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Avvocato Angelo Greco: l’esperienza in RaiUno

1 Giugno 2017
Avvocato Angelo Greco: l’esperienza in RaiUno

Oggi, su Rai Uno, c’è stata l’ultima puntata di «Tempo e Denaro» con la partecipazione dell’avvocato Angelo Greco, direttore di La Legge per Tutti. Gli abbiamo fatto due domande per sintetizzare la sua esperienza.

 

Avvocato Greco, qual è l’esperienza che le ha dato Rai Uno?

Il successo che ha avuto «Tempo e Denaro» e, nel caso che mi riguarda, l’angolo con l’avvocato, ci ha dimostrato ancora una volta la profonda rivoluzione in atto nella nostra società: la gente non si accontenta più di lasciare i propri “affari legali” all’avvocato, non delega più, ma si informa, vuol conoscere in prima persona e, soprattutto, capire. È finita l’epoca dei grandi depositari della scienza che, come in una sfera magica, potevano predire alla gente la propria sorte senza però spiegarne i meccanismi, gelosi del proprio sapere o semplicemente incapaci di esprimersi con parole semplici. È finita l’epoca dei dottori che dicevano solo “guarirai” o “non guarirai”; degli avvocati che dicevano “si può fare” o “non si può fare”. Oggi la gente vuol capire “perché” e, soprattutto “in che modo”. In che modo mi opererai? Quale tipo di causa farai? Cosa significa questo passaggio della sentenza?

La rivoluzione culturale dei nuovi media ha portato l’uomo a una piena consapevolezza dei propri diritti e a voler anche conoscere i doveri che gli competono. Perché se è vero che la legge non ammette ignoranza e che, quindi, le conseguenze per le violazioni della legge ricadono sul cittadino che ne è destinatario diretto, e non sul suo avvocato, il cittadino “ci vuol vedere chiaro”. Con internet questo processo si è accelerato ancora di più. La gente ha preso consapevolezza della possibilità di accedere alle informazioni senza pagare e senza bisogno di intermediari come gli avvocati.

Accedere alle informazioni significa anche capirle. E, quindi, saperle spiegare. Se la legge non viene compresa non è più, oggi, a causa di un deficit formativo o informativo del destinatario, ma perché chi ne è autore (il parlamento), interprete (i giudici) o semplicemente opera in questo settore (avvocati) non è in grado di comunicare la propria scienza con la gente.

Comunicare con la gente: questo ha saputo fare Tempo e Denaro, scendendo accanto al cittadino e spiegandogli la legge. Legge che, se saputa spiegare, infatti, si comprende con facilità: la legge è, infatti, nella logica delle cose, delle persone e del comune buon senso.

Insomma, la legge, prima ancora di essere «uguale per tutti» deve essere «accessibile a tutti», in definitiva «per tutti».

Quali sono le problematiche che vengono più spesso ricercate?

Purtroppo il principale nemico della gente resta ancora la pubblica amministrazione: inefficiente, lenta, burocratizzata. Le principali “beghe” sono con gli enti pubblici, con il fisco, con lo Stato. C’è poi il posto di lavoro: è ancora forte la linea di confine tra datore di lavoro e dipendenti e lo scarso spirito collaborativo da ambo le parti comporta una forte conflittualità.

I diritti delle persone bisognose – malati, terza età – sono anche quelli meno tutelati perché a volte non ci sono le possibilità economiche, a volte non c’è informazione. E soprattutto c’è chi si approfitta di loro proprio per questa debolezza. Vogliamo ricordare a tutti che, per chi non ce la fa con il reddito e guadagna meno di mille euro al mese, c’è la possibilità di avere un avvocato a spese dello Stato.

Qual è stata la sentenza più significativa di quest’anno?

Sicuramente quella del 10 maggio scorso, che ha ridefinito i criteri per calcolare l’assegno di divorzio. Il marito non deve più garantire all’ex il tenore di vita che aveva durante le nozze. L’assegno serve solo per lo stretto necessario al mantenimento e chi lo richiede deve dimostrare di non potersi procurare i mezzi economici sufficienti in modo autonomo. Recentemente una sentenza di Milano ha definito anche la soglia: 1000 euro…



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