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Lo sai che? Pensione cumulo Inps Enpals, che cosa cambia

Lo sai che? Pubblicato il 6 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 giugno 2017

Chi possiede contributi sia Inps che ex Enpals può scegliere se utilizzare il vecchio cumulo con la convenzione o il nuovo cumulo. 

Ho 42 anni e 10 mesi di contributi tra Inps e Enpals più un anno di militare: dato che non posso raggiungere la pensione anticipata col vecchio cumulo, posso raggiungere lo stesso trattamento col nuovo cumulo della Legge di bilancio?

Fortunatamente, grazie all’estensione del cumulo (noto anche come totalizzazione retributiva), operata dalla Legge di bilancio 2017, a tutte le gestioni e alla pensione anticipata, non più soltanto alla pensione di vecchiaia, il lettore può ottenere la pensione anticipata, avendo, complessivamente, oltre 42 anni e 10 mesi di contributi non coincidenti nel fondo lavoratori dipendenti Inps e nell’ex Enpals.

Nuovo cumulo: quali contributi si possono utilizzare?

Secondo la Legge istitutiva del cumulo [1], difatti, ossia la finanziaria 2013, così come aggiornata dalla Legge di bilancio 2017 [2], è possibile, per ottenere la pensione, cumulare la contribuzione presente:

  • nell’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi);
  • nelle gestioni sostitutive ed esclusive dell’Ago;
  • nella Gestione separata;
  • nelle casse dei liberi professionisti.

Nuovo cumulo: quali pensioni?

Mediante il cumulo si può ottenere, come appena esposto, la pensione di vecchiaia e anticipata, o, ancora, la pensione ai superstiti e di inabilità.

Nuovo cumulo e vecchio cumulo Inps Enpals

Considerando che il lettore possiede contributi sia in Inps che nella gestione ex Enpals, non sussistono ostacoli di sorta all’applicazione del “nuovo” cumulo contributivo.

La problematica, nel caso specifico, sussisteva in relazione al “vecchio” cumulo Inps Enpals [3], in quanto, in base a un noto decreto del 1997 [4],  per aver diritto alla pensione con questo regime i requisiti contributivi minimi devono essere perfezionati:

  • esclusivamente tramite effettive prestazioni lavorative;
  • prestazioni che devono risultare svolte nelle gestioni ex-Enpals.

Ciò significa che, ai fini della liquidazione di una pensione col “vecchio” cumulo Inps-Enpals, l’assicurato deve risultare in possesso del requisito contributivo per la pensione anticipata (cioè 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne) o della pensione di vecchiaia (20 anni di contributi) considerando i soli contributi effettivi versati nell’ex-Enpals, senza sommare quelli presenti nelle gestioni Inps. Questo, a prescindere dalla determinazione della gestione prevalente, di quella, cioè, a carico della quale la pensione deve essere liquidata, secondo il criterio della prevalenza dei contributi (semplificando all’essenziale, per le pensioni ottenute col vecchio cumulo-convenzione Inps-Enpals, il trattamento è liquidato o dall’Inps o dall’Enpals, a seconda della gestione in cui risultano più contributi).

I contributi Inps, ai fini del vecchio cumulo, risultano utili solamente ai fini della determinazione della misura della pensione.

Come chiarito da un’importante circolare dell’Inps [5], la limitazione del “vecchio” cumulo è valida in particolare per i lavoratori dello spettacolo del gruppo A e per gli sportivi professionisti.

Contributi Inps Enpals: nuovo cumulo

Fortunatamente, il “nuovo” cumulo non prevede l’obbligatorietà del raggiungimento dei requisiti contributivi in una gestione particolare: è difatti valida, ai fini del diritto alla pensione, tutta la contribuzione presente nelle varie gestioni, purché non coincidente.

Per il raggiungimento della pensione anticipata, in particolare, è utile tutta la contribuzione, obbligatoria, volontaria, da riscatto e ricongiunzione e figurativa (quest’ultima, però, sino a un limite massimo di 5 annualità).

Nel caso del lettore, dunque, conta tutta la contribuzione non coincidente, quindi non vi sono dubbi sul diritto alla pensione, perché possiede oltre 42 anni e 10 mesi di contributi, dei quali soltanto un anno figurativi.

Nuovo cumulo: calcolo della pensione

Per quanto riguarda il calcolo del trattamento col “nuovo” cumulo, rispetto al cumulo Inps Enpals il conteggio non è unico, ma ogni gestione liquida la sua quota di pensione: in applicazione delle previsioni della legge istitutiva del cumulo, però, relativamente al sistema di calcolo da utilizzare (retributivo, misto o contributivo) si deve far riferimento all’anzianità contributiva complessiva, cioè considerando tutte le gestioni.

In pratica:

  • se, fra tutte le gestioni, si possiedono più di 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995, il calcolo è retributivo sino a tutto il 2011, poi contributivo, a prescindere dai contributi posseduti nella specifica quota alla data di riferimento;
  • se, fra tutte le gestioni, si possiedono meno di 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995, il calcolo è retributivo sino a tutto il 1995, poi contributivo; si tratta del calcolo misto;
  • per chi non possiede contributi in alcuna gestione anteriormente al 1996, il calcolo è esclusivamente contributivo.

Vero è che ancora non è stata emanata una circolare o una differente normativa attuativa che dia le specifiche sul nuovo cumulo con preciso riferimento ai lavoratori ex Enpals: si ritiene tuttavia che, in assenza di ulteriori indicazioni, sia pienamente applicabile la normativa sul cumulo, ossia la Legge finanziaria 2013, come integrata dalla Legge di bilancio 2017.

Nel caso del lettore, dunque, a parere della scrivente è già possibile fare domanda di pensione, avvalendosi esplicitamente del “nuovo” cumulo, in quanto il “vecchio” cumulo Inps Enpals, pur restando in piedi, non è da ostacolo.

note

[1] L. 228/2012.

[2] Art. 1, Co. 195,Lett. a, L. 232/2016.

[3] Art.16 DPR1420/1971.

[4] Art.4, Co.7, Dlgs 182/1997.

[5] Inps Circ. n. 83/2016, punto 2.1.


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