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Come si dividono le spese dell’ascensore in condominio

3 giugno 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 3 giugno 2017



Il criterio di riparto delle spese condominiali per l’ascensore in assenza di tabelle millesimali.

Prima che la riforma del 2012 ne consacrasse normativamente la disciplina all’articolo 1124 c.c., è stata la giurisprudenza a risolvere il problema della ripartizione delle spese nel caso degli ascensori.

La sentenza 3264/2005 della Cassazione

Con la sentenza 3264/2005 la Corte di Cassazione ha stabilito che per quanto riguarda gli ascensori, la presunzione di comproprietà fra i condòmini   dell’impianto è fondata sulla relazione strumentale necessaria fra questo e l’uso comune e, poiché la destinazione al soddisfacimento dell’interesse dei partecipanti al condominio non ha per tutti pari intensità, ma varia in funzione del piano in cui si trova la porzione di proprietà esclusiva del singolo condòmino, il criterio di ripartizione delle spese, secondo la misura della partecipazione alla comproprietà del bene da parte dei singoli, deve essere coordinato con quello della proporzione dell’uso che ciascuno può farne; per cui il principio desumibile dall’articolo 1117 c.c. deve essere coordinato con quello stabilito dall’articolo 1123, commi secondo e terzo, c.c. che individua il criterio di riparto sia in base all’uso differenziato (in particolare all’uso virtuale e non a quello effettivo) sia in base al principio del condominio parziario, cioè che le spese fanno capo solo ad una parte di condominio. La disciplina applicabile agli ascensori deve, quindi, essere analoga a quella stabilita per le scale dall’articolo 1124 c.c. il quale rappresenta un’applicazione della regola generale stabilita dall’articolo 1123 commi secondo  e  terzo c.c.

La riforma del 2012

A sgombrare il campo da ogni dubbio è intervenuto il nuovo testo dell’articolo 1124 c.c., il quale ha espressamente disposto che le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.

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