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I diritti di chi ha un tumore

17 giugno 2017 | Autore:


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I malati di tumore, per legge, hanno particolari diritti e agevolazioni a livello previdenziale, lavorativo, sanitario. L’obiettivo è che possano vivere la malattia con dignità.

Ogni anno in Italia quasi 300.000 cittadini si ammalano di cancro: la metà riesce a guarire senza alcun tipo di conseguenza, l’altra metà sopravvive più o meno a lungo grazie a cure e agevolazioni di vario tipo.

Il malato oncologico, proprio per le sue particolari esigenze e caratteristiche, può contare su una serie di norme speciali, tutele e provvidenze. Vediamo, allora, quali sono i diritti di chi ha un tumore.

Tutela assistenziale

Se l’infermità fisica e mentale causata dalla malattia danneggia anche la capacità di lavoro e la possibilità di sostentamento della persona, lo Stato assicura una serie di interventi di carattere economico-assistenziale.

  • Riconoscimento di invalidità o inabilità civile

Il malato di tumore può presentare domanda di invalidità civile: in questo modo, saranno accertati il suo stato di handicap e le condizioni di disabilità utili al collocamento mirato, espressione con cui si intende il complesso degli strumenti che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità e le loro capacità lavorative al fine di inserirle nel posto più adatto a loro, attraverso un’analisi di posti di lavoro, delle forme di sostegno, di azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi di lavoro e di relazione.

La domanda di invalidità civile va presentata direttamente all’Inps in modo telematico.

In una prima fase, il medico curante del malato o lo specialista che lo ha in cura – sempre online sul sito dell’Inps – deve compilare il certificato medico digitale, indicando l’eventuale sussistenza di una patologia oncologica in atto. Una volta inviata la certificazione, il medico rilascerà la stampa originale firmata da esibire all’atto della visita da parte della Commissione medica dell’Asl, insieme alla ricevuta di trasmissione con il numero del certificato, un codice fondamentale affinché il sistema telematico possa abbinare il certificato medico del malato alla corrispondente domanda.

A questo punto, occorre inviare per via telematica la domanda vera e propria per l’accertamento dello stato di invalidità, dell’handicap e delle condizioni di disabilità entro e non oltre 30 giorni dall’invio del certificato medico. Per fare questo serve il codice pin (che si richiede o sempre sul sito Inps o tramite il numero verde Inps 803164): inserendolo nell’apposito spazio sul sito insieme a tutti i dati richiesti (compreso il numero di certificato telematico riportato sulla ricevuta rilasciata dal medico), il sistema genererà automaticamente una ricevuta che può essere stampata, sulla quale saranno indicati la data, il luogo e l’orario della visita di accertamento davanti alla Commissione medica Asl.

Chi non fosse in grado di compilare la domanda in autonomia, può farsi aiutare da enti abilitati come patronati, centri di assistenza sociale e associazioni di categoria.

Al termine di questa procedura verrà consegnato al malato un verbale provvisorio che consente di ottenere senza alcuna attesa i benefici previsti per lo stato di invalidità e di handicap. Sarà l’Inps a inviare, dopo un po’, il verbale definitivo in due versioni: una contenente tutti i dati sensibili, l’altra contenente solo il giudizio finale per gli usi amministrativi.

Se si intende anche accedere anche ai benefici previsti dalla legge 104 è bene specificarlo già nella domanda d’invalidità civile. In questo modo, sarà sufficiente sottoporsi a una sola visita medico-legale.

Secondo la tabella ministeriale di valutazione [1] sono tre le percentuali di invalidità civile per patologia oncologica:

  • 11% modesta compromissione funzionale;
  • 70% seria compromissione funzionale;
  • 100% grave compromissione funzionale.
  • Domanda di aggravamento – indennità di accompagnamento

Se le condizioni di salute del soggetto peggiorano tanto da compromettere in modo grave la sua autonomia nello svolgimento degli atti della vita quotidiana, egli può richiedere un nuovo accertamento sanitario: l’iter da seguire è lo stesso per l’accertamento dell’invalidità civile e mira ad ottenere una valutazione dell’invalidità maggiore di quella riconosciuta dalla commissione medica in seguito alla prima visita. In pratica, bisogna rivolgersi nuovamente al medico che ha il compito di rilasciare un nuovo certificato attestante le avvenute modificazioni del quadro clinico esaminato in precedenza. In questo modo, al malato potrebbe essere riconosciuto il diritto all’indennità di accompagnamento: si tratta di quel sostegno economico istituito a favore delle persone completamente inabili (100% di invalidità civile) che – a causa di malattie fisiche o psichiche – non sono in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o di compiere gli atti quotidiani della vita, avendo bisogno di un’assistenza continua. Tale indennità viene erogata indipendentemente da età e reddito. Si legga, in merito, Quanti soldi sono l’accompagnamento?

  • Pensione di invalidità civile

Se il malato:

  • è cittadino italiano residente in Italia o cittadino straniero titolare di carta di soggiorno;
  • ha un’invalidità civile riconosciuta del 100%;
  • ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni (per i minori di 18 anni è sostituita dall’indennità di frequenza e per i maggiori di 65 anni è sostituita dall’assegno sociale);
  • ha un reddito personale che non supera il tetto minimo fissato periodicamente dalla Legge Finanziaria

ha diritto alla pensione di invalidità civile, pagata in 13 mensilità.

  • Indennità di frequenza

Se il malato di tumore è un minore disabile, iscritto o che va a scuola (di ogni ordine e grado), ha diritto a un assegno chiamato indennità di frequenza, non compatibile con l’indennità di accompagnamento o con il ricovero. La domanda va presentata direttamente all’Inps per via telematica dal legale rappresentante del minore (genitore, curatore, tutore) che abbia i seguenti requisiti:

  • il riconoscimento della condizione di “minore con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età”;
  • la cittadinanza italiana e la residenza in Italia (ne hanno diritto anche i minori cittadini dell’Unione Europea i cui famigliari risiedono in Italia. Possono ottenere l’indennità anche i minori cittadini extracomunitari iscritti nella Carta di Soggiorno di uno dei genitori);
  • la frequenza di un centro di riabilitazione e di centri occupazionali;
  • un reddito annuo personale che non superi il tetto minimo fissato periodicamente dalla legge finanziaria.
  • Tutela previdenziale

È erogata da enti previdenziali in favore di lavoratori iscritti a forme di previdenza obbligatoria e che abbiano maturato sufficienti requisiti contributivi. Colui che ne fa richiesta (all’Inps o tramite un patronato) deve:

  • essere in età lavorativa;
  • aver versato almeno cinque anni di contributi, di cui tre anni nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda.

La valutazione viene eseguita dalla Commissione medico-fiscale dell’Inps.

Tutela sul lavoro

I malati oncologici godono di particolari diritti e tutele anche a livello lavorativo. Ad esempio, il malato a cui è stato riconosciuto lo stato di handicap in situazione di gravità (in pratica, che rientra nella legge 104) può usufruire di permessi retribuiti per cure e controlli di 2 ore al giorno o 3 giorni al mese anche frazionabili in ore. Anche i suoi parenti (fino al secondo grado) possono chiedere un permesso fino a 3 giorni mensili per assisterlo. I lavoratori dipendenti che anno un figlio minore malato di cancro possono fare domanda per ottenere il congedo straordinario retribuito.

Non è tutto: sappiamo che le aziende, per legge, devono assumere un certo numero di lavoratori disabili e, tra questi, possono rientrare anche i malati oncologici che, tra l’altro, possono:

  • effettuare visite mediche senza utilizzare ferie o permessi;
  • passare a mansioni più adatte alla propria condizione fisica e al proprio stato di salute;
  • ottenere un periodo anche lungo di aspettativa non retribuita;
  • passare al part-time provvisorio, fino a quando il miglioramento delle condizioni di salute non consentirà loro di riprendere il normale orario di lavoro o, comunque, accordarsi con datore, circa gli orari da rispettare;
  • in caso di patologie gravi, debitamente certificate dalla Asl o da una struttura convenzionata, che richiedano terapie salvavita (come, ad esempio l’emodialisi, la chemioterapia), ottenere che non vengano conteggiati nei giorni di assenza per malattia i relativi giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital e i giorni di assenza dovuti alle terapie che abbiamo detto, senza subire tagli di stipendio.

Diritti e agevolazioni relativi alle cure

  • Cure in Italia

Molte Regioni prevedono il rimborso delle spese di viaggio per il malato che ha necessità di andare un’altra regione per interventi, trapianti o cure particolari. Rimborso previsto anche per la persona che lo accompagna. Sono le Asl a fornire tutte le informazioni utili.

  • Cure all’estero

Per quanto riguarda, invece, l’assistenza sanitaria all’estero, occorre che il malato ne faccia richiesta esplicita che verrà valutata a seconda del tipo di cura di cui ha bisogno: infatti, solo se c’è la necessità di centri di altissima specializzazione per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione che non sono disponibili in Italia in modo adeguato e tempestivo la richiesta verrà accolta, anche a seconda del Paese in cui si vuole essere curati. Per intenderci, l’Italia ha stipulato convenzioni particolari con molti Paesi dell’Unione Europea. È importante avere a disposizione tutti questi dati in maniera tale da capire se le spese che, eventualmente, si sosterranno saranno rimborsate e in che misura.

  • Malati stranieri

Per quanto riguarda i malati stranieri, occorre distinguere a seconda che siano cittadini comunitari o meno:

  • i cittadini comunitari che non siano assicurati hanno diritto alle prestazioni indifferibili ed urgenti, mentre coloro che sono residenti in Italia e che lavorano, studiano o sono in pensione hanno diritto all’assistenza sanitaria completa. Per chi, invece, intende venire in Italia solo per curarsi, le norme di riferimento sono quelle del Servizio Sanitario Nazionale del paese d’origine e la normativa comunitaria;
  • i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in Italia possono iscriversi al Ssn, mentre gli irregolari hanno diritto solo a cure urgenti ambulatoriali ed ospedaliere essenziali anche se continuative. Se non si è in grado di pagarle, l’Ospedale attiva un codice, detto codice Stp (Straniero Temporaneamente Presente) che esonera dal pagamento delle spese.
  • Ticket

Il malato oncologico che fa la chemioterapia non paga il ticket su visite, esami e farmaci per la cura del tumore a patto che, nel momento in cui viene dimesso dall’ospedale, si faccia rilasciare la richiesta di esenzione che va presentata alla Asl di appartenenza, allegando tessera sanitaria, codice fiscale, documentazione medica ospedaliera o specialistica, che attesti la patologia oncologica in atto. Se è invalido civile al 100%, l’esenzione ticket vale per qualsiasi prestazione.

Assistenza

A livello assistenziale, il malato di tumore ha diritto:

  • all’assistenza domiciliare, nel caso in cui abbia bisogno di cure mediche specialistiche, infermieristiche e riabilitative a domicilio dopo le dimissioni dall’ospedale. A tal fine, può chiedere al suo medico di base di rivolgersi all’Adi (Assistenza Domiciliare Integrata) erogata dalla Asl;
  • al trasporto alle terapie: molti Comuni prevedono un servizio di trasporto in ospedale o alle visite specialistiche che può essere erogato gratuitamente o rimborsato in parte. Anche i trasporti pubblici possono essere usati dal malato con particolari sconti sui biglietti (a seconda delle città);
  • alla fornitura gratuita di protesi, ausili e presidi sanitari, presentando domanda all’Ufficio protesi e ausili della Asl;
  • al contrassegno per la sosta e la libera circolazione, in modo da permettere al malato di circolare nelle zone a traffico limitato e in quelle pedonali e sostare nei parcheggi riservati ai disabili e contrassegnati, oppure gratuitamente in quelli a pagamento. La domanda va inoltrata al Comune di residenza compilando l’apposito modulo e allegando un certificato medico legale che attesti la grave difficoltà motoria (la relativa visita può essere prenotata presso l’Ufficio di medicina legale della Asl).

Agevolazioni fiscali

  • Auto

Il malato di cancro che intende comprare una macchina, magari adattandola alle proprie esigenze relative alla malattia,  ha diritto all’Iva agevolata (4%) al momento dell’acquisto, alla detraibilità – in sede di denuncia annuale dei redditi – del 19% della spesa sostenuta, all’esenzione dal pagamento del bollo auto e delle tasse di trascrizione.

  • Computer e informatica

Stesso discorso per computer, fax, stampanti: Iva agevolata al momento dell’acquisto e detrazione della spesa dalla dichiarazione dei redditi. Per applicare la detrazione è necessario il certificato del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico o informatico sia volto a facilitare l’autosufficienza e la possibilità d’integrazione del soggetto e il certificato di handicap o d’invalidità.

 

  • Spese mediche

La normativa ammette la possibilità di dedurre dal reddito complessivo l’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute per persone disabili: si pensi alle spese per medici, infermieri, terapisti, logopedisti, ecc. Le spese per analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche, invece, danno diritto ad una detrazione Irpef del 19% sulla parte che eccede l’importo di 129,11 euro.

Se il malato si è servito di bandanti o domestici e ha versato loro i contributi, questa spesa potrà essere detratta dal reddito solo parzialmente.

  • Tasse sulla casa

Per la prima casa, non sono previste agevolazioni specifiche per i malati di cancro, mentre per la tassa sui rifiuti sono i singoli Comuni a fissare, nelle specifiche delibere, agevolazioni per le persone anziane, per le persone disabili o per i cittadini in stato di bisogno, senza tuttavia che vi sia alcun obbligo specifico.

  • Parrucca

Chi si sottopone a chemioterapia può inserire le spese sostenute per l’acquisto di una parrucca tra le spese sanitarie detraibili, presentando, al momento della dichiarazione dei redditi, il documento fiscale (fattura o scontrino fiscale) che ne attesti l’acquisto.

note

[1] D.M. Sanità dello 05.02.1992.

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1 Commento

  1. Invalido 100xcento grave per tumore colon e stomia sono esonerato dal pagamento bollo macchina e avendo comperato per sordità apparecchi acustici posso detrarre iva 4 X cento grazie

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