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Quali sono i diritti e i doveri di una badante

22 Giugno 2017 | Autore:
Quali sono i diritti e i doveri di una badante

Chi assiste un anziano o un malato deve pensare alle sue cure e a sistemare la casa. Ma ha anche i suoi diritti: ferie, permessi, malattia, straordinari pagati.

 

La popolazione sempre più anziana e gli impegni del lavoro, che coinvolgono, ormai, marito e moglie, costringono molte famiglie a cercare una persona che si faccia carico dell’assistenza a domicilio di un familiare malato. Il soggetto interessato, di solito, è l’anziano che ha bisogno di cure, a volte anche solo di compagnia, o che non è autosufficiente per svolgere le normali attività quotidiane.

Entra in campo, a questo punto, la figura della badante, da anni presente in molte case accanto a chi ha bisogno di assistenza. Non si tratta di un’attività di volontariato ma di un vero e proprio rapporto di lavoro. Ecco, quindi, che bisogna sapere quali sono i diritti e i doveri di una badante che, a tutti gli effetti, è una dipendente con un regolare contratto.

 

Quali sono i doveri di una badante

Partiamo col definire quali sono i doveri di una badante. Le sue mansioni, regolamentate dal contratto nazionale di categoria, sono quelle di:

  • prendersi cura della persona assistita. Per «cura» si intende non solo l’assistenza da un punto di vista sanitario (dare le medicine, controllare la pressione, provvedere alla sua pulizia personale) ma anche da un punto di vista, per così dire, umano: fargli, cioè, compagnia. Nel caso della badante che lavora ma anche vive nella casa di un malato non autosufficiente, la badante è tenuta a fare o ad aiutare a fare all’assistito le cose che lui non è più in grado di fare da solo;
  • tenere in ordine la casa e renderla vivibile dal malato;
  • preparare i pasti per l’assistito agli orari e secondo le indicazioni ricevute dai familiari o dal medico;
  • mettere pannoloni e altri ausili se fossero necessari.

E’ importante, nel momento in cui si prendono i primi accordi con la badante da assumere, fissare i suoi compiti in modo ben chiaro, possibilmente per iscritto, in modo da evitare degli equivoci in futuro.

Così come è fondamentale che la badante sia in grado di capire e di leggere correttamente l’italiano: solo così, in caso di emergenza o di necessità, sarà in grado di chiamare un’ambulanza, di leggere le prescrizioni di un medico, di comunicare – anche con l’assistito – in modo efficace.

Quali sono i diritti di una badante

Così come i doveri, anche i diritti di una badante vengono fissati dal contratto nazionale di categoria. Vediamone i principali:

 

Livello di inquadramento

Varia a seconda delle mansioni richieste dal datore di lavoro, quindi dalle esigenze della famiglia. Nello specifico:

  • il livello A super interessa gli addetti alla compagnia alle persone (ad esempio chi viene assunto soltanto per accompagnare una persona anziana in casa o a fare una passeggiata);
  • il livello B super è previsto per chi assiste persone autosufficienti ed è tenuto anche a svolgere attività connesse alla pulizia e al vitto;
  • il livello C super inquadra chi assiste persone non autosufficienti e si occupa di attività connesse alla pulizia e al vitto;
  • il livello D super, in cui rientra chi assiste persone non autosufficienti ed ha avuto una formazione a tale scopo (diploma nello specifico campo oggetto della propria mansione, conseguito in Italia o all’estero, purché equipollente, anche con corsi di formazione aventi la durata minima prevista dalla legislazione regionale e comunque non inferiore a 500 ore) e segue anche le attività di riordino e pulizia della casa, oltre ad occuparsi del vitto.

 

Orario di lavoro

Anche l’orario di lavoro di una badante può variare a seconda del tipo di contratto sottoscritto.

Per le badanti conviventi è previsto un massimo di 10 ore al giorno non consecutive o di 54 ore a settimana. Pertanto, la badante ha diritto ad almeno 8 ore di riposo consecutive nella stessa giornata ed un riposo intermedio non retribuito non inferiore a 2 ore.

Attenzione, però: se la badante lavora tra le 6 e le 14 o tra le 14 e le 22, ha diritto ad un riposo giornaliero di almeno 11 ore consecutive e ad un riposo intermedio non retribuito. E’ permesso, inoltre, il recupero di un massimo di 2 ore giornaliere ore non lavorate.

Per quanto riguarda, invece, le badanti non conviventi, l’orario di lavoro prevede un massimo di 8 ore al giorno non consecutive, ovvero 40 ore a settimana distribuite su 5 o su 6 giorni.

La badanti hanno diritto ad un riposo settimanale:

  • di 24 ore. Se ci fossero delle esigenze particolari che impediscono loro di prendere il riposo nella giornata stabilita, dovrà essere previsto lo stesso numero di ore il giorno successivo e le ore lavorate avranno una maggiorazione del 60%;
  • di 12 ore durante la settimana. L’eventuale lavoro in queste 12 ore di riposo avrà una maggiorazione del 40%.

Si considera lavoro notturno per una badante quello svolto tra le 22 e le 6, con la maggiorazione del 20% se si tratta di lavoro ordinario o con trattamento di lavoro straordinario. Non viene considerato notturno il lavoro discontinuo durante la notte o quello esclusivamente di attesa.

La badante con un orario giornaliero di oltre 6 ore ha diritto al pranzo o alla cena (a seconda del suo turno) oppure alla relativa indennità per il pasto.

Lavoro straordinario

Si intende per lavoro straordinario di una badante quello che supera la durata massima dell’orario di lavoro, ma non quello svolto per un’emergenza. Proprio per questo, lo straordinario dev’essere concordato con una giornata di anticipo.

Ecco le maggiorazioni previste dal contratto per il lavoro straordinario di una badante:

  • il 60% in più se svolto di domenica o in giorno festivo;
  • il 10% in più se svolto tra le 6 e le 20 da una badante non convivente che supera le 40 ore settimanali e fino alle 44 ore settimanali;
  • il 25% in più se svolto negli altri casi tra le 6 e le 22;
  • il 50% in più se svolto tra le 22 e le 6 del mattino.

Diritto di una badante a ferie e permessi

I diritti di una badante contemplano anche 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno lavorato, o i relativi dodicesimi. Possono essere frazionate in non più di due periodi e devono essere concordate con il datore di lavoro.

Per quanto riguarda i permessi, la badante ne ha diritto per visite mediche documentate nella misura di 16 ore l’anno oppure di 12 ore per la badante non convivente con orario di lavoro inferiore alle 30 ore settimanali.

Altri diritti di una badante

  • diritto alla tredicesima, da liquidare nel mese di dicembre e con il calcolo di vitto e alloggio;
  • diritto alla malattia: l’Inps non paga l’indennità ma la badante ha diritto a mantenere il posto di lavoro;
  • diritto a 15 giorni di congedo matrimoniale retribuito;
  • diritto a mantenere il posto di lavoro e ad una parte della retribuzione in caso di maternità.

Infortunio di una badante sul luogo di lavoro

Se una badante subisce un infortunio, il datore di lavoro deve comunicarlo all’Inail:

  • entro 24 ore per infortuni mortali o presunti tali;
  • entro 2 giorni dall’accertamento per infortuni non guaribili entro 3 giorni;
  • entro 2 giorni dal 4° per infortuni guaribili entro 3 giorni, ma non guariti.

Il datore di lavoro deve, inoltre, dare comunicazione all’Autorità di pubblica sicurezza entro 2 giorni dall’infortunio.

La badante ha diritto alla retribuzione globale di fatto nei primi 3 giorni di assenza per infortunio.

Cessazione del rapporto di lavoro

Sia la badante sia il datore di lavoro possono interrompere il contratto in qualsiasi momento (anche per licenziamento o dimissioni per giusta causa). Sarà necessario, però, rispettare un periodo di preavviso:

  • per i rapporti non inferiori a 25 ore settimanali:
    • fino a 5 anni di anzianità: 15 giorni di calendario;
    • oltre i 5 anni di anzianità: 30 giorni di calendario.

Questo periodo di riduce del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore;

  • per i rapporti inferiori alle 25 ore settimanali:
    • fino a 2 anni di anzianità: 8 giorni di calendario;
    • oltre i 2 anni di anzianità: 15 giorni di calendario.

Per quanto riguarda il Tfr, viene calcolato anno per anno sommando le retribuzioni (compresa la tredicesima) e dividendo il risultato per 13,5. L’importo viene rivalutato dell’1,5% più il 75% dell’indice Istat sul costo della vita.

note

Autore immagine: 123rf.com


86 Commenti

  1. allora io mi sto sacrificando la mia vita x curare una donna di cui famiglia nn si interessa, sono io che al mattino la porto in bagno ,le faccio infilare la dentiera,la pettino,la lavo,la vesto, preparo colazione,pranzo, merenda,cena,io che pulisco la sua bocca dopo averla imboccata,io che le chiedo vuoi la frutta,hai caldo,freddo,devi fare pipì,vuoi un libro da sfogliare,io che le misure la pressione quando nn sta bene, facendo finta sono la dottoressa,che tanto nn ti riconosce,io che la consolo nei momenti di sconforto,io che mi sto facendo notti in bianco su notti in bianco,che tenga in ordine la sua casa,stiro i suoi vestiti, x poi sentirmi la ramanzina che stamani abbiamo dormito un ora in più, forse c è n era bisogno, il corpo il fisico la psiche dopo un po’ cedono,l umore cede,l autostima cede,

  2. Quanti giorni di praviso sono in caso di decesso del datore di lavoro con un contratto di 15 h settimanale? Ho una anzianità in lavoro+5 anni.

  3. Buongiorno tramite cooperativa mi offrono un contratto di 24 ore un giorno si un giorno no compreso domenica e festivi a 970€ bisogna guardare 2 persone non autosufficienti è legale? Anche l’importo? Grazie

  4. Buon giorno! Per che sono diventata un po’ vecchia post essere la giusta causa per cessare contratto di lavoro? Grazie mille.

  5. faccio òa badante da un po di anni italiana e vi posso assicurare che siamo sfruttate fino alla nausea …è i diritti sono solo sulla carta se vuoi lavorare se no avanti la prossima funziona cosi con le badanti appena chiedi i tuoi diritti tante umiliazioni….fino ad arrivare avanti un altra polla

  6. Buonasera a tutto vorrei sapere un informazione io lavoro in una casa famiglia cioe una struttura privata composta da madre e i due figli che ospitano 6 anziani quando mi hanno fatto colloquio mi hanno detto che nn cera nessuno nn autosufficienti adesdo ce un anziana con halzaimer e mi fanno stare a dormire con lei in stanza io mi facvio dalle 7 del mattino alle 22 di sera in piu la notte xche l’anziana ogni cinque minuti si alza che deve andare un bagno e mi obbilgano a dormire nella sua stanza ma e giusto cosi? Ho riposo di un giorno e mezzo a settimana senza riposo giornaliero come devo comportarmi?

  7. Eu lavoro cu una persona malata de alzaimar nu mi fa dormi per niente. Il mio giorno libero e 8 ore minim poi contrasto di lavoro mi la fatto commercialista come a detto loro. Voglio sapere che stipendio devo prendi.al messe grazie

    1. Secondo il contratto collettivo dei lavoratori domestici, l’orario giornaliero di lavoro di colf e badanti non può superare: 10 ore (non consecutive) se assunte come conviventi a servizio intero; 10 ore non consecutive al giorno su 3 giorni settimanali se assunte come conviventi a servizio ridotto, oppure le ore lavorative devono essere collocate dalle 6 alle 14 o dalle 14 alle 22; 8 ore (non consecutive) distribuite su 5 o 6 giorni se assunte come non conviventi. Il riposo giornaliero, per le badanti, come per la generalità dei lavori dipendenti deve essere almeno di 11 ore consecutive. Per le badanti conviventi, spettano anche 2 ore al giorno non retribuite (le ore spettano nel caso in cui l’orario giornaliero non sia interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22), durante le quali la lavoratrice può uscire dall’abitazione del datore di lavoro. Se la badante ha un orario giornaliero pari o superiore a 6 ore, nel caso in cui sia concordata la presenza continuativa sul posto di lavoro, ha diritto a una pausa per la fruizione del pasto, al pasto stesso, o ad un’indennità pari al suo valore convenzionale. Il tempo necessario alla consumazione del pasto è concordato tra le parti e non viene retribuito. Puoi trovare ulteriori informazioni nel nostro articolo: Orario di lavoro per una badante https://www.laleggepertutti.it/232535_orario-di-lavoro-per-una-badante La badante può essere “convivente” o “ad ore”. Ad oggi lo stipendio tipo che si offre ad entrambe le categorie varia tra gli 800 e i 1.100 euro al mese. È ovvio che più è alta l’offerta più rapida sarà la ricerca. Il contratto collettivo nazionale di lavoro indica in modo preciso quanto pagare la colf, la badante o la donna delle pulizie. In esso viene in evidenza la classificazione tra badanti al fine di stabilirne la loro retribuzione. Pertanto per le: badanti a lungo orario (8 ore di lavoro al giorno): il corrispettivo varia da un minimo di 5,32 ad un massimo di 8 euro l’ora; badanti conviventi: il corrispettivo varia da un minimo di 733,3 ad un massimo di 1.350,88 euro al mese (+ vitto e alloggio); badanti part-time (2-4 ore al giorno): il corrispettivo varia tra i 7 e i 9 euro l’ora a seconda dell’attività da svolgere.

    1. Generalmente, è chiamata colf la lavoratrice che si occupa delle normali incombenze quotidiane che riguardano l’abitazione familiare (pulizia, commissioni, talvolta cucina…), mentre la badante è chi assiste una persona del nucleo familiare. Non esiste un inquadramento specifico per la colf diverso da quello della badante, ma la categoria in cui inquadrarle dipende dalle specifiche mansioni e dall’esperienza. Per saperne di più sui lavoratori domestici: come devono essere inquadrate colf e badanti, quale stipendio, quale orario, adempimenti, leggi il nostreo articolo Badante e colf: differenza e inquadramento https://www.laleggepertutti.it/236111_badante-e-colf-differenza-e-inquadramento

  8. che gente….non ho parole…io sono italiano e faccio il badante vengo sempre ringraziato non solo dai figli ma da tutto il paese per il grande lavoro di umanità che viene fatto
    io rispetto i miei doveri e pretendo i miei diritti se nel lavoro si e chiari e regolari non ci sono problemi .

  9. Salve sono Franco sono un badante italiano ti Assisto una persona. Anziana che in questo momento può essere in pericolo di vita il problema principale è che c’è una diatriba familiare oltre che essere stato assunto dal nonno medesimo dal mio assistito In pratica un figlio mi ha intimato che se succede una disgrazia al mio assistito che muore io non lo devo comunicare agli altri figli non mi sembra che il moralmente sia corretto perciò io eventualmente lo comunicherò agli altri figli e per la legge Cosa dice la legge su questa problematica Grazie

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