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Incentivi all’imprenditore che stabilizza i lavoratori precari entro il 31 marzo


Incentivi all’imprenditore che stabilizza i lavoratori precari entro il 31 marzo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2012



Sono partiti gli incentivi, per ben 12.000 euro, in favore dei datori di lavoro che stabilizzeranno, entro il 31 marzo 2013, i lavoratori precari purché siano uomini sotto i 30 anni o donne di tutte le età.

Ne avevamo parlato in un precedente articolo. Ora l’Inps, in una circolare appena pubblicata [1], ha reso note le modalità che il datore di lavoro dovrà seguire per poter accedere ai benefici.

È questa la conseguenza dello sblocco del “Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento in termini quantitativi e qualitativi dell’occupazione giovanile e delle donne”, istituito dal Ministero del Lavoro lo scorso 5 ottobre.

I rapporti di lavoro interessati dal provvedimento sono quelli a termine, di collaborazione coordinata e continuativa, i contratti di collaborazione a progetto, i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, i rapporti di lavoro in essere o cessati nei sei mesi prima dell’assunzione.

Vengono previsti anche incentivi minori per chi, sempre entro il 31.03.2013, assume personale a tempo determinato della durata di almeno 12 mesi.

Due sono le condizioni generali cui sono subordinati gli incentivi:

– l’incentivo non spetta se l’assunzione o la trasformazione sono effettuate in violazione  del diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un  rapporto a termine;

– l’incentivo non spetta se, presso la stessa unità produttiva, sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione o la trasformazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da  quelle  dei  lavoratori sospesi [3].

La fruizione degli incentivi è altresì subordinata alla regolarità contributiva, al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e all’osservanza dei contratti collettivi [4].

Gli incentivi sono cumulabili con eventuali altri incentivi previsti dalla normativa vigente [5].

Domanda di ammissione agli incentivi

La domanda di ammissione agli incentivi potrà essere inviata esclusivamente in via telematica accedendo al modulo DON-GIOV, mediante l’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, disponibile presso il sito internet dell’Istituto www.inps.it, seguendo il percorso “servizi on line”, “per tipologia di utente”, “aziende, consulenti e professionisti”, “servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e pin), “dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.

L’applicazione rilascerà un’attestazione di ricevuta, valida ai fini della determinazione dell’ordine cronologico di presentazione delle istanze, che – in caso di insufficienza delle risorse residue – individuerà gli aventi diritto agli incentivi, secondo quanto prevede il decreto ministeriale.

Successivamente verranno rilasciate le funzionalità che consentiranno di conoscere l’esito dell’istruttoria dell’Istituto.

Le modalità illustrate dovranno essere seguite sia dai datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens sia dai datori di lavoro agricoli.

Con successivo messaggio saranno indicate le modalità con cui l’Istituto verificherà i presupposti di accoglimento delle istanze e le modalità di fruizione dell’incentivo autorizzato; verranno anche indicate le modalità di rilevazione contabile degli incentivi.

Per scaricare la circolare, ecco il link

http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDOC.aspx?sVirtualURL=/circolari/Circolare%20numero%20122%20del%2017-10-2012.htm&iIDDalPortale=&sAltriParametri=iIDNews=TUTTI

 

note

[1] Circolare INPS n. 122 del 17.10.2012.

[2] Art. 4, co. 12, lett. b), legge 92/2012.

[3] Art. 4, co. 12, lett. c), legge 92/2012.

[4] Secondo quanto prevede l’art. 1, commi 1175 e 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

[5] Nel rispetto del regolamento CE 1998 del 2006 in materia di aiuti di statod’importanza minore («de minimis»).

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