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Come scaricare le spese di formazione per professionisti

7 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 giugno 2017



Nuova deduzione delle spese per corsi, convegni e seminari: come e quando scaricare i costi a seconda del regime fiscale applicato.

Spese per la formazione deducibili fino a 10.000 euro: è questa una delle principali novità del Jobs Act autonomi, appena divenuto operativo.

In pratica, sino al tetto massimo di 10.000 euro, i professionisti possono dedurre le spese relativi a corsi, convegni e seminari. Le spese deducibili saranno costituite non solo dai costi relativi all’iscrizione e alla frequenza, ma anche dai costi di viaggio e soggiorno, i cui vecchi limiti di deducibilità, dunque, decadono.

Ma procediamo per ordine e vediamo come ha funzionato, sino all’anno 2017, la deducibilità delle spese di aggiornamento, vitto, alloggio e viaggio per i professionisti e che cosa cambia col Jobs act del lavoro autonomo.

Spese di formazione: deduzione sino al 2016

Fino al 2016, il testo unico delle imposte sui redditi prevedeva una deducibilità limitata al 50% per le spese relative alla partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, inclusi i costi del viaggio e del soggiorno.

In buona sostanza:

  • i costi dei corsi di aggiornamento, convegni, congressi, seminari etc. erano deducibili a metà;
  • le spese di viaggio (cioè relative allo spostamento effettuato per la frequenza del corso: biglietti aereo, nave, treno, taxi…) erano ugualmente deducibili al 50%;
  • le spese relative al soggiorno (che comprendono anche la somministrazione di alimenti e bevande) scontavano un doppio limite di deducibilità: prima quello del 75%, in quanto spese di vitto ed alloggio, poi quello del 50%.

In base a quanto esposto, la deducibilità risultava dunque notevolmente ridotta, come a significare che la frequenza di un corso o di un seminario fosse una spesa superflua per il professionista. Così, ovviamente, non è, specie avendo riguardo alla formazione continua obbligatoria e al numero minimo di crediti formativi professionali che ogni lavoratore autonomo iscritto a un albo o a un ordine deve necessariamente conseguire.

Peraltro, anche per i professionisti non iscritti ad albi non è possibile prescindere da un aggiornamento costante, considerando le profonde innovazioni che investono tutti i settori.

Ecco perché il Jobs act autonomi ha deciso di intervenire su quest’aspetto, offrendo una deducibilità più ampia.

Spese di formazione: deduzione dal 2017

Dal 2017, la deducibilità per le spese relative alla partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale è piena, inclusi i costi del viaggio e del soggiorno, sino al limite massimo di 10.000 euro annui. È compresa anche l’iscrizione ai master.

In parole semplici:

  • i costi dei corsi di aggiornamento, convegni, congressi, seminari etc. sono deducibili per intero;
  • le spese di viaggio (cioè relative allo spostamento effettuato per la frequenza del corso: biglietti aereo, nave, treno, taxi…) sono ugualmente deducibili per intero;
  • le spese relative al soggiorno e alla somministrazione di alimenti e bevande non scontano più il doppio limite di deducibilità, quindi si possono interamente scaricare.

Il tutto, come già detto, entro un limite massimo di 10.000 euro annui.

Deduzione spese di viaggio, vitto e alloggio: attenti ai documenti

Perché le spese di viaggio, vitto e alloggio possano essere interamente scaricate, è necessario che sia provata l’inerenza con il corso al quale il professionista si è iscritto. È particolarmente importante, dunque, conservare tutta la documentazione che possa provare il collegamento delle suddette spese con il corso stesso (o il master, seminario, etc.).

 

Deduzione per servizi personalizzati

Il Jobs act autonomi prevede anche la deducibilità integrale per:

  • i costi dei servizi personalizzati di certificazione delle competenze;
  • i costi dei servizi personalizzati di orientamento e di ricerca d’impiego;
  • i costi dei servizi di sostegno all’auto-imprenditorialità.

Le spese devono essere però mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati, in relazione alle condizioni del mercato del lavoro; i servizi devono poi essere erogati dagli organismi accreditati.

I costi sono deducibili entro il limite annuo di 5.000 euro.

Professionisti col regime forfettario: quale deduzione?

Sia i costi di formazione, che quelli legati all’orientamento, all’auto-imprenditorialità e alla certificazione delle competenze non possono essere scaricati dai contribuenti che applicano il regime forfettario. Questo regime, difatti, non consente di dedurre spese, ad esclusione dei contributi previdenziali.

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