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Lo sai che? Affidamento figli con alternanza dei genitori nella casa familiare

Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2017

Con l’affidamento alternato i figli restano nella casa che era residenza della famiglia e ad alternarsi periodicamente nella coabitazione con loro sono i genitori.

Chi l’ha detto che devono essere i figli a cambiare casa per andare a stare dai genitori divorziati? Il giudice può anche imporre al padre e alla madre di alternarsi nella ex casa familiare e fare le valigie periodicamente, senza creare alcun disagio alla prole. E questo perché è necessario, innanzitutto, tutelare l’habitat dei minori e non le comodità dei genitori. A dirlo è il tribunale di Santa Maria Capua Vetere con una recente ordinanza [1].

Sono sempre più frequenti le sentenze dei giudici che riconoscono il cosiddetto «affido condiviso alternato», ossia l’affidamento dei figli con alternanza dei genitori nella casa familiare. In buona sostanza i figli restano nell’ex dimora del nucleo familiare mentre i genitori ruotano, cioè si alternano con turni prestabiliti dal giudice al fine di accudire i minori. Risultato: i piccoli non sono costretti più a fare le valigie, possono restare nelle loro camerette, avere i loro giochi, i pupazzi, l’armadio con i vestiti, i compagni di cortile.

Viene così applicato il principio del «minimo mezzo»: si tenta in questo modo di ridurre al massimo, per i figli, il pregiudizio che scaturisce dalla perduta unità familiare. Risultato: ad essere sballottati da una casa a un’altra non sono più i minori, ma i loro genitori, autorizzati nello stesso tempo a conservare i propri effetti personali in quella che un tempo era l’abitazione della famiglia.

Non è la prima pronuncia – dicevamo – che, in caso di affido condiviso, stabilisce il diritto dei figli di restare nella casa familiare mentre i genitori si alternano con cadenza fissa (mensile, settimanale o, come nel caso di specie, ancor più breve: con i giorni feriali che vedono la madre vivere nell’abitazione, mentre in quelli festivi vi entra il padre, impegnato per il resto della settimana in continui spostamenti di lavoro).

Ognuno dei genitori, mentre vive con il figlio, esercita l’ordinaria amministrazione dell’immobile nel periodo di competenza. Stesso discorso per la gestione dei figli: le scelte ordinarie vengono prese di volta in volta da chi coabita con il minore, mentre quelle più importanti (ad esempio in materia di scuola, sanità, ecc.) vanno adottate congiuntamente. Madre e padre si dovranno poi dividere gli assegni per il nucleo familiare.

note

[1] Trib. S. Maria Capua Vetere ord. del 13.01.2017.


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