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Lo sai che? Opposizione al pignoramento per mancata notifica della cartella

Lo sai che? Pubblicato il 7 giugno 2017

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Opposizione agli atti esecutivi pignoramento Equitalia- Agenzia delle Entrate: la giurisdizione è della Commissione Tributaria.

Pignoramento presso terzi per crediti tributari: l’opposizione agli atti esecutivi, in cui si contesta l’invalida/omessa notifica della cartella esattoriale, si presenta dinanzi al giudice tributario o al giudice ordinario?

Finalmente, dopo anni contrasti giurisprudenziali, le Sezioni Unite della Cassazione[1]  individuano una volta per tutte nella Commissione Tributaria il giudice competente a decidere sulle opposizioni agli atti esecutivi in cui si contesti la notifica della cartella esattoriale.

Secondo la sentenza in commento, per risolvere il dubbio interpretativo sulla giurisdizione, occorre seguire il seguente criterio:

  • prima della notifica della cartella esattoriale, la controversia è devoluta al giudice tributario;
  • dopo la notifica della cartella esattoriale, la controversia è devoluta al giudice ordinario (dato che il giudice tributario non ha competenza in materia di esecuzione forzata).

Stando a tale criterio, se il contribuente contesta la notifica della cartella (perché mai avvenuta o comunque non regolare e invalida), il pignoramento si situa (seppur a causa di vizi di legittimità del procedimento di riscossione) prima della notifica della cartella e, dunque, l’opposizione rientra nella competenza del giudice tributario.

Dunque, è il vizio dedotto dal contribuente a determinare la giurisdizione tributaria o ordinaria: se viene eccepita la mancata notifica della cartella prima del pignoramento (a prescindere dal fatto che essa sia stata o meno effettivamente notificata) l’opposizione agli atti esecutivi va fatta con ricorso alla commissione tributaria.

Inoltre, in caso di contestazione della notifica degli atti presupposti, occorre considerare il pignoramento presso terzi come primo atto con il quale il contribuente è venuto a conoscenza della pretesa tributaria. Tale atto, dunque, in quanto idoneo a far sorgere l’interesse ad agire, rientra nell’ambito degli atti impugnabili dinanzi al giudice tributario [2] .

Le Sezioni Unite hanno quindi affermato il seguente principio di diritto: «In materia di esecuzione forzata tributaria, l’opposizione agli atti esecutivi riguardante l’atto di pignoramento che si assume viziato per l’omessa o invalida notifica della cartella di pagamento (o degli altri atti presupposti del pignoramento) è ammissibile e va proposta davanti al giudice tributario».

E l’opposizione all’esecuzione in materia tributaria?

Quanto appena descritto riguarda l’opposizione agli atti esecutivi, in cui si fa valere un vizio di forma del pignoramento (omessa notifica della cartella).

Nel caso diverso in cui il contribuente si opponga al pignoramento per contestare, non la mancata o invalida notifica delle cartelle, bensì il diritto di procedere ad esecuzione forzata (cosiddetta opposizione all’esecuzione), non può essere competente né il giudice tributario né il giudice ordinario.

Per espressa previsione normativa [3], infatti, l’opposizione all’esecuzione in materia tributaria è inammissibile. Il contribuente che intende contestare il pagamento di un’imposta (perché, per esempio, già pagata o comunque estinta) deve farlo al momento della ricezione del primo atto utile (cartella di pagamento, intimazione ecc.).

La legge ammette però l’opposizione all’esecuzione, anche in ambito tributario, nella sola ipotesi riguardante la pignorabilità dei beni (per esempio violazione dei limiti di pignorabilità di stipendi e pensioni). In tal caso, il giudice competente per l’opposizione è quello ordinario.

In sintesi

Il contribuente che riceve un pignoramento presso terzi per crediti tributari può difendersi:

1) con opposizione agli atti esecutivi dinanzi al giudice tributario contestando la mancata notifica delle cartelle o degli atti presupposti. L’onere della prova della notifica ricade sull’agente della riscossione. Se questi non produce in giudizio le relate e gli avvisi di ricevimento attestanti la regolare notifica delle cartelle al destinatario, il giudice annulla il pignoramento poiché illegittimo;

2) con opposizione all’esecuzione dinanzi al giudice ordinario ma solo per vizi riguardanti la pignorabilità dei beni: il giudice, se accerta la violazione di limiti di pignorabilità, non annulla il pignoramento ma ne ordina la riduzione secondo i limiti di legge.

note

[1] Cass. Sez. Unite sent. n. 13913 del 5.06.2017.

[2] Art. 19 D.Lgs. n. 546/1992.

[3] Art. 57 DPR 602/1973.


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