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Lo sai che? Pedone fuori dalle strisce: l’investimento è reato

Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 giugno 2017

Danni ai pedoni: se un passante attraversa la strada all’improvviso, nel centro cittadino, l’automobilista che lo butta a terra commette reato.

Anche se il pedone attraversa fuori dalle strisce e magari compare all’improvviso da due auto parcheggiate al margine della carreggiata, chi lo investe commette reato di lesioni colpose. Inutile quindi invocare la copertura assicurativa: per il conducente si aprono le porte dell’incriminazione e del conseguente processo penale. Ma procediamo con ordine e vediamo quando scatta la responsabilità dell’automobilista per l’investimento del pedone.

Investimento di pedone: storie di tutti i giorni

Inutile nasconderci dietro un dito: tutti quanti, almeno una volta, abbiamo dato uno sguardo al cellulare mentre eravamo alla guida. Qualcuno lo impugna e risponde alle chiamate, qualcun altro manda messaggi e chatta, qualcun altro ancora si scatta i selfie, i più imprudenti (verrebbe da dire “criminali”) si fanno i video mentre cantano e guidano insieme: una moda dell’ultimo tempo generata dai social network. Pensieri spensierati per chi ha tempo e voglia di connettersi con il mondo e sentirsi parte di un network in movimento: ma come cambierebbe la vita di queste persone se, per caso, mentre percorrono una via cittadina, magari ad andatura moderata, dovessero imbattersi in un pedone che, comparso all’improvviso da dietro un’auto parcheggiata al margine della strada, dovesse attraversare la strada all’improvviso, fuori dalle strisce e senza guardare né a destra, né a sinistra? Di chi sarebbe la colpa per l’eventuale investimento?

Non è questo il solo caso. Quanti sono gli automobilisti che, tutti i giorni, spinti dalla fretta di arrivare prima al lavoro o a un appuntamento, non rispettano le precedenze dei pedoni? Quanti di questi, timorosi ai bordi della strada, a volte con in mano un bambino o un passeggino, sono costretti a ringraziare chi li lascia passare, quasi si trattasse di una concessione straordinaria?

E poi ci sono gli equivoci: «Passi tu o passo io?», come se si potesse scegliere, come se il rispetto della vita umana fosse una facoltà.

Reato distrarsi alla guida

La giurisprudenza è molto rigorosa però sul punto: chi investe un pedone commette reato, anche se quest’ultimo attraversa la strada fuori dalle strisce e, prima di attraversare, non guarda da ambedue i lati della circolazione. È quanto ricorda la Cassazione con una sentenza pubblicata qualche ora fa [1].

Il reato va dal più leggero delle lesioni lievi a quello più pesante dell’omicidio, per passare attraverso le lesioni gravi.

«Tanto paga l’assicurazione»? Non è sempre così. Intanto c’è il processo penale da affrontare e la difesa con l’avvocato. Poi ci sono le sanzioni e queste non le paga l’assicurazione, né è la compagnia ad andare in carcere. Infine c’è il cosiddetto «massimale»: se il danno procurato al pedone è superiore rispetto al limite di polizza, a scucire la restante parte di risarcimento è l’automobilista. Senza contare la foto sui giornali, il nome sui portali internet che ribattono la notizia, la necessità di dover cancellare il tutto dopo diversi anni per potersi “ripulire” socialmente. Tutto questo per rispondere a un sms o mandare una foto con un bacio ai propri fans su Facebook.

Quando l’automobilista è responsabile

Più facile dire quando il pedone investito ha ragione che non individuare i casi in cui il pedone investito non ha ragione. Queste ipotesi ricorrono solo quando il conducente riesce a dimostrare – cosa tutt’altro che facile – di:

  • aver rispettato le regole del codice della strada, come i limiti di velocità (circostanza che, da sola, non lo esimerebbe da responsabilità in caso di distrazione);
  • che il pedone abbia assunto un comportamento imprevedibile e colpevole.

Solo la prova dell’imprevedibilità e inevitabilità dell’evento, pur nel rispetto di tutte le regole di cautela imposte dalla legge e dalla situazione concreta, può scagionare il conducente da una altrimenti sicura responsabilità civile e penale. È il caso, purtroppo frequente, del bambino sfuggito di mano al genitore all’improvviso e, con uno scatto, piombato sulla strada; o a chi attraversa, di notte, fuori dalle strisce, in una strada a scorrimento veloce.

In tutti gli altri casi, l’automobilista è responsabile. Chi è alla guida deve tenere una velocità che gli consenta all’occorrenza di fermarsi: l’automobilista deve essere in grado, in qualsiasi momento, di avere il pieno controllo del proprio mezzo, prevedendo anche le manovre incaute del pedone. Quindi, se anche il pedone viola le norme del codice della strada, perché attraversa senza guardare o con il semaforo rosso o fuori dalle strisce, il conducente è responsabile dell’investimento. Risultato: risponde di lesioni personali colpose il conducente che investe il pedone nonostante attraversi la strada fuori dalle strisce pedonali; l’utente che attraversa improvvisamente la strada costituisce un rischio «tipico» e, dunque, prevedibile, a maggior ragione se l’impatto avviene su un tratto rettilineo e in pieno giorno con buone condizioni di visibilità.

Come deve comportarsi l’automobilista

Secondo la giurisprudenza, l’automobilista deve tenere una guida «vigile e attenta» per avvedersi delle eventuali manovre incaute del pedone (attraversamento fuori dalle apposite strisce pedonali, passaggio col rosso, attraversamento improvviso e senza girarsi a destra e a sinistra) e arrestare la marcia, evitando l’investimento.

Il conducente che noti sul percorso la presenza di pedoni che tardano a scansarsi, deve rallentare la velocità e, occorrendo, anche fermarsi; e ciò allo scopo di prevenire inavvertenze e indecisioni pericolose dei pedoni stessi che si presentino ragionevolmente prevedibili e probabili» in quanto la circostanza che i pedoni attraversino la strada in modo repentino è un rischio tipico prevedibile.

L’automobilista ha l’obbligo di prestare attenzione onde avvistare il pedone sì da potere porre in essere efficacemente gli opportuni accorgimenti atti a prevenire il rischio di un investimento.

Detto in una sola parola: l’automobilista deve comportarsi come vorrebbe che, con lui a piedi, si comportassero le altre auto.

note

[1] Cass. sent. n. 27513/17 del 1.06.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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