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Lo sai che? La cartella può essere notificata via pec?

Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2017

Come sapere se la notifica via pec è valida e come contestarla.

L’Agente della riscossione può notificare le cartelle via pec ai contribuenti, ma la notifica è valida solo se rispetta determinati passaggi procedurali. In difetto di tutti i corretti adempimenti, la notifica è inesistente e si considera pertanto come mai avvenuta.

Una recente interessante sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento [1] ha spiegato quali sono i requisiti di validità della notifica a mezzo posta elettronica certificata.

Di seguito le condizioni obbligatorie per la validità della notifica via pec:

  1. Individuazione dei soggetti del servizio pec: mittente, destinatario, gestore del servizio;
  1. Trasmissione del documento informatico: esso si intende spedito quando il mittente lo invia tramite il proprio gestore;
  2. La validità di trasmissione e ricezione del messaggio pec è attestata, rispettivamente, dalla ricevuta di accettazione e dalla ricevuta di avvenuta consegna;
  3. Il messaggio pec inviato dal mittente al proprio gestore viene da quest’ultimo trasmesso al destinatario direttamente o trasferito al gestore pec di cui si avvale il destinatario;
  4. Il gestore pec utilizzato dal mittente fornisce a questi la ricevuta di attestazione nella quale sono contenuti i dati di certificazione che costituiscono prova dell’avvenuta spedizione del messaggio pec;
  5. Le ricevute rilasciate dai gestori pec sono sottoscritte dai medesimi mediante firma elettronica avanzata, generata automaticamente dal sistema di posta elettronica e basata su chiavi asimmetriche a coppia, una pubblica e una privata, che consente di rendere manifesta la provenienza e assicurare l’integrità e autenticità delle ricevute.

Ai fini della prova di consegna del documento informatico (per esempio cartella) la legge prevede che esso si intende spedito al mittente se inviato al proprio gestore pec e consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato nella casella pec.

I gestori pec devono mantenere traccia delle operazioni svolte su apposito log (registro informatico delle informazioni di trasmissione) per un periodo di trenta mesi. Pertanto, qualora il mittente non abbia provveduto a conservare la ricevuta di accettazione della pec, potrà richiedere tale documento al gestore.

La relata di notifica, nel caso di invio a mezzo pec della cartella, è dunque in bianco, dato che la prova della notifica si intende assolta con la trasmissione del messaggio pec e con la consegna dello stesso.

Ai fini probatori dell’invio e della ricezione della cartella, nonché di decorrenza dei termini di impugnazione, il momento perfezionativo della notifica via pec è quello in cui il gestore di servizio rilascia la ricevuta di accettazione del messaggio da parte del destinatario.

Se il contribuente contesta la regolarità della notifica via pec, l’Agente della riscossione deve dimostrare di aver effettuato tutti gli adempimenti previsti dalla legge e depositare una ricevuta di attestazione dell’invio che, per essere considerata valida, deve indicare il numero della cartella di pagamento notificata.

Notifica via pec senza attestazione di conformità

La CTP di Agrigento individua un ulteriore motivo di invalidità della notifica via pec: la mancata attestazione di conformità all’originale della cartella notificata.

Difatti, con il sistema pec, non viene inviato il documento informatico, ma la copia informatica del documento cartaceo. Il destinatario riceve dunque solo la copia informatica della cartella e se questa non ha un’attestazione di conformità apposta dai soggetti abilitati, non può assumere rilevanza giuridica perché non garantisce che il documento inoltrato sia identico, in tutto il suo contenuto, al documento originale.

In altri termini, con l’invio a mezzo pec, a differenza di quanto avviene con quello a mezzo posta raccomandata, il contribuente non riceve mai la cartella in originale.

Dunque, se la copia della cartella è priva di attestazione di conformità si presenta come una copia informale che, secondo i giudici siciliani, non ha alcun valore giuridico e deve pertanto ritenersi nulla.

note

[1] CTP Agrigento, sent. n. 556/2/2017.


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