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Trasporto aereo o treni: negoziazione assistita non obbligatoria

8 giugno 2017


Trasporto aereo o treni: negoziazione assistita non obbligatoria

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 giugno 2017



Nelle liti in materia di trasporto, tra professionisti e consumatori, la negoziazione assistita non è condizione di procedibilità.

Se devi fare una causa ad una compagnia aerea (magari per un ritardo, la cancellazione di un volo o altri disagi) o a un’altra società di trasporto come ad una società ferroviaria o di pullman, prima del giudizio non devi attivare il tentativo di negoziazione assistita. Questo perché, nelle liti in materia di trasporto, quando una delle due parti è un consumatore, la negoziazione assistita non è condizione di procedibilità per la successiva azione giudiziaria. A chiarirlo è il Tribunale di Genova con una recente ordinanza [1]. Il caso di riferisce a un giudizio intentato contro una compagnia aerea per violazioni contrattuali.

Le vertenze attivate da turisti e viaggiatori in materia di contratti di trasporto non richiedono, prima della causa, l’obbligo di esperire la procedura di negoziazione assistita. È vero infatti che la riforma del 2014 configura tale obbligo per tutte le liti inerenti il trasporto, ma i consumatori sono esentati per legge [2]. La norma che regola la negoziazione assistita stabilisce infatti che tale onere non si applica alle controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti conclusi tra professionisti e consumatori.

Del resto la direttiva del 2011 varata dal Parlamento europeo [3] stabilisce, per le cause che vedono coinvolti i consumatori, una specifica procedura di risoluzione alternativa delle controversie (meglio nota come Adr, acronimo che sta per Alternative dispute resolution: soluzione alternativa alla lite) che può essere avviata dalle parti anche senza avvocato, gratuita (o con costi minimi) e che va definita entro massimo 90 giorni dall’istanza.

I consumatori, così, per far valere i propri diritti, non devono necessariamente pagare un legale o un altro consulente (cosa non possibile nella negoziazione assistita).

La negoziazione assistita è obbligatoria (e condizione di procedibilità per l’avvio della causa in tribunale) per tutte le cause di recupero crediti per somme inferiori a 50mila euro. Ma se una delle due parti è un consumatore e l’altra una società “professionista” tale procedura non è necessaria. Si pensi al ritardo di un treno, al risarcimento dei danni provocati a un oggetto trasportato o a una valigia dispersa.

note

[1] Trib. Genova, ord. del 28.04.2017.

[2] Art. 3, co. 1 del Dl 132/2014.

[3] Art. 8 direttiva n. 2013/11.

Autore immagine: 123rf com

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