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Niente alcoltest per chi soffre di ansia e di diabete

6 Giugno 2017


Niente alcoltest per chi soffre di ansia e di diabete

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Giugno 2017



Le difficoltà respiratorie, se certificate da uno pneumologo, possono evitare la sanzione per guida in stato di ebbrezza.

Chi soffre di ansia e di diabete può avere serie difficoltà a sottoporsi all’alcoltest. Per cui, se nonostante i ripetuti tentativi non riesce a soffiare aria a sufficienza nell’etilometro per poter accertare il quantitativo dell’alcol nel sangue, non può essere incriminato per il reato di «rifiuto a sottoporsi al test dell’alcol». Ma attenzione: le difficoltà respiratorie devono essere certificate, in modo accurato e attento, da un perito, uno pneumologo, che dovrà attestare la particolare condizione fisica del conducente. È quanto chiarito dal tribunale di Milano con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

Chi rifiuta di sottoporsi all’etilometro non può essere costretto fisicamente, ma tale comportamento viene equiparato a quello del conducente trovato con la massima misura di alcol nel sangue, quella cioè superiore a 1,5%. Risultato: per lui scatta il reato più grave per la guida in stato di ebbrezza, con l’arresto da sei mesi a un anno, l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e la sospensione della patente da uno a due anni. Viene poi disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato.

Secondo però la sentenza in commento, difficoltà di respiro e ansia salvano il conducente dalla condanna per rifiuto dell’alcoltest: sono la dispnea connessa alle patologie e lo stato emotivo a impedire il buon esito della spirometria, che è complicata per chi soffre di diabete, bronchite o asma.

Se l’automobilista, a cui la polizia richiede di sottoporsi all’alcoltest, è un soggetto emotivo, questi può perdere fiducia in se stesso convincendosi di non riuscire a soffiare l’aria nel “palloncino”. Inutile provare più volte fino a quando la macchinetta dà un risultato; difatti, secondo le linee guida, il testo dell’alcol non può essere ripetuto per più di tre o quattro volte consecutive: altrimenti il responso non è veritiero e, quindi, la multa nulla. Secondo la consulenza depositata nel giudizio in oggetto, un diabetico con glicemia a 200g/ml «può cominciare a non ragionare bene dopo il terzo o quarto alcoltest». Con la conseguenza che se questi non riesce a far funzionare l’alcoltest non è perché sta bluffando ma per via delle difficoltà respiratorie e dell’ansia.

In sintesi, secondo il tribunale di Milano, deve essere assolto dal reato di rifiuto a sottoporsi all’alcoltest (in quanto il fatto non costituisce reato) l’automobilista fermato dalla polizia perché ritenuto in stato d’ebbrezza se le prove effettuate con l’etilometro e non andate a buon fine sono dipese non da volontà, ma dalla sua condizione di dispnea derivante dalle patologie da cui è affetto e dallo stato emotivo in cui versava.

Multa e reato sono quindi da cancellare.


note

[1] Trib. Milano, sent. n. 4881/17.

Autore immagine: 123rf com


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