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Fermo e ipoteca anche dopo un anno dalla cartella

7 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 giugno 2017



Il fermo amministrativo e l’ipoteca sono legittimi anche senza previa notifica dell’intimazione di pagamento.

Il fermo amministrativo sul veicolo del contribuente e l’ipoteca sull’immobile sono validi anche se è decorso più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento senza che sia stata inviata un’intimazione di pagamento. E’ però necessario che l’agente della riscossione, prima di iscrivere il fermo o l’ipoteca nei pubblici registri, abbia notificato al contribuente un preavviso di fermo o una comunicazione preventiva di iscrizione di ipoteca, dando il termine per pagare.

Se i contribuente non paga la cartella, l’Agente della riscossione può procedere con il pignoramento del conto o dello stipendio/pensione ma, se è decorso più di un anno dalla notifica della cartella, deve prima inviare un’intimazione di pagamento in cui sollecita il debitore a saldare gli importi dovuti e lo avverte che in difetto procederà ad esecuzione forzata. L’invio dell’intimazione di pagamento è essenziale ai fini della validità del successivo pignoramento.

Ciò vuol dire che, per esempio, se l’agente della riscossione vuole portare ad esecuzione nel 2017 una cartella del 2015, deve prima notificare al contribuente un’intimazione di pagamento e solo dopo 60 giorni può procedere con la notifica dell’atto di pignoramento. L’intimazione di pagamento vale a sua volta un anno, per cui, se entro 365 giorni l’agente della riscossione non procede ad esecuzione, deve notificare un’altra intimazione di pagamento e così via.

L’obbligo di notifica dell’intimazione di pagamento non è invece previsto qualora l’agente della riscossione voglia procedere con una misura cautelare: fermo amministrativo o ipoteca. In questi casi, infatti, a fare da atto presupposto essenziale non è l’intimazione di pagamento ma un vero e proprio preavviso.

In altri termini, l’agente della riscossione, affinchè il fermo o l’ipoteca siano legittimi, deve prima notificare un preavviso di fermo/ipoteca in cui riporta il debito residuo, invita al pagamento e avvisa che, in difetto, procederà con l’iscrizione della misura cautelare nei pubblici registri.

A differenza di quanto prescritto per l’intimazione di pagamento che vale un anno dalla notifica, il preavviso di fermo/ipoteca può arrivare in qualsiasi momento (sempre che le cartelle nel frattempo non si siano prescritte).

Ciò vuol dire che, per esempio, se l’agente della riscossione vuole iscrivere il fermo su un’auto del contribuente per cartelle del 2015 può farlo anche nel 2017 senza bisogno di inviare un’intimazione di pagamento perché è trascorso più di un anno. Egli deve però notificare il preavviso di fermo.

È quanto ha precisato una recente sentenza della Cassazione [1] secondo cui, in materia tributaria, il fermo amministrativo adottato a distanza di oltre un anno dalla notifica della cartella di pagamento è legittimo, nonostante non sia stato preceduto dall’intimazione di pagamento, atteso che l’invito ad adempiere entro cinque giorni all’obbligo risultante dal ruolo è assicurato dall’avviso ad adempiere entro venti giorni contenuto nello stesso preavviso di fermo, sicché risulta ugualmente realizzata la finalità di garanzia del contribuente.

Lo stesso discorso vale nel caso dell’ipoteca dove a fungere da preavviso a garanzia del contribuente è la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria [2].

note

[1] Cass. sent. n. 13738 del 31.05.2017. Cfr. anche Cass. sent. n. 26075/2015; Cass. S.U. n. 9568/2014.

[2] Cass. S.U. sent. n. 19667/2014.

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