HOME Articoli

Lo sai che? Passaggio di proprietà con negoziazione assistita nullo senza notaio

Lo sai che? Pubblicato il 9 giugno 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 9 giugno 2017

Non si può trascrivere, senza l’autentica del notaio, l’accordo di negoziazione assistita tra moglie e marito per il trasferimento della proprietà della casa.

 

Com’era prevedibile, è stata riformata in appello la sentenza di quest’inverno con cui il tribunale di Pordenone aveva ritenuto possibile trascrivere nei pubblici registri immobiliari, senza l’intervento del notaio, l’accordo raggiunto tra marito e moglie, in sede di separazione, per il trasferimento della casa. Secondo la sentenza di primo grado, infatti, i coniugi che si dicono addio con la procedura della cosiddetta «negoziazione assistita» – quella cioè che si vale dell’atto firmato mediante i rispettivi avvocati (ossia senza tribunale) – possono effettuare il passaggio di proprietà senza l’autentica del notaio e, quindi, risparmiando le relative spese; ciò per via dell’equiparazione [1] dell’accordo di negoziazione assistita a una normale sentenza (così vuole la legge che regola tale istituto), circostanza che non richiederebbe un ulteriore passaggio davanti al pubblico ufficiale quale il notaio. Su tale punto leggi Negoziazione assistita, come trasferire la casa senza notaio.

Dicevamo che la sentenza è stata cancellata in secondo grado dalla Corte di Appello di Trieste [2]. In buona sostanza, tutto torna come prima e anche in caso di separazione o divorzio presso gli avvocati con la negoziazione assistita c’è sempre bisogno di passare dal notaio per far autenticare la “carta”. Non rileva il fatto che l’accordo faccia comunque il dovuto “passaggio” in tribunale per essere sottoposto al controllo del pubblico ministero, il quale – al pari del notaio – è anch’egli un pubblico ufficiale.

 

Risultato: non è trascrivibile nei Registri immobiliari l’accordo di negoziazione assistita autenticato dall’avvocato che preveda, come patto per la separazione coniugale, il trasferimento della proprietà (o di diritti reali immobiliari come la servitù, l’usufrutto, ecc.) da un coniuge all’altro. La legge infatti non ammette deroghe alla regola della previa autentica delle scritture private ai fini della trascrizione a carattere privato. Il che corrisponde alla necessità – dice la Corte di Appello – di un controllo pubblico per la trascrizione nei registri immobiliari (controllo a cui, evidentemente, il “visto” del pm non funge). Il notaio ha proprio questa funzione, quella di un controllo terzo e imparziale per certificare, con la propria sottoscrizione, la regolarità dal punto di vista formale di atti che devono rientrare nel complesso sistema delle trascrizioni, il quale a sua volta è un sistema volto a garantire la certezza dei diritti.

C’è infine da ricordare che, oltre alla sentenza del tribunale di Pordenone, anche secondo un precedente del Tribunale di Roma è possibile trascrivere nei registri immobiliari, senza notaio, il passaggio di proprietà della casa fatto con la negoziazione assistita; quest’ultima sentenza, però, non risulta essere stata riformata.

note

[1] Art. 5 e 6 dl n. 132/2014.

[2] C. App. Trieste, ord. n. 390/17.

Per leggere la sentenza per esteso clicca qui: Corte di Appello di Trieste, ord. n.390/17


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI