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Normativa anticorruzione: non più candidabili i parlamentari con condanne penali

19 ottobre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2012



Approvato il disegno di legge anticorruzione: ecco cosa cambierà.

Il Senato ha approvato il disegno di legge anticorruzione [1]: una serie di novità storiche nell’attività di contrasto al cancro degli apparati pubblici; tra esse, la più significativa, è l’incandidabilità dei soggetti politici che abbiano riportato condanne penali.

Ora, per la definitiva entrata in vigore, manca solo il “si” della Camera.

Secondo la Corte dei Conti, la corruzione brucia 60 miliardi di euro all’anno. Essa è inoltre freno all’ingresso di capitali esteri: la diffidenza degli investitori stranieri è figlia del marciume diffuso nella macchina burocratica.

Se il disegno di legge dovesse divenire legge – cosa che sapremo a breve – queste sarebbero le novità per il nostro Paese.

– Istituzione di una Authority anticorruzione: la “Commissione per la Trasparenza della Amministrazioni Pubbliche” (Civit) diventerà l’Authority anticorruzione, con compiti di prevenzione e contrasto, e poteri ispettivi e sanzionatori.

Trasparenza dell’attività amministrativa: saranno pubblicate tutte le informazioni relative alle attività amministrative, a costi e tempi di realizzazione di opere e servizi, all’assegnazione degli incarichi con i relativi compensi.

Dipendente “spia”: sarà prevista una maggiore tutela per i lavoratori che, nel settore pubblico e privato, segnalino attività illecite o episodi di corruzione, preservandoli dalla discriminazione, dall’isolamento e vietandone il licenziamento.

“White List”: in ogni Prefettura sarà istituito l’elenco delle imprese virtuose, imprese cioè su cui non vi è alcun sospetto di contaminazione mafiosa. Saranno effettuati controlli rigorosi sulle modifica dell’assetto societario, che dovranno essere comunicate entro 30 giorni.

Appalti: i condannati per reati gravi, come corruzione o associazione per delinquere, non potranno più partecipare alle gare d’appalto indette dalla pubblica amministrazione.

Risarcimento danni: il dipendente che si appropria illecitamente di denaro pubblico sarà chiamato a restituire allo Stato il doppio della somma distratta.

Incandidabilità dei condannati: verrà delegato il governo a emanare, entro un anno, una legge su incandidabilità e incompatibilità nelle cariche elettive per quanti abbiano riportato condanne superiori ai due anni di reclusione per delitti contro la pubblica amministrazione o che destino grave allarme sociale.

Magistrati fuori ruolo: per i magistrati verrà fissato in dieci anni il limite massimo di collocamento fuori ruolo. Il fuori ruolo porterà nel nuovo incarico il trattamento dell’amministrazione di appartenenza e non potrà cumulare il doppio stipendio.

Inoltre per i magistrati, così come per i componenti delle commissioni tributarie, gli avvocati e i procuratori dello Stato, verrà previsto il divieto di partecipazione a collegi arbitrali o di acquisizione della funzione di arbitro unico.

Introduzione di nuovi reati: verrà prevista la reclusione da uno a tre anni per chi sfrutta la conoscenza di un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio al fine di ottenere somme di denaro per la sua illecita attività di mediazione (cosiddetto “traffico di influenze illecite”).

Il reato di “corruzione tra privati” attribuirà la medesima pena a quadri dirigenziali delle aziende che compiano atti in violazione dei propri obblighi d’ufficio, provocando un danno alle società stesse.

 

 

note

[1] Disegno di legge 2156-B recante “Disposizioni  per la prevenzione e la repressione della corruzione, e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.


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