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Cartelle mai notificate: che fare?

12 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 giugno 2017



Quando conviene impugnare l’estratto di ruolo.

Il contribuente che scopre di avere dei debiti con Equitalia senza tuttavia aver mai ricevuto le relative cartelle ha due strade alternative per difendersi: impugnare l’atto successivo della riscossione (per esempio intimazione di pagamento) oppure l’estratto di ruolo.

È quanto confermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli [1].

I giudici hanno precisato che, quando si eccepisce che una cartella di pagamento non è stata notificata, non si impugna in realtà detto atto, poiché è il medesimo contribuente ad allegare che esso non è mai venuto ad esistenza nei suoi confronti.

Nei ricorsi in cui ci si lamenta della mancata notifica dell’avviso di accertamento prodromico ad una cartella di pagamento (per esempio per bollo auto), l’atto tributario oggetto di impugnazione può logicamente essere solo uno dei seguenti: l’atto successivo per cui il vizio di omessa notifica dell’atto presupposto deve essere fatto valere con l’impugnazione dell’atto successivo, oppure il ruolo.

Ebbene l’iscrizione a ruolo può essere impugnata disgiuntamente dalla impugnazione di una cartella esattoriale (di una cartella giuridicamente esistente, cioè che possa reputarsi notificata).

Come affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione [2], è ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario. Non è quindi di ostacolo la norma [3] secondo la quale la mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all’atto notificato, ne consente l’impugnazione unitamente a quest’ ultimo.

Una lettura costituzionalmente orientata di tale disposizione impone di ritenere che l’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato, non costituisca l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza.

Non è quindi esclusa la possibilità di far valere tale invalidità anche prima che il contribuente riceva un altro atto della riscossione. Ciò in rispetto del diritto del contribuente a non vedere senza motivo compromesso, ritardato, reso più difficile o più gravoso il proprio accesso alla tutela giurisdizionale.

L’esistenza di una specifica cartella di pagamento rende evidente l’interesse concreto e attuale ad istaurare una lite tributaria cosicché il ricorso deve ritenersi ammissibile anche con riferimento alla predetta cartella di cui il contribuente è venuto a conoscenza tramite estratto di ruolo.

Quando conviene impugnare l’estratto di ruolo

Il contribuente, dunque, invece di attendere l’atto successivo può difendersi impugnando l’estratto di ruolo ma tale impugnazione conviene solo se le cartelle non siano mai state notificate o comunque siano state notificate irregolarmente sicché il destinatario non le ha mai ricevute.

L’impugnazione è opportuna poi solo quando le cartelle, a causa della mancata/invalida notifica, si siano nel frattempo prescritte o l’agente della riscossione sia decaduto dal potere di notificarle.

In caso contrario, qualora cioè la pretesa creditoria fosse ancora valida, l’impugnazione del ruolo sarebbe poco utile dato che nulla impedirebbe all’agente della riscossione di rinotificare correttamente le cartelle.

Prova della notifica delle cartelle

Sempre la Commissione Tributaria napoletana ha ricordato che, in tema di prova nel processo tributario, è onere della parte dimostrare quanto sostenuto, essendo le Commissioni Tributarie prive di autonome facoltà di indagine, non potendo supplire, con l’esercizio dei propri poteri istruttori, all’inerzia delle parti.

Se il contribuente solleva l’eccezione di mancata notifica degli atti presupposti, ricade sull’agente della riscossione l’onere di allegare le relate o avvisi di ricevimento, non essendo sufficiente la produzione dell’estratto di ruolo ai fini della prova della notifica.

note

[1] CTP Napoli, sent. n. 9973 del 6.06.2017.

[2] Cass. sent. n. 19704/2015.

[3] Art. 19, c. 3, D.Lgs. 546/1992.


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