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SUB_CAT Come si chiede il permesso per una manifestazione?

SUB_CAT Pubblicato il 7 giugno 2017

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> SUB_CAT Pubblicato il 7 giugno 2017

Una breve guida utile per comprendere quali passi compiere per richiedere ed ottenere il permesso per lo svolgimento di una manifestazione pubblica.

 

Come si chiede il permesso per una manifestazione? A questa domanda si dà risposta dicendo che la legge [1] impone a chi voglia organizzare riunioni e manifestazioni in luogo pubblico di dare preavviso al questore. Pertanto, se ci si chiede come fare per ottenere il permesso per una manifestazione occorrerà innanzitutto chiarire che per riunione si intende ogni iniziativa di tipo politico, sociale, ricreativo, religioso, ludico o sportivo che, dovendosi svolgere in luogo pubblico, implichi la presenza di gruppi di persone: in tali casi occorre che l’Autorità venga messa preventivamente al corrente di queste iniziative.

Non si tratta di essere autorizzati (infatti il diritto di riunione e di manifestazione è garantito dalla Costituzione), ma più semplicemente di preavvertire.

Scendendo nei particolari, la legge [2] stabilisce che per ottenere il permesso per una manifestazione il preavviso debba essere comunicato almeno tre giorni prima del suo svolgimento.

Dunque è consigliabile che gli organizzatori (la legge li chiama promotori), non appena abbiano una ragionevole certezza circa la data di svolgimento della manifestazione, effettuino la comunicazione e ciò anche e soprattutto allo scopo di consentire l’organizzazione dei servizi di ordine pubblico.

Molto importante è chiarire che la legge [3] considera pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata.

I promotori di una riunione indetta in forma privata (ma considerata dalla legge pubblica e, quindi, soggetta all’obbligo del preavviso) dovranno perciò fare molta attenzione per non incappare nelle sanzioni di seguito indicate.

Il preavviso deve essere comunicato compilando apposito modulo scaricabile dai siti delle questure italiane (ubicate nei capoluoghi di provincia) e deve essere trasmesso appunto alla questura oppure al più vicino commissariato di pubblica sicurezza.

Occorre aggiungere che l’obbligo di preavviso non deve essere dato per i comizi elettorali e per i funerali, mentre resta obbligatorio per le processioni ecclesiastiche che si svolgono per le pubbliche vie.

Per le manifestazioni sportive, a carattere educativo e senza finalità di lucro, deve essere data comunicazione anche al Sindaco del comune ove la manifestazione avrà luogo [4] utilizzando il modulo per la comunicazione di manifestazione sportiva non a scopo di lucro anch’esso scaricabile dai siti delle questure.

 Sono anche previste sanzioni per l’omissione del preavviso: infatti per l’organizzatore o gli organizzatori che dimentichino di inviare la comunicazione è previsto l’arresto fino a 6 mesi e l’ammenda da 103,00 a 413,00 euro [5]. Invece per l’omissione del preavviso in caso di funzioni, cerimonie o pratiche religiose fuori dei luoghi destinati al culto, ovvero in caso di processioni ecclesiastiche o civili nelle pubbliche vie le sanzioni sono fissate, per chi le abbia promosse o dirette, nell’arresto fino a tre mesi e nell’ammenda fino ad € 51,00 [6].

note

[1] R.d. n. 773 del 1931.

[2] Art. 18, r.d. n. 773 del 1931.

[3] Art. 18, r.d. n. 773 del 1931.

[4] Art. 123, r.d. n. 635 del 1940.

[5] Art. 18, r.d. n. 773 del 1931.

[6] Art. 25, r.d. n. 773 del 1931.


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