Donna e famiglia Quali sono i diritti e doveri dei coniugi?

Donna e famiglia Pubblicato il 5 agosto 2017

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Quando ci si sposa si assumono diritti ma anche doveri: fedeltà, assistenza morale e materiale, condivisione dell’abitazione e dei bisogni fondamentali della famiglia. Vediamoli nel dettaglio.

Matrimonio: gioie e dolori, direbbe qualcuno. Non avrebbe tutti i torti dato che, nel momento in cui due persone si sposano, assumono diritti ma anche doveri che è la legge stessa a stabilire: fedeltà, assistenza morale e materiale, condivisione dell’abitazione e dei bisogni fondamentali della famiglia sono alcuni. Vediamo, allora, quali sono i diritti e i doveri dei coniugi, precisando da subito che marito e moglie sono uguali di fronte alla legge, posti, cioè, in una condizione di assoluta parità: hanno, quindi, gli stessi diritti e gli stessi doveri [1], quanto meno in teoria. In pratica, la moglie ha alcuni diritti che al marito non sono riconosciuti, come:

  • il diritto al parto anonimo: il figlio, infatti, può non conoscere l’identità della propria madre fino alla morte di quest’ultima, al contrario di quanto avviene per il padre che è obbligato a riconosce la prole;
  • in caso di separazione e divorzio, i figli sono preferibilmente “affidati” alla madre.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i diritti e i doveri dei coniugi.

Matrimonio: doveri dei coniugi

Il codice civile dice chiaramente che, con il matrimonio, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri e passa subito ad elencarli:

  • dovere di fedeltà,
  • dovere all’assistenza morale e materiale,
  • dovere alla collaborazione nell’interesse della famiglia,
  • obbligo di coabitazione,
  • obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia in proporzione alle proprie capacità economiche e di lavoro (professionale o casalingo).

Violare questi obblighi significa essere pronti a subire pesanti conseguenze sia civili – come l’addebito in caso di separazione e, nei casi più gravi, il risarcimento del danno (pensiamo un marito che abbia tradito la moglie e lo abbia fatto così alla luce del sole da causarle una forte depressione) – sia penali: la legge prevede il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare per chi nega la dovuta assistenza materiale al coniuge.

Dovere di fedeltà

Il matrimonio è per sempre, almeno finchè dura. Niente tradimenti e scappatelle, quindi, né relazioni extraconiugali stabili a meno che l’unione con il proprio partner sia davvero finita e l’unica soluzione possibile sia il divorzio. Attenzione: per fedeltà non si intende solo il fatto di non avere rapporti sessuali ma anche il divieto di relazioni di qualsiasi tipo, anche platoniche o virtuali (pensiamo a una amicizia in chat) o, comunque, tali da mortificare in pubblico il/la compagno/a.

La moglie che tradisce in modo stabile e ripetuto si vedrà addebitata la separazione e potrà dire addio all’assegno di mantenimento anche se ne ha bisogno

Dovere di assistenza

I coniugi devono assistersi reciprocamente moralmente e materialmente, a meno che il marito o la moglie abbandoni la casa coniugale senza alcuna giustificazione e si rifiuti di farvi ritorno.

«Assistenza morale» significa comprendere il partner, proteggerlo, sostenerlo, non sminuirlo nella sua qualità di genitore o di partner e avere con lui/lei rapporti affettivi e sessuali. Proprio così: anche il sesso rientra tra i doveri matrimoniali a cui non ci si può sottrarre con la classica scusa del mal di testa.

«Assistenza materiale» significa obbligo di assistere il coniuge durante la malattia o la vecchiaia, fornendogli cure e attenzioni e, in caso di separazione o divorzio, mantenerlo qualora non sia economicamente autosufficiente (e questo vale anche per la moglie se il suo reddito è maggiore rispetto a quello del marito). Rientra nell’assistenza materiale anche l’obbligo di partecipare alle spese per la famiglia e a quelle necessarie per soddisfare le esigenze di carattere primario (proprie e dei figli) come il cibo, il vestiario, i trasporti, lo studio, la cura in caso di malattie, mettendo a disposizione il denaro occorrente o eventualmente ricorrere all’opera di terzi.

Dovere di collaborazione nell’interesse della famiglia

Marito e moglie devono contribuire alle spese necessarie alla famiglia e ai figli in base alle proprie capacità economiche o lavorative: per intenderci, se il marito guadagna di più della moglie dovrà far fronte in misura maggiore al mantenimento dei figli. E non è solo una questione puramente economica: ad esempio, la moglie può decidere di non lavorare e di dedicarsi completamente alla famiglia. Così facendo, adempie al suo obbligo di contribuzione, dato che l’attività domestica ha pari dignità rispetto a quella lavorativa, a patto che questa scelta non sia un modo per scaricare tutte le responsabilità sul marito e, nel frattempo, dedicarsi tranquillamente a hobby personali, magari anche pretendendo l’aiuto di una domestica per pulire casa. Allo stesso modo, l’uomo non può scaricare tutte le questioni pratiche alla moglie e dedicarsi solo alla carriera.

Dovere di coabitazione

Sposarsi significa anche condividere lo stesso tetto, «nella gioia e nel dolore», tranne nel caso di separazione o per gravi motivi (ad esempio, se il marito picchia la moglie) o per esigenze particolari: pensiamo alla moglie che lavora in un’altra regione in attesa di un trasferimento. Una banale lite non può essere l’occasione per fuggire a casa di mamma e papà: si rischia di essere accusati del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare e l’addebito della separazione, durante la quale, fino a quando il giudice non decide a chi va la casa, non è possibile cambiare la serratura per non far entrare più il partner.

Dovere di rispettare la libertà e la privacy del coniuge

I coniugi sono tenuti a rispettare ciascuno la privacy dell’altro, non frugando tra oggetti personali o non spiando il cellulare alla ricerca di possibili tradimenti, neppure se questo serve per far valere i propri diritti davanti al giudice.

Matrimonio: diritti dei coniugi

Accanto ai doveri dei coniugi si pongono i diritti che, a conti fatti, sono lo specchio dei primi. Come abbiamo detto, infatti, il matrimonio implica diritti e doveri.

Diritto a non essere traditi

Abbiamo detto che marito e moglie hanno il dovere di fedeltà: e, allora, è chiaro che, in automatico, marito e moglie hanno diritto a non essere traditi. È vero, le corna non sono un reato ma sono un illecito civile: ne consegue che, se a tradire è la moglie, il marito potrà chiedere l’addebito della separazione e non pagarle l’assegno di mantenimento. Che sia un tradimento sotto le coperte o social, di “una volta e mai più” o recidivo poco conta: sempre di tradimento si tratta, a meno che, come abbiamo già detto, non sia l’ultimo atto di una relazione già compromessa e alla deriva.

Diritto all’assistenza

Quello all’assistenza morale e materiale è un dovere ma è anche un diritto: la moglie deve assistere il marito, prendersi cura di lui, soddisfarlo affettivamente e sessualmente. Stesso discorso per il marito.

Diritto alla collaborazione nell’interesse della famiglia

Marito e moglie hanno diritto al rispetto da parte del partner del dovere di contribuire ai bisogni della famiglia, in base alle capacità economiche o lavorative: e, allora, entrambi i coniugi hanno diritto a un contributo per il pagamento delle bollette, per comprare scarpe e vestiti ai figli, per le cure mediche, ecc… E, se la moglie decide di non lavorare e badare alla casa, ne ha tutto il diritto, appunto, perché questa forma di contribuzione non ha meno valore del lavoro fuori.

Diritto alla privacy

Si parla spesso di mariti violenti: non sono solo quelli maneschi. La violenza può manifestarsi in molti modi: pensiamo a colui che parla male della moglie in pubblico, umiliandola e sminuendone capacità e dignità. E per la violenza psicologica non c’è distinzione di sesso: si può mortificare una persona, sia moglie che marito e si può essere mortificati, sia moglie che marito. In tali casi scatta il risarcimento del danno.

Stesso discorso per la violazione della privacy che non significa solo controllare cellulare, mettere le mani nelle tasche della giacca o della borsa o spiare la mail del partner; diritto alla privacy significa rispetto della propria intimità e alla propria libertà di persona: ecco, allora, che sia il marito che la moglie possono decidere per quanto tempo far stare la suocera in casa loro, senza appropriazioni di campo indesiderate. Stesso discorso per le chiavi di casa: nessun cambio di serratura se non nelle circostanze di cui abbiamo detto.

note

[1] Art. 143 cod. civ.


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