Donna e famiglia Annullamento matrimonio Sacra Rota ed effetti civili

Donna e famiglia Pubblicato il 4 agosto 2017

Articolo di

> Donna e famiglia Pubblicato il 4 agosto 2017

Quando il matrimonio viene annullato dalla Sacra Rota è come se non fosse mai stato celebrato. Quando è possibile e quali sono gli effetti della sentenza del tribunale ecclesiastico?

Molto spesso, quando un matrimonio finisce, si parla di annullamento del matrimonio o di divorzio, facendo confusione tra istituti molto diversi tra loro e pensando di poter scegliere, indistintamente, tra i due, a seconda di quale conviene di più. Ma non è affatto così. Quando il matrimonio viene annullato è come se non fosse mai stato celebrato per via della mancanza di un requisito essenziale alla sua validità; l’annullamento è possibile senza procedere alla previa separazione. Invece il divorzio (che deve essere preceduto, a differenza dell’annullamento, dalla separazione dei coniugi) consiste nello scioglimento di un vincolo matrimoniale che resta, quindi, valido per il periodo in cui è durato. Potremmo riassumere in questo modo:

  • pronuncia del tribunale ecclesiastico: annullamento del matrimonio = il matrimonio non è mai esistito;
  • pronuncia del tribunale civile italiano: divorzio = il matrimonio smette di esistere ed è valido fino alla sentenza di divorzio.

Non è tutto: per poter mettere fine “legalmente” a un’unione matrimoniale, bisogna inoltre distinguere tra:

  • matrimonio civile, celebrato davanti a un ufficiale di stato civile e regolato integralmente dalle leggi italiane,
  • matrimonio religioso, il più diffuso dei quali è il matrimonio “concordatario”. Sono le nozze “classiche” celebrate in chiesa davanti a un sacerdote secondo le regole del diritto canonico; queste, se trascritte nei registri dello stato civile, producono gli effetti civili previsti dalle leggi italiane, sempre che ricorrano precise condizioni.

In questa guida cerchiamo quindi di capire cosa comporta l’annullamento del matrimonio dinnanzi alla Sacra Rota e quali sono gli effetti civili.

Matrimonio: quando è valido per la Chiesa?

Per essere valido agli occhi della Chiesa, il matrimonio deve essere contratto:

  1. in assenza di impedimenti, come la consanguineità: ad esempio, un matrimonio tra cugini di primo grado non è valido;
  2. dopo aver compiuto le formalità religiose secondo il diritto ecclesiastico: per intenderci, bisogna trovare un sacerdote che lo celebri e due testimoni;
  3. con il consenso al matrimonio dato e ricevuto in Chiesa.

In altre parole, le nozze devono essere frutto di una scelta autonoma, personale e libera. Da questi elementi occorre partire per capire se il legame è legittimo e valido.

Altro punto da non dimenticare: per la Chiesa il matrimonio è un vincolo indissolubile, che dura “finché morte non ci separi”. Quindi, parlare di annullamento di matrimonio anche per il matrimonio canonico è un’espressione usata comunemente ma, di fatto, errata. La Chiesa può non annullare un matrimonio ma solo dichiararlo nullo, come – in pratica – se non fosse mai esistito.

Matrimonio: quando è nullo per la Chiesa?

Affinché la Sacra Rota – che è il tribunale ordinario del Vaticano – possa dichiarare nullo il matrimonio, devono essere presenti alcuni ben precisi presupposti indicati dal codice di diritto canonico. Vediamo quali sono:

  • la mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi o di entrambi al matrimonio, compresa la riserva mentale e la simulazione che si ha quando i coniugi, prima di sposarsi, si sono messi d’accordo per non adempiere agli obblighi e non esercitare i diritti matrimoniali («Mi sposo, ma tanto so già che divorzieremo»). Ad esempio, possiamo pensare allo straniero che si sposa solo per acquisire la cittadinanza del coniuge o all’Italiano stesso che lo fa per ottenere la reversibilità della pensione o per esaudire il desiderio dei genitori di regolarizzare una situazione attraverso il cosiddetto matrimonio riparatore (la classica ragazza rimasta incinta senza volerlo);
  • il fatto che uno dei coniugi si sposi escludendo, però, una delle finalità essenziali del matrimonio religioso: procreazione («mi sposo ma non voglio figli»), la fedeltà («mi sposo ma sono libero di andare a letto con chi mi pare»), l’indissolubilità del vincolo matrimoniale («mi sposo ma sono libero di divorziare in qualsiasi momento»);
  • l’errore sulla persona del coniuge: classico esempio è il matrimonio per procura (che si ha quando, in sostanza, Maria sposa Alberto, pensando sia Raffaele) o sulla qualità (sposo Alberto perché credo che sia un medico, in realtà è solo un laureando in medicina);
  • la violenza fisica o il timore («sposo Giovanni altrimenti mi ammazza»);
  • l’impotenza, da non confondere con la semplice sterilità non è causa di nullità del matrimonio, tranne nel caso in cui la parte sterile abbia tenuto dolosamente nascosta la sua condizione all’altra parte solo per convincerla a sposarsi, cosa che altrimenti non avrebbe fatto;
  • matrimonio rato ma non consumato: significa che marito e moglie non hanno avuto un rapporto sessuale completo. In realtà, in questo caso, non si tratta di vera nullità matrimoniale, ma di una speciale «dispensa» del Pontefice;
  • recentemente tra le cause che possono portare all’annullamento del matrimonio religioso è stato introdotto il “mammismo”, termine coniato appositamente dalla Sacra Rota per definire il coniuge che non riesce a staccarsi dai genitori.

Matrimonio: che fare per avere l’annullamento?

Perché il matrimonio canonico sia dichiarato nullo, ci si può rivolgere alla propria parrocchia, alla curia o consultare l’Albo Rotale per conoscere gli avvocati ecclesiastici che esercitano nella zona di residenza, anche se l’avvocato rotale non ha limiti territoriali e può esercitare ovunque. Il tribunale competente è quello del luogo della celebrazione del matrimonio o del domicilio della parte convenuta; eventualmente anche quello del domicilio della parte attrice o del luogo in cui si trovano la maggior parte delle prove.

La causa di nullità del matrimonio inizia presentando un ricorso (cosiddetto “libello”) in cui vanno spiegati i motivi della richiesta.

Solo una delle due parti può iniziare il processo mentre l’altra può scegliere di

  • subirlo passivamente,
  • partecipare accettandolo,

Perché la sentenza sia riconosciuta anche dalla legge civile bisogna chiedere alla corte d’appello competente un “giudizio di delibazione” che serve proprio ad attribuire efficacia nello Stato Italiano alle sentenze del Tribunale ecclesiastico: in pratica perché la persona sia considerata libera a tutti gli effetti. Attenzione: non si può delibare lo scioglimento delle nozze concordatarie se la convivenza tra i coniugi è durata almeno tre anni dalla data della loro celebrazione. Ciò non significa che il matrimonio non potrà più essere annullato dal tribunale ecclesiastico decorsi i tre anni ma che tale sentenza non avrà effetto per lo Stato italiano nel senso che non potrà essere “ratificata” (delibata), se l’altro coniuge vi si oppone. Se, invece, manca tale contestazione, la delibazione può ancora avvenire, nonostante il triennio.

Matrimonio: che succede se la Sacra Rota lo annulla?

Spesso si preferisce chiedere l’annullamento del matrimonio più che il divorzio. Perché? È presto detto: quando un matrimonio viene dichiarato nullo, è come se non fosse mai esistito; ciò significa che ci si può risposare in chiesa. Ma, quel che più conta, la dichiarazione di nullità fa venir meno (salvo alcune eccezioni) ogni tipo di dovere o tutela nei confronti del coniuge economicamente più debole. In soldoni: niente mantenimento o alimenti a beneficio dell’ex, anche se non è tutto così automatico. Perché il matrimonio sia dichiarato nullo da parte del tribunale ecclesiastico, non basta (come per la separazione e il divorzio) che sia definitivamente venuta meno la comunione di vita spirituale e materiale tra i coniugi, ma occorre che si sia verificata almeno una delle cause che abbiamo elencato sopra.

I figli nati dall’unione dichiarata nulla sono legittimi. Essi, infatti, si considerano nati da un matrimonio putativo, cioè che si credeva esistesse e una sentenza civile si occuperà di regolare la loro custodia e il loro mantenimento.

Matrimonio: la riforma di Papa Francesco

Nel 2015 Papa Francesco ha approvato due leggi per la riforma del codice di diritto canonico e per quello dei canoni delle Chiese orientali con cui sono state introdotte molte novità importanti riguardo all’annullamento del matrimonio religioso. Novità assoluta è il divorzio breve, a cui si può ricorrere se le cause della nullità del matrimonio siano evidenti: a decidere sull’annullamento non è la Sacra Rota ma il vescovo diocesano.

Nullità del matrimonio e, quindi, divorzio breve anche nei seguenti casi:

  • mancanza di fede (da parte di uno o di entrambi i coniugi) che genera la simulazione del consenso;
  • brevità della convivenza coniugale;
  • aborto procurato;
  • ostinata permanenza in una relazione extraconiugale;
  • occultamento della sterilità, di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione.

Altra significativa novità voluta da Papa Francesco riguarda la sentenza di annullamento: mentre in passato era necessaria una doppia sentenza per la conferma dell’annullamento del matrimonio, ora basta una sola sentenza per poter procedere nuovamente a nozze. In pratica:

  • per prima cosa si deve presentare il libello (la richiesta) al tribunale ecclesiastico competente;
  • il Vicario giudiziale designa un collegio giudicante che ha il compito di raccogliere e analizzare tutti gli elementi di prova;
  • se la richiesta è ritenuta valida il matrimonio religioso viene dichiarato nullo.

Punto fermo anche sui costi per l’annullamento del matrimonio religioso: 525 euro per la tassa da pagare alla Sacra Rota, a cui però bisogna aggiungere l’onorario dell’avvocato rotale (che va da un minimo di 1.575 euro ad un massimo di 2.995 euro), l’Iva e la Cassa di Previdenza Forense. Tuttavia, se si riesce a dimostrare, tramite documentazione idonea, di non poter versare la cifra di 525 euro, l’importo verrà scalato fino alla totale gratuità.

Anche i tempi si riducono: se prima, per una sentenza definitiva bisognava aspettare almeno due anni, ora per il processo ordinario la tempistica è di circa un anno. Per il processo breve, invece, bastano 30 giorni per decretare la nullità del matrimonio religioso.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Non e’ ‘sacra rota’ e’ tribunale apostolico della Rota Romana. L’accezione ‘sacra’ e’ stata tolta da oltre trent’anni.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

Hai un dubbio giuridico, curiosità che ti piacerebbe conoscere? Chiedicelo

CERCA CODICI ANNOTATI