fatto valere in quella sede le tue ragioni, chiedere un risarcimento per i danni economici e morali subiti a causa delle false accuse. Ma vediamo per gradi perché.

Cosa comporta una falsa accusa?

Subire false accuse, purtroppo, è molto dannoso perché, se il pubblico ministero che riceve la denuncia ritiene che (quantomeno) essa non sia infondata, dispone che vengano svolte le indagini al fine di accertare se sia stato commesso un reato e chi l’abbia commesso. Questo comporta che la polizia giudiziaria (delegata dal pubblico ministero) indagherà sulla tua vita e che:

  • nel migliore dei casi, accerterà subito la tua estraneità ai fatti che ti sono attribuiti dal querelante ed escluderà la tua responsabilità chiedendo l’archiviazione del processo;
  • negli altri casi, svolgerà i suoi accertamenti e rinvierà al processo la valutazione definitiva in ordine alla tua responsabilità.

In quest’ultima ipotesi, le false accuse ricevute ti costringeranno ad affrontare un lungo processo nella speranza di riuscire a dimostrare la tua innocenza.

Per difenderti dalle eventuali false accuse subite esistono vari rimedi: è possibile presentare immediatamente un esposto per calunnia (quella che in gergo si definisce controquerela) o aspettare prima la fine del processo e, solo all’esito, utilizzare la sentenza di assoluzione per ottenere la condanna del denunciante (calunniatore).

Le false accuse configurano la calunnia

Le false accuse configurano il delitto di calunnia (previsto e punito dal nostro ordinamento) quando sono realizzate:

  • con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o con falso nome diretta all’autorità giudiziaria o ad un’altra autorità che a quella abbia l’obbligo di riferirne o alla corte penale internazionale;
  • da parte di un soggetto (calunniatore) che voglia incolpare di un reato qualcuno che sappia essere innocente [1].

Ciò significa che, per ottenere la punizione del calunniatore, non basta soltanto dimostrare la tua innocenza ma anche il fatto che chi ti ha denunciato (quando lo ha fatto) era consapevole della tua completa estraneità al reato: e, naturalmente, questa è una prova molto difficile da recuperare. Per tale ragione, alcune volte, si consiglia di attendere la fine del processo a proprio carico per poi presentare la denuncia per calunnia nei confronti del falso accusatore.

Questa soluzione nasce anche da due valutazioni:

  • la procura della Repubblica di solito crede più a chi accusa che a chi si difende;
  • questo si giustifica per il fatto che il nostro ordinamento prevede che il querelante abbia l’obbligo di dire la verità mentre l’imputato abbia il diritto di mentire (senza rischiare di essere accusato del reato di falsa testimonianza).

Per evitare dubbi, meglio attendere il processo, avere la possibilità di visionare bene tutti gli atti e le dichiarazioni a tuo carico, eventualmente svolgere indagini difensive o richiedere l’interrogatorio; insomma, predisporre la difesa in modo da poter dimostrare la tua innocenza.

Naturalmente è un consiglio fornito in generale, perché ogni caso dovrà essere valutato nello specifico.

Il risarcimento

Un altro modo per difendersi da false accuse è la presentazione di una richiesta finalizzata al risarcimento del danno. A seguito di una accusa ingiusta e falsa, infatti, il soggetto denunciato subisce una profonda sofferenza interiore, un ingiusto patimento, economico, fisico e morale, il cosiddetto danno da accusa ingiusta.

Tale danno è stato riconosciuto anche dalla Suprema Corte [2] e dà diritto ad un risarcimento: naturalmente tale risarcimento non è automatico ma andrà valutata sempre in concreto la sussistenza e l’entità del danno in quanto il mero fatto di avere sollecitato l’iniziativa dell’autorità giudiziaria, denunciando un fatto illecito rivelatosi poi insussistente, non costituisce fonte di responsabilità per danni, non essendo sufficiente la colpa.

Infine, in caso di reati procedibili a querela, la legge prevede che in caso di assoluzione dell’accusato il querelante possa essere condannato al risarcimento del danno oltre che alle spese legali [3].


note

[1] Art. 368 cod. pen.

[2] Cass.,  n. 2515 del 21.2.2002.

[3] Art. 542 cod. proc. pen.


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9 Commenti

  1. Mi chiedo se in via preventiva ed in particolare nel diritto di famiglia, non sia il caso al primo segnale equivoco di fare un ESPOSTO presso le autorità al fine di segnalare la possibilità di false accuse. Tale ESPOSTO probabilmente secondo prassi (ma da quanto ho capito non necessariamente a prassi sulla base dei luoghi di presentazione), dovrebbe consentire con il proprio intervento all’autorità di investigazione una ricomposizione bonaria della questione con la possibilità di ottenere un effetto deterrente. Gradito qualche commento al riguardo, amici davvero rimango in attesa. Un saluto Raffaele Bottacchi

    1. Ma infatti!! sembra però facile ma non lo è…..in Italia la falsa accusa è ben tollerata ai danni del malcapitato di turno

  2. Una registrazione audio audio può aiutare?
    Io ho avuto minacce di falsa denuncia su violenza casalinga. Ho registrato tutto. Devo aspettare la denuncia o devo andare a denunciare ai carabinieri?

  3. Ecco perche’ la giustizia spesso e’ fuori dal mondo. Si scrive “ si tende a credere piu’ a chi accusa che a chi si difende” , nel motivare il perché convenga attendere prima di presentare una contro denuncia. Logica vuole che proprio in questa frase ci sia la motivazione, invece nel presentarla! Cosi’ anche il falso querelante diventa indagato. Ma la logica non appartiene all’italico mondo giudiziario. Poi, meno male, l’articolo si salva im corner, scrivendo che ogni caso fa storia a se.

  4. Buonasera . Moglie che ripetutamente ha versato su vari alimenti sostanze nocive alfine di sopprimere il sottoscritto . Dopo varie analisi il risultato è : dosi di varichina sul vino e sull’ acqua minerale . Alla denuncia presso i Carabinieri ,non acquisita poichè non ho prove visive dell’ avvenuto tentativo di avvelenamento . Chiaro che se vedevo la signora porre sostanze in bottiglie sigillate , non avrei consumato il contenuto. Tantomeno offerto ad amici e clienti. Comunque resisto ……. alla prossima. Carlo.

    1. Gent. Sig. Carlo,
      nel processo penale non occorre necessariamente avere con sé testimoni che abbiano assistito al fatto delittuoso: spesso sono sufficienti le dichiarazioni della sola vittima, purché le stesse siano precise e particolarmente attendibili. Tra l’altro, la Sua narrazione sarebbe suffragata anche dalle analisi compiute sugli alimenti.
      Avv. Mariano Acquaviva

      1. buongiorno:
        sono stato denunciato con false accuse dalla mia ex ,per violenza domestica,a testimoniare che è stato tutto inventato,ho mia figlia di 14 anni,che testimonierà che nulla c’è di vero.
        e possibile fermare queste donne ,che si avvalgono di quelle che subiscono realmente,per scopi di ricatto ecc ecc….

  5. Buonasera, ma se i vicini si sentono sempre oggetto dei commenti che uno esprime su fb, collegando qualunque cosa a loro, e pertanto ti querelano portandoti ad avere uno stress, e anche dover prendere un avvocato ecc..con tutto cio che ne consegue, e sopratutto questi hanno sulle spalle una causa in corso a loro carico di richiesta danni , potrebbero essere dei presupposti affinche chi giudica si renda conto che questi individui stiano facendo di tutto per infastidire, senza basi e/o fondamenti?? in questo caso chi è stato ingiustamente querelato puo nella stessa fase richiedere i danni e le spese che dovrà sostenere??

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