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Lo sai che? Che fare se il tubo dell’acqua del vicino attraversa il pavimento

Lo sai che? Pubblicato il 8 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 giugno 2017

Se la conduttura dell’acqua dell’appartamento del piano di sotto passa sotto il massetto di casa non si può chiedere la sua rimozione: si tratta di una servitù apparente.

Immaginiamo di dover rompere il pavimento di casa per riparare le tubature e fare dei lavori; senonché, dopo aver rotto le mattonelle e iniziato a scavare, ci accorgiamo che, proprio all’interno del massetto del nostro appartamento, passa un tubo dell’acqua che serve l’immobile del vicino di casa che abita al piano di sotto. Ritenendo illegittima tale situazione, che finisce per invadere la nostra proprietà senza che ci sia mai stato chiesto il permesso, chiediamo l’immediata rimozione della tubatura. Ma il vicino non ne vuol sapere, sostenendo che il tubo è di proprietà del condominio e che, in ogni caso, l’eventuale colpa è del costruttore dell’edificio; del resto – prosegue la sua difesa – sia lui che noi abbiamo acquistato l’appartamento nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava al momento del rogito. Chi ha ragione? In altre parole, che fare se il tubo dell’acqua del vicino attraversa il nostro pavimento? A chiarirlo è una sentenza della Cassazione di qualche ora fa [1].

Secondo la Suprema Corte il proprietario dell’appartamento non può far rimuovere il tubo dell’acqua di proprietà del condominio o del vicino che passa sotto il suo pavimento e che serve i locali del piano di sotto, se detto tubo è stato realizzato dall’originario costruttore dell’edificio. Si tratta infatti di una cosiddetta servitù apparente per destinazione del padre di famiglia [2], ossia di un vincolo imposto all’immobile, che deve ritenersi visibile, sia pure occasionalmente, per quanto non “a vista”. Questo comporta che la tubatura dell’acqua posta fra due appartamenti l’uno sopra l’altro non può essere rimossa a richiesta di uno dei due.

È vero, nella servitù apparente l’opera deve essere permanente e visibile, ma ciò non richiede necessariamente che essa sia visibile per forza dal fondo servente: può esserlo anche da altri punti di osservazione esterni a patto che il proprietario dell’immobile oggetto del peso possa accedervi, anche se in modo saltuario. Ebbene, la scoperta della tubatura durante i lavori di ristrutturazione conferma che l’opera debba ritenersi «visibile» sia pur occasionalmente.  Trattandosi quindi di servitù apparente per destinazione del padre di famiglia, il titolare dell’immobile su cui tale servitù insiste non ne può chiedere la rimozione.

Pertanto, anche le tubature sotto il pavimento, non immediatamente visibili e non conosciute dal proprietario dell’appartamento, possono integrare una «servitù apparente» costituita dall’originario proprietario («per destinazione del padre di famiglia»). Per cui non sono rimuovibili dal successivo acquirente dell’immobile. Per integrare il requisito della «visibilità» – proprio della«servitù apparente» – non è necessario che «l’opera sia a vista né che il proprietario del fondo che si assume asservito abbia, in concreto, conoscenza dell’esistenza dell’opera».

L’apparenza della servitù (ossia la sua visibilità)  senza la quale non è possibile la costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia – si identifica nell’oggettiva e permanente sussistenza di opere suscettibili di essere viste (anche se, in concreto, ignorate) che, per la loro struttura e consistenza, inequivocamente denuncino il peso imposto su un fondo a favore dell’altro. Ciò vuol dire che la tubatura idrica, pur se collocata al di sotto del pavimento dell’appartamento che funge da fondo servente, costituisce «senz’altro un’opera oggettivamente visibile», sia pure «solo in parte» ed «occasionalmente», ma comunque tale da rivelare «inequivocabilmente» per «struttura e consistenza», l’onere che grava sull’appartamento servente a vantaggio dell’altro.

note

[1] Cass. sent. n. 14292/17 dell’8.06.2017.

[2] Art. 1061 cod. civ.


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