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Lo sai che? Se la minaccia è indeterminata è reato

Lo sai che? Pubblicato il 2 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 luglio 2017

Il reato di minaccia: elementi, caratteristiche e conseguenze. Se il responsabile minaccia genericamente e/o con frasi idonee ad intimidire la vittima, è reato.

 

Nella vita quotidiana i dissapori sono alquanto frequenti e le occasioni di contrasto possono nascere dalle più disparate situazioni. Le liti condominiali, il luogo di lavoro, un’amicizia finita male, i social networks, sono soltanto alcune delle circostanze dalle quali può “scappare” qualche frase “fuori luogo”. Ebbene, bisogna stare attenti, perché in alcuni casi può scattare il penale: ciò avviene se si minaccia il proprio interlocutore. Vediamo insieme in cosa consiste il reato in esame, quali sono gli elementi caratterizzanti lo stesso e le conseguenze previste dalla legge (codice penale).

Che cos’è il reato di minaccia

Se si minaccia una persona o il suo patrimonio, si commette un reato previsto dal codice penale [1], poiché si va a minare la libertà e la serenità del minacciato, evidentemente intimorito dal danno ingiusto prospettatogli dal responsabile.

Tecnicamente, tale reato è definito di pericolo, poiché non si concretizza in atti lesivi della persona offesa, ma come una condotta che li prospetta ed eventualmente li precede.

Punito con una multa fino a € 1032,00 e, nei casi più gravi, anche con la reclusione, il delitto in esame può essere compiuto in vari modi. Ad esempio, verbalmente e in presenza della “vittima”, allorquando la minaccia è stata espressa durante un litigio, oppure anche attraverso degli scritti, quali potrebbero essere una lettera cartacea piuttosto che una semplice mail.

Circa la gravità della minaccia, essa non dipende soltanto dal tipo di “pericolo” prospettato, ma da un’insieme di circostanze quali, anche l’inquietudine provocata nella persona offesa o il particolare stato in cui si trovano le persone coinvolte.

Il reato in esame è perseguibile solo a querela della persona offesa. In altri termini per indagare ed eventualmente processare e condannare il responsabile, è necessaria la querela/denuncia della vittima, che dovrà essere raccolta presso le autorità competenti (ad esempio, presso una stazione dei carabinieri).

Invece, se la minaccia è stata aggravata da alcune circostanze, quando ad esempio è stata compiuta con l’uso delle armi (anche un coltello è sufficiente), il reato commesso è considerato più grave e, per tale motivo, si procede d’ufficio, indipendentemente dalla querela della vittima.

Se la minaccia è indeterminata è reato?

Per configurare una minaccia, non è essenziale specificare in concreto il male o le conseguenze che si vorrebbero provocare. In altri termini e ad esempio, non è necessario indicare l’arto (il braccio o la gamba) che si vorrebbe rompere, ma è sufficiente anche una semplice frase intimidatoria.

A tal proposito, le predette conclusioni sono state fatte proprie anche dalla Suprema Corte di Cassazione [2], secondo la quale …nel reato di minaccia elemento essenziale è la limitazione della libertà psichica mediante la prospettazione del pericolo che un male ingiusto possa essere cagionato dall’autore alla vittima, senza che sia necessario che uno stato di intimidazione si verifichi concretamente in quest’ultima, essendo sufficiente la sola attitudine della condotta ad intimorire e irrilevante l’indeterminatezza del male minacciato purché questo sia ingiusto e possa essere dedotto dalla situazione contingente…

Pertanto è necessario stare attenti a ciò che si dice o scrive, per non incorrere nelle conseguenze previste dalla legge.

note

[1] Art. 612 cod. pen.

[2] Cass. Pen. sent. n. 11621/2012 – 31693/2001.


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