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Assemblea condominiale: è possibile videoregistrarla?

1 giugno 2017


Assemblea condominiale: è possibile videoregistrarla?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 giugno 2017



La registrazione dell’assemblea di condominio, senza consenso dei partecipanti e a loro insaputa, è lecita solo laddove si tenga in un locale pubblico o aperto al pubblico. Negli altri casi è necessaria l’autorizzazione.

È possibile videoregistrare l’assemblea condominiale? Si configura una lesione della privacy dei condomini nel caso in cui uno di questi si presenti alla riunione di condominio con una telecamera o uno smartphone e riprenda tutto il corso della riunione? Le recenti sentenze della Cassazione, che hanno ritenuto lecito riprendere una discussione a due o una riunione tra più persone pur nell’assoluta inconsapevolezza degli altri partecipanti, fanno ritenere che sia possibile videoregistrare l’assemblea di condominio, ma solo a determinate condizioni. Vediamo quali.

La registrazione all’insaputa di un’altra persona e, quindi, senza autorizzazione di quest’ultima, è lecita perché – spiega la Cassazione – chi partecipa a una conversazione accetta il rischio di essere registrato o videoregistrato. Lo stesso dicasi nel caso in cui alla discussione partecipino più persone come nel caso in cui si tratti di una riunione di condominio. Ma attenzione. Ci sono alcuni limiti invalicabili per poter videoregistrare l’assemblea condominiale. Innanzitutto lo scopo: per poter riprendere la riunione di condominio è necessario essere motivati dalla tutela dei propri diritti. Si può, pertanto, utilizzare la registrazione solo se la si vuole portare innanzi al giudice (civile o penale che sia), ma non anche per pubblicarla su internet, su Facebook o per “girarla” a qualche contatto di whatsapp. Anche la semplice finalità di pettegolezzo è vietata.

La seconda condizione da rispettare affinché sia possibile videoregistrare l’assemblea condominiale è quella del luogo. Qui il discorso è più complicato. La Cassazione ha chiarito che la registrazione di una conversazione è lecita solo nella misura in cui questa non avvenga nei luoghi di privata dimora delle parti o nelle relative pertinenze. Per cui, se l’assemblea dovesse tenersi nelle scale o in un locale dell’immobile ove i condomini hanno l’abitazione come ad esempio il sottoscala, o addirittura in uno degli appartamenti dei partecipanti o nello studio dell’amministratore, la videoregistrazione non autorizzata deve ritenersi illecita e vietata; l’eventuale registrazione non potrebbe essere utilizzata in tribunale.

In tal caso, resta comunque possibile videoregistrare l’assemblea condominiale ma rispettando l’indicazione fornita dal Garante della Privacy con un vademecum sul condominio ove è scritto: «L’assemblea condominiale può essere videoregistrata, ma solo con il consenso informato di tutti i partecipanti. La documentazione, su qualsiasi supporto, deve essere conservata al riparo da accessi indebiti». In altre parole, per rendere lecita la videoregistrazione che avviene in uno dei luoghi di privata dimora dei partecipanti o nelle relative pertinenze è necessario informare tutti i condomini delle riprese e acquisire il loro consenso. Tale consenso deve essere unanime. Non si può infatti impedire a uno dei condomini, che non accetta di essere registrato, di partecipare alla riunione solo per proteggere la propria privacy.

Per garantire la correttezza della registrazione e il consenso di tutti, sarà opportuno che il verbale specifichi in anticipo che la riunione viene registrata e che lo stesso venga poi firmato da tutti i partecipanti: una precauzione che, sebbene non richiesta dalla legge, impedirà eventuali contestazioni successive. Si suggerisce, qui di seguito, una possibile dicitura da riportare sul verbale dell’assemblea: «Il presidente dell’assemblea mette al corrente tutti i condomini intervenuti e partecipanti che detta riunione sarà videoregistrata e il documento contenente il video di tale videoregistrazione sarà trattato nei limiti imposti dalla legge».

Viceversa, se l’assemblea si svolge in un locale pubblico o aperto al pubblico – come ad esempio una sala di un hotel, un locale preso in comodato appunto per l’occasione – la videoregistrazione deve ritenersi lecita.

L’ultima condizione per rendere possibile videoregistrare l’assemblea condominiale è che colui che effettua la registrazione sia fisicamente presente. A questi infatti non è consentito lasciare il registratore e allontanarsi, dovendo partecipare alla riunione, anche silenziosamente.

Solo rispettando queste tre condizioni (tutela dei propri diritti, luogo pubblico o aperto al pubblico, presenza fisica di chi registra) è possibile videoregistrare l’assemblea. In tutti gli altri casi è necessario informare tutti i condomini e acquisirne il relativo consenso.

note

[1] Cass. sent. n. 19158/15 del 20.03.2015 «Ciascuno dei soggetti che partecipano ad una conversazione è pienamente libero di adottare cautele ed accorgimenti, e tale può essere considerata la registrazione, per acquisire, nella forma piu’ opportuna, documentazione e quindi prova di ciò che direttamente pone in essere o che è posto in essere nei suoi confronti (…) ».

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