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Spese funebri, posso detrarre l’acquisto del loculo?

16 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2017



Se il contribuente acquista un loculo in previsione della propria morte può detrarlo dalle tasse? 

Quest’anno ho prenotato un loculo nel cimitero del mio Comune: posso detrarre la spesa nella dichiarazione dei redditi?

Sono detraibili come spese funebri, secondo il Testo unico delle imposte sui redditi [1], i costi sostenuti a vario titolo in dipendenza della morte di persone: è possibile scaricare, ad esempio, non solo i costi strettamente relativi alle onoranze funebri, ma anche quelli relativi al trasporto e alla sepoltura, o, ancora, la fattura del fiorista, quella relativa agli annunci e i diritti cimiteriali pagati al Comune.

La spesa per l’acquisto o la prenotazione del loculo rientra dunque tra le spese detraibili, ma, perché si possa scaricare dalle imposte, deve essere sostenuta in occasione della morte di una persona: è quanto chiarito da una recente circolare dell’Agenzia delle entrate [2].

Spese funebri: niente detrazione se non è morto nessuno

In particolare, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che deve esserci, nel collegamento tra la morte di una persona e i costi sostenuti, un criterio di attualità: pertanto, anche se non è infrequente che un cittadino acquisti o prenoti un loculo in previsione della propria morte, per sollevare gli eredi da questa incombenza, l’acquisto, non avvenendo in diretta dipendenza dalla morte dell’individuo, è indetraibile.

Certamente la disposizione potrebbe apparire discutibile, in quanto l’acquisto del loculo, anche se avviene anticipatamente rispetto alla morte, è strettamente correlato al decesso: la stessa indicazione vale, peraltro, quando la spesa avviene in un tempo successivo alla morte, ad esempio in relazione al trasferimento del defunto in altro loculo.

Spese funebri: quanto posso detrarre

Ad ogni modo bisogna considerare che il massimo della spesa sulla quale applicare la detrazione del 19%, per ogni decesso, è pari a 1550 euro: il limite non è riferito al singolo periodo d’imposta, ma al singolo decesso.

Spese funebri: detrazione solo per il decesso di parenti?

Grazie a una modifica introdotta dalla legge finanziaria 2016, è possibile detrarre le spese funebri anche se il deceduto non ha alcun grado di parentela col contribuente: si possono detrarre, dunque, anche le spese sostenute per la morte di un amico.

Spese funebri: quali costi si possono scaricare?

Come anticipato, i costi che è possibile detrarre come spese funebri non sono solo quelli strettamente correlati alle onoranze ma anche:

  • le spese di trasporto;
  • le spese per i fiori;
  • i diritti cimiteriali dovuti al Comune;
  • le spese per il loculo, il terreno, la cappella, la lapide, la bara;
  • le spese per i necrologi.

Spese funebri: quali documenti conservare?

Per detrarre le spese funebri, deve essere conservata la documentazione relativa, come ricevute e fatture: è possibile detrarre una fattura in cui il contribuente non figura come intestatario ma, in questo  caso, deve essere presente una dichiarazione sottoscritta dall’intestatario che attesti la ripartizione delle spese. Il limite massimo di spesa resta identico, in quanto, come abbiamo detto, vale per il singolo decesso: dovrà dunque essere diviso secondo la specifica ripartizione dei costi.

Spese funebri nella dichiarazione precompilata

I soggetti che emettono fatture relative alle spese funebri in dipendenza della morte di persone devono comunicare all’Agenzia delle entrate i dati delle spese sostenute dai contribuenti nell’anno precedente, con riferimento a ciascun decesso.

Questa comunicazione deve essere eseguita, ogni anno, entro il 28 febbraio: i dati sono poi riportati nella dichiarazione precompilata del contribuente interessato.

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