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Si può vietare di portare cani in ascensore?

5 giugno 2017


Si può vietare di portare cani in ascensore?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 giugno 2017



Il regolamento di condominio non può vietare ai proprietari di appartamento di detenere animali e, quindi, di trasportarli anche in ascensore.

La riforma del 2012 [1] stabilisce un diritto storico per i proprietari di animali: nessun regolamento di condominio può vietare di possedere o detenere animali domestici. Il codice civile [2] sembra però riferirsi solo alla detenzione di cani, gatti e altri animali domestici negli appartamenti; nulla dice invece in merito al loro trasporto in ascensore; al momento, infatti esiste solo il divieto d’uso dell’ascensore ai minori di anni 12 non accompagnati da persone di età più elevata [3]. Così ci si è posti il problema se, alla luce della riforma del condominio, si può vietare di portare cani in ascensore. Secondo una sentenza del tribunale di Cagliari [4], il diritto di detenere animali in condominio si estende anche alla possibilità di trasportarli in ascensore. Non si può quindi obbligare il padrone del quadrupede a trasportare il proprio animale a piedi per le scale, avendo questi diritto a portarlo con sé anche dentro l’ascensore. Con conseguente nullità dell’eventuale regolamento che vieti tale possibilità.

Di diverso avviso il tribunale di Monza [5] secondo cui è valida la clausola del regolamento di un condominio che ponga il divieto, con annessa sanzione pecuniaria, in caso di trasporto di cani in ascensore, ma con la precisazione che è da ritenere legittima la detenzione di animali domestici in casa.

In attesa che sul punto si esprima la Cassazione, a noi sembra contraddittorio, da un lato, impedire la possibilità di avere animali negli appartamenti e poi, dall’altro, vietare al proprietario di usare l’ascensore con il cane. Questo perché, diversamente, sarebbe come imporre, a chi non può fare le scale a piedi (si pensi a un disabile, un non vedente, un anziano, ecc.), di chiedere a qualcun altro di portare il proprio animale fin dentro l’appartamento o, in alternativa, di dover rinunciare all’animale stesso (non potendosi pretendere che il padrone salga i piani in ascensore mentre il cane fa le scale a piedi, riconoscendo pianerottolo e appartamento).

Posto quindi che non si può vietare di portare cani in ascensore, bisogna però affrontare due tematiche importanti: un regolamento approvato all’unanimità da tutti i condomini può derogare (ed escludere) tale diritto dei proprietari di animali? E che succede ai regolamenti approvati prima della riforma che contengono il divieto di animali in condominio? In altre parole, la riforma è retroattiva e vale anche per i regolamenti approvati in precedenza (dovendosi eventuali clausole contrarie ritenersi nulle) oppure questi restano ugualmente validi?

Il regolamento all’unanimità può vietare animali in condominio?

Veniamo alla prima problematica. Se il regolamento viene approvato all’unanimità può derogare alla legge, impedendo quindi di detenere animali in condominio? Secondo una prima interpretazione, la risposta deve essere negativa. Tale tesi – che vede concordi le associazioni animaliste – ritiene che la norma in questione impedisca a qualsiasi regolamento di vietare il possesso o la detenzione di animali nei condomini, con effetto retroattivo, cioè rendendo nulle tutte le disposizioni di divieto esistenti al momento di entrata in vigore della nuova legge.

Un’altra interpretazione, avvalorata dalla commissione giustizia del Senato in sede di approvazione della riforma, ritiene invece che il “divieto di vietare animali in condominio” riguardi solo i regolamenti approvati a maggioranza; al contrario i regolamenti approvati all’unanimità dai condomini potrebbero prevedere diversamente.

I regolamenti considerati «approvati all’unanimità» possono essere di due tipi: quelli deliberati in assemblea, con il voto favorevole di tutti i condomini, e quelli accettati all’atto dell’acquisto dell’appartamento da ogni singolo proprietario, in sede cioè di rogito notarile. In quest’ultimo caso si parla di regolamenti condominiali contrattuali; si tratta di regolamenti che di norma vengono predisposti dal costruttore, singolarmente e separatamente accettati dai proprietari all’atto dell’acquisto dell’immobile con la firma del contratto definitivo davanti al notaio.

Posta questa diversità di interpretazione è sempre consigliabile a chi intende vivere con animali in appartamento, controllare, all’atto dell’acquisto dell’immobile il contenuto di questo tipo di regolamento.

Stando a questa interpretazione, sempre l’unanimità dei condomini, pur consentendo di detenere animali negli appartamenti, può vietare di portare cani nell’ascensore.

I regolamenti approvati prima della riforma

Veniamo al secondo problema, quello della eventuale retroattività della riforma. Che succede ai regolamenti, approvati a maggioranza prima della riforma, che contenevano il divieto a detenere animali? Essi vengono travolti dalla nuova legge o meno? Secondo l’orientamento dominante, la riforma del condominio lascia intatti i regolamenti approvati prima del 2012. Questo significa che, se un regolamento di condominio di tale tipo vieta al condomino di portare cane nell’ascensore tale divieto è valido.

Quando si può vietare di portare cani in ascensore

Sintetizzando quanto detto sinora, si può vietare di portare cani nell’ascensore in due soli casi:

  • quando la clausola del regolamento è stata approvata all’unanimità o con la firma del contratto di acquisto dell’appartamento;
  • quando il regolamento contenente il divieto di detenere cani è stato deliberato (anche a maggioranza) prima della riforma del 2012.

note

[1] L. n. 220/2012

[2] Art. 1138 cod. civ.

[3] Art.17 del D.P.R n°162/99.

[4] Trib. Cagliari, sent. del 22.07.2016.

[5] Trib. Monza, sent. del 28.03.2017.

Autore immagine: 123rf com

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