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Lo sai che? Guida senza patente: la recidiva nel biennio resta reato

Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2017

Guidare senza patente è stato depenalizzato, ma per la Cassazione (e non solo) la reiterazione dell’illecito è punibile penalmente con l’arresto fino a 1 anno.

La Cassazione l’ha ripetuto più volte, l’ultima con una sentenza depositata il mese scorso [1]: va bene che la guida senza patente è stata depenalizzata, ma la recidiva nel biennio resta reato. Significa che se una persona viene «beccata» due volte nell’arco di due anni alla guida di un veicolo senza la patente, il fatto acquisisce rilevanza penale. Vediamo perché.

La rilevanza penale della recidiva nel biennio

Il reato di guida senza patente è stato depenalizzato nel 2016 grazie a un decreto legislativo [2] che comprende tutti i reati puniti con la sola pena pecuniaria. Il dlgs, però, dice anche che le ipotesi aggravate sono da ritenersi fattispecie autonome di reato [3] e, quindi, non soggette al bilanciamento delle circostanze. In altre parole: la recidiva nel biennio costituisce un’ipotesi aggravata e se, ad esempio, viene contestata ad un ragazzino che non ha compiuto i 18 anni e che, quindi, guida senza patente (come nel caso per cui si è espressa la Cassazione), non può essere bilanciata con l’attenuante della minore età. In questo caso, può scattare anche o solo l’arresto fino a 1 anno.

L’unica ipotesi in cui è possibile questo bilanciamento è per i casi precedenti il 6 febbraio 2016, data in cui è entrato in vigore il decreto sulle depenalizzazioni, purché non sia intervenuto il giudicato penale. Ma, ad ogni modo, l’effetto sarà quello di ridurre la sanzione, non di escludere la punibilità.

C’è di più: per la Suprema Corte (come già stabilito in un’altra sentenza), la reiterazione dell’illecito amministrativo, quindi dello stesso tipo di reato, è da ritenersi una recidiva «anche solo quando risulti una precedente violazione amministrativa definitivamente accertata» [4].

Guida senza patente: cosa dice il Ministero

Il fatto che, in caso di guida senza patente, la recidiva nel biennio resta reato è stato chiarito anche dal Ministero dell’Interno in una circolare [5] in cui lo stesso Viminale distingue quando si rientra nella depenalizzazione e quando, invece, si commette illecito penale.

Il Ministero ricorda che sono depenalizzate:

  • la guida senza patente perché mai conseguita o perché revocata con provvedimento definitivo notificato all’interessato;
  • la guida con patente non rinnovata a seguito di mancato superamento della visita medica di rinnovo o di revisione per mancanza dei requisiti fisici prescritti;
  • la guida con patente di categoria diversa da quella prescritta (ad eccezione del caso previsto dall’art. 116, comma 15-bis del Codice della strada);
  • guida di macchina agricola od operatrice senza patente o con patente diversa;
  • guida di veicoli da parte di titolare di patente estera nonostante il provvedimento di inibizione alla guida in Italia;
  • guida con patente estera, diversa da patente Ue o See, scaduta di validità, da parte di persona residente in Italia da oltre 1 anno.

Restano invece sanzionate penalmente:

  • la guida senza patente in caso di recidiva nel biennio: è previsto l’arresto fino a 1 anno;
  • la guida senza patente da parte di persona sottoposta a misura di prevenzione: non si applica la norma depenalizzata o la sanzione penale in caso di reiterazione, ma l’arresto da 6 mesi a 3 anni.

Che cosa si rischia per guida senza patente

Nel caso in cui un conducente venga trovato per la prima volta alla guida di un veicolo senza patente, rischia una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro.

Se la sanzione viene pagata entro 60 giorni, viene riconosciuta una misura ridotta pari al minimo, quindi 5.000 euro.

Se, inoltre, la sanzione viene pagata entro 5 giorni dalla notifica o dalla contestazione, è possibile usufruire di un’ulteriore riduzione del 30%. Si pagherebbero, dunque, 3.500 euro.

note

[1] Cass. sent. n. 26254/2017.

[2] Dlgs. n. 8/2016.

[3] Art. 1, co. 2, Dlgs. N. 8/2016.

[4] Cass. sent. 48779/2016.

[5] Min. Interno, circ. N. 300/A/852/16/109/33/1 del 5 febbraio 2016.

Autore immagine: 123rf.com


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