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Tracce Telecom: devo farle passare in casa mia se servono al vicino?

7 Giugno 2017 | Autore:
Tracce Telecom: devo farle passare in casa mia se servono al vicino?

Se la Telecom ci impone il passaggio nella nostra proprietà delle tracce che servono al vicino di casa ci deve risarcire. Quando può obbligarci a far passare i cavi in casa nostra?

Per legge, il proprietario di un immobile, indipendentemente dal fatto che sia o meno d’accordo, è obbligato a far passare i cavi telefonici e quelli degli impianti di fibra ottica sulla sua proprietà, a patto che il gestore del servizio – la Telecom, ad esempio – non danneggi l’edificio né ne impedisca il libero utilizzo. Ciò in quanto, analogamente a quanto detto in Cavi elettrici sulla facciata di casa: risarcimento danni? per i cavi Enel, l’interesse della collettività prevale su quello del singolo individuo.

Fin qui il discorso potrebbe anche filare: ma ciò vale anche se tali cavi telefonici non servono al proprietario di casa o ai suoi inquilini ma a terzi estranei? Ad esempio, al suo vicino? In altre parole, si è obbligati a far passare le tracce Telecom in casa propria se servono al vicino o a soggetti terzi? È esattamente l’ipotesi trattata da una sentenza del Tribunale di Avellino [1] secondo cui il proprietario o condomino non può opporsi all’appoggio di antenne e di sostegni e al passaggio di condutture o fili nell’immobile di sua proprietà se servono per lui stesso o per i suoi inquilini o per i condomini [2]. Se, invece, il gestore del servizio gli impone il passaggio delle tracce nella sua proprietà per soggetti terzi, come il vicino di casa, senza il suo consenso e senza essere autorizzato dall’amministrazione competente (il Comune, ad esempio), lo deve risarcire [3].

Tracce Telecom: possono passare nella mia proprietà?

Come detto, quindi, fili e cavi possono passare – anche senza il consenso del proprietario – nella sua proprietà, senza diritto a ricevere alcuna indennità. Stesso discorso per il condominio: il proprietario/condomino non può opporsi all’appoggio di antenne o sostegni, al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto nella parte del proprio immobile se ciò è necessario per soddisfare le richieste di utenza del condominio, a patto che l’installazione non impedisca l’uso dell’immobile.

A tal fine, il proprietario deve consentire anche il passaggio in casa sua del personale che deve installare, riparare o comunque mantenere in buon uso l’impianto di comunicazione.

Tracce Telecom: il proprietario può tutelarsi?

Se il proprietario ostacola l’installazione, la riparazione e la manutenzione degli impianti, la Telecom (o qualsiasi altro operatore) può rivolgersi al giudice per porre rimedio a questi comportamenti.

La legge, però, si preoccupa di tutelare anche il proprietario:

  • l’ente gestore del servizio deve provvedere a sue spese a riportare le parti dell’edificio nello stato in cui si trovavano prima dell’intervento e, se ha causato un danno, deve attivarsi per le opportune riparazioni: ad esempio, se la Telecom, per istallare un suo cavo, rompe un tubo dell’acqua allagando la casa, sarà lei a dover pagare l’idraulico;
  • i cavi, i fili e tutti gli impianti non possono impedire al proprietario o al suo inquilino di usare liberamente l’immobile;
  • se vuole fare innovazioni sul proprio edificio, può chiedere alla Telecom di rimuovere o spostare gli impianti che passano nella sua proprietà: ad esempio, se il proprietario vuole buttar giù il muro dove passano le tracce per costruire una verandina, la Telecom dovrà spostarle.

note

[1] Trib. Avellino sent. n. 998 del 23.05.2017.

[2] Art. 232, co. 2, del T.U. n. 156 del 29.03.1973.

[3] Cass. n. 12245 del 02.12.1998.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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