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La compiuta giacenza di raccomandate e atti giudiziari

5 Giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Giugno 2017



Bisogna ritirare la posta, altrimenti si ha per ricevuta per compiuta giacenza: vediamo quali sono gli effetti per il cittadino che non ritira il plico.

La compiuta giacenza di raccomandate e atti giudiziari è una situazione prevista dalla legge per le spedizioni di raccomandate o di atti giudiziari che non sono stati ritirati dal loro destinatario.  La compiuta giacenza di una spedizione non ritirata dal destinatario equivale alla sua consegna e dunque, in caso di compiuta giacenza, il plico non ritirato è come se fosse stato consegnato dal postino nelle mani della persona cui era diretto.

La compiuta giacenza presuppone che il postino non abbia trovato nel luogo di destinazione della spedizione il destinatario, ed abbia lasciato un biglietto che si chiama avviso di giacenza, in cui lo invita a ritirare il plico presso un dato ufficio postale entro un dato termine.

Vediamo, allora, cosa significa la compiuta giacenza delle raccomandate e degli atti giudiziari e quali sono i suoi effetti.

Definizione di compiuta giacenza

Quando ci viene indirizzata una raccomandata o ci viene notificato a mezzo del servizio postale un atto giudiziario, è possibile che il postino che cura la consegna non ci trovi a casa: in queste ipotesi ci lascerà nella cassetta delle lettere un avviso di giacenza, invitandoci a ritirare il plico all’ufficio postale entro un termine ben definito.

L’avviso di giacenza, precisamente, ci darà dieci giorni di tempo se il postino ha cercato di consegnarci un atto giudiziario notificato mediante il servizio postale, oppure ci darà trenta giorni di tempo se ha cercato di consegnarci una raccomandata semplice.

Se in questo termine non ci rechiamo all’ufficio postale a ritirare la raccomandata o l’atto giudiziario, allora si determinerà, a partire rispettivamente dall’undicesimo o dal trentunesimo giorno, l’effetto della compiuta giacenza dell’atto giudiziario o della raccomandata.

Effetti della compiuta giacenza dell’atto giudiziario o della raccomandata

Quando si compie la giacenza della spedizione, la raccomandata o l’atto giudiziario che non siamo andati a ritirare all’ufficio postale si considerano  consegnati: quindi, per la legge, è come se avessimo materialmente ricevuto l’atto giudiziario o la raccomandata. Dunque, in questi casi il contenuto della spedizione si considera conosciuto dal destinatario.

La compiuta giacenza dell’atto giudiziario o della raccomandata è quindi una situazione particolarmente impegnativa per il cittadino che era il destinatario della spedizione e che non si è recato a ritirare la corrispondenza all’ufficio postale indicato nell’avviso di giacenza: infatti, in questi casi, egli non conoscerà il contenuto dell’atto o della raccomandata, e non potrà difendersi rispondendo nel merito alle pretese o richieste che nella corrispondenza erano contenuti.

Effetti della compiuta giacenza delle raccomandate contenenti cartelle di Equitalia

Questo è particolarmente grave quando si tratta, ad esempio, di cartelle esattoriali inviate per raccomandata: in questo caso, infatti, il cittadino non sarà a conoscenza del contenuto della cartella e non si potrà difendere. Di conseguenza, la cartella notificata per compiuta giacenza diventerà titolo esecutivo, ed in base alla stessa Equitalia potrà notificare un fermo amministrativo, pignorare lo stipendio o il conto in banca, oppure compiere altri atti esecutivi.

Il consiglio, quindi, è di ritirare sempre la posta poiché la compiuta giacenza delle raccomandate o degli atti giudiziari impedisce di far valere le proprie ragioni: infatti, spesso, le cartelle esattoriali notificate per raccomandata possono essere impugnate nei termini di legge per far valere vizi importanti come la prescrizione del credito, che conduce all’annullamento integrale della cartella. È chiaro che se il contribuente non ritira la raccomandata che contiene la cartella, non ne conoscerà il contenuto e dunque non potrà impugnarla per dei vizi che non ha conosciuto, condannandosi da sé al pagamento dei tributi o delle sanzioni amministrative oggetto della cartella esattoriale volutamente non ritirata.

Adempimenti successivi alla compiuta giacenza delle raccomandate o degli atti giudiziari

Una volta che si è compiuta la giacenza, la raccomandata viene restituita al mittente con sopra apposta la dicitura “compiuta giacenza”.

Per quanto riguarda gli atti giudiziari, dopo la compiuta giacenza viene inviata al mittente una cartolina di ricevimento in cui si attesta appunto la giacenza maturata; dopo sei mesi, invece, viene restituito l’intero atto.

note

Autore immagine: Pixabay


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5 Commenti

  1. La notifica dell’atto giudiziario a mezzo del servizio postale non si esaurisce con la spedizione dell’atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario, e l’avviso di ricevimento prescritto dall’art. 149 c.p.c. e dalle disposizioni della legge 20 novembre 1982, n. 890, è il solo documento idoneo a dimostrare sia l’intervenuta consegna che la data di essa e l’identità ed idoneità della persona a mani della quale è stata eseguita. Cass. 8 maggio 2006, n. 10506.

    1. Giusto. Infatti il Giudice di Pace di Roma annulla regolarmente le cartelle esattoriali o i verbali non notificati al destinatario, invalidando il principio obsoleto della compiuta giacenza.

  2. Chiedo scusa, ma se per imponderabili motivi l’avviso di notifica che le Poste dichiarano di aver rilasciato non giunga mai nelle mani del destinatario, precludendogli la possibilità di ritirare la raccomandata a/r presso l’ufficio postale, come ci si può difendere? L’Agenzia delle Entrate riceve la compiuta giacenza e passa il tutto ad Equitalia, lasciando il cittadino impotente….

  3. Maalato oncologgicico invalido a 100% con prognosi infausta che vive da solo e,non in grado di ritirare ,cosa succede ?

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