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Circolazione con un veicolo sequestrato: è reato?

16 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2017



Quali conseguenze ha circolare con un veicolo sottoposto a sequestro: è un illecito penale o solo amministrativo?

Se guidiamo senza carta di circolazione o senza copertura assicurativa, la legge impone all’autorità di polizia di procedere al sequestro del veicolo. Quest’ultimo viene quindi depositato in un area di custodia. Ma che succede in caso di circolazione con un veicolo sequestrato? Si commette un reato? La Cassazione afferma che in questo caso si configura solo un illecito amministrativo. La pena non è quindi la reclusione, ma una sanzione pecuniaria con contestuale sospensione della patente.

Il sequestro amministrativo: cos’è

Il sequestro amministrativo del veicolo è una misura cautelare, prodromica rispetto ad altri provvedimenti dell’autorità amministrativa (come ad esempio la confisca) [1]. Tramite il sequestro amministrativo il mezzo viene sottratto al proprietario o a chi ne abbia la disponibilità ed è fatto trasportare in un luogo di custodia. Il sequestro viene irrogato in conseguenza di violazioni di vario genere, che a loro volta possono avere carattere amministrativo ovvero penale.

Per quanto riguarda le prime, i casi di gran lunga più frequenti riguardano la circolazione in mancanza di copertura assicurativa ovvero di carta di circolazione. Ancora, il sequestro viene disposto in caso di guida con patente ritirata o sospesa oppure di circolazione con veicolo sottoposto a fermo amministrativo.

Con riferimento alle violazioni penali, invece, ricordiamo la guida sotto l’effetto di sostanze alcooliche o stupefacenti oppure il divieto di gareggiare in velocità con veicoli a motore.

Che succede se circolo con un veicolo sequestrato

La condotta di circolazione con un veicolo sequestrato, a livello meramente astratto, rientra sia in un illecito penale che un illecito amministrativo. Dal punto di vista penale infatti, viene in considerazione l’art. 334 comma secondo del codice, secondo cui se il proprietario sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora la cosa sequestrata (affidata alla sua custodia), va incontro alla reclusione da tre mesi a due anni e alla multa da euro 30 a euro 309.

Sul versante amministrativo, invece, la legge afferma che «chiunque, durante il periodo in cui il veicolo è sottoposto a sequestro, circola abusivamente con il veicolo stesso è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.006 a euro 8.025», nonché con la sospensione della patente da uno a tre mesi.

Ora, come si può notare, la condotta di chi circola con un veicolo sequestrato è espressamente prevista dalla norma che prevede l’illecito amministrativo. Allo stesso modo, però, lo stesso comportamento può farsi rientrare nel concetto di «sottrazione» del mezzo che, come visto, configura un illecito penale.

Allora, quale norma si applica? La Cassazione è chiara: se circolo con un veicolo sequestrato commetto solo un illecito amministrativo e non un reato [2]. Di conseguenza non sono punibile con la reclusione o con la multa. Andrò tuttavia incontro a:

  • una sanzione amministrativa pecuniaria (da euro 2.006 a euro 8.025);
  • una sanzione accessoria (sospensione della patente di guida da uno a tre mesi).

Perché è solo un illecito amministrativo

Il motivo è il seguente. Nel nostro ordinamento esiste una norma che disciplina espressamente casi di questo genere, quelli in cui un comportamento, astrattamente considerato, possa configurare sia un illecito penale che amministrativo. Si tratta dell’art. 9 della legge n. 689 del 1981, secondo cui «quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, ovvero da una pluralità di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative, si applica la disposizione speciale».

Nel caso che ci occupa, per disposizione speciale deve intendersi quella amministrativa, prevista dal codice della strada, che specificamente disciplina la condotta di chi «circola abusivamente» con il veicolo sottoposto a sequestro. Si noti la differenza con la norma penale, che punisce, più genericamente, la condotta di chi «sottrae» il mezzo sequestrato. Ne consegue l’esclusiva applicazione della sanzione amministrativa.

Quando invece si configura il reato

Come affermato, commette un illecito penale il proprietario del veicolo che sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora la cosa sequestrata. La condotta di sottrazione, in particolare, ha significato molto ampio. Va ricompreso in tale concetto qualsiasi comportamento che, intenzionalmente, ostacoli o renda più difficile il compimento di ulteriori atti esecutivi da parte dell’autorità amministrativa. Si pensi al proprietario dell’auto sequestrata che carichi il mezzo su un furgone, spostandolo dal luogo di custodia senza preavvertire l’autorità stessa.

In questi casi, la legge punisce chi infrange il vincolo imposto, eludendo o vanificando la finalità del sequestro. Non solo: la Cassazione[3] afferma che per essere puniti a livello penale occorre che la sottrazione sia dolosa (ossia intenzionale). In poche parole, il proprietario del mezzo deve essere consapevole di agire in violazione il vincolo amministrativo. Quindi:

  • da una parte, deve essere a conoscenza dell’esistenza del sequestro;
  • dall’altra deve violarlo intenzionalmente, con la precisa volontà di compiere atti contrari ai doveri di custodia.

In assenza di questo atteggiamento psicologico, pertanto, il soggetto non commette reato.

note

[1] Art. 213 cod. str.

[2] Cass. sent. n. 1963/2011 del 21.01.2011.

[3] Cass. sent. n. 25756/2017 del 23.05.2017.

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