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Le Guide I diritti dei bambini

Le Guide Pubblicato il 11 giugno 2017

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I diritti dei minori verso la famiglia e, quindi, nei confronti dei genitori, nonché i diritti dei bambini verso lo Stato e le istituzioni.

Nel momento in cui si nasce si acquistano solo diritti. Gli obblighi iniziano a sorgere nel momento in cui la persona si forma e diventa capace di intende e volere, ossia di comprendere il significato delle proprie azioni. Ecco perché, nell’ambito del diritto che disciplina le famiglie, è più corposo il capitolo relativo ai «diritti dei bambini» che non quello relativo ai «doveri dei bambini». Peraltro, parlare di diritti dei bambini equivale a rispondere alla domanda «quali sono i doveri dei genitori?»; e la soluzione è intuitiva anche per chi non ha studiato legge. Ai genitori spetta l’obbligo di crescere, istruire e mantenere i propri figli, di tutelarli e preservarli dai pericoli, di rispondere degli eventuali danni da questi realizzati in quanto incapaci di dare loro un’educazione adeguata o nei casi in cui siano sfuggiti al controllo di mamma e papà. Quindi, dal consueto pallone contro la finestra ai più ricorrenti – e tristi – episodi di bullismo nelle scuole, dal litigio con il compagno di cortile alle multe prese sul motorino i genitori sono garanti dei propri figli e devono pagare le conseguenze delle loro condotte illecite.

 

Non ci resta che analizzare più concretamente quali sono i diritti dei bambini, andando a spulciare tra le norme della legge e del codice civile. Con una importante e preliminare precisazione. Quando si parla di diritti dei bambini si intende non solo quelli nei confronti dei genitori (nel qual caso si parla di diritti dei figli) ma anche nei confronti della scuola, della collettività e dei terzi, dello Stato, delle istituzioni nazionali e internazionali. Insomma, la lista dei diritti è più ampia perché non si limita solo alle posizioni interne alla famiglia.

I diritti dei figli verso i genitori

Il primo ambiente in cui il bambino viene in relazione con altre persone è la sua famiglia. Ed è per questo che, nell’indicare quali sono i diritti dei bambini occorre partire proprio da qui, ossia da quali sono i diritti dei figli verso i genitori.

Val la pena, peraltro, ricordare come la recente riforma del diritto di famiglia ha eliminato ogni differenza tra i bambini nati da una coppia sposata (cosiddetti «figli nati all’interno del matrimonio») e quelli nati da una coppia di conviventi (cosiddetti «figlio nati al di fuori del matrimonio»).

Entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale e la esercitano di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. Se vi è contrasto tra i genitori su questioni di particolare importanza ciascuno di essi può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei.

In caso di figlio nato fuori dal matrimonio, il genitore che lo ha riconosciuto esercita la responsabilità genitoriale su di lui. Se il riconoscimento del figlio è stato fatto da entrambi i genitori, l’esercizio della responsabilità genitoriale spetta ad entrambi.

Ecco quali sono i diritti dei bambini verso la madre e il padre.

Diritto ad essere mantenuti

Il mantenimento è un obbligo che riguarda gli aspetti economici della crescita e non si limita solo al vitto e all’alloggio, né alle sole spese primarie (abbigliamento, cure mediche e scuola dell’obbligo). Secondo le ultime interpretazioni dei giudici, il mantenimento si estende anche a tutte le esigenze che – sempre in proporzione alle capacità economiche dei genitori – consente al bambino di vivere nell’attuale contesto socio economico, fatto anche di mezzi di comunicazione, connessione alla rete globale, trasporti e cultura. Il che significa non far mancare un computer, una linea internet, un mezzo di locomozione (laddove ovviamente il minore abbia l’età e il genitore possa permetterselo), i libri per lo studio e per gli approfondimenti personali, l’iscrizione a una palestra. Il mantenimento non cessa – come oramai tutti sanno – con la maggiore età del figlio, ma solo nel momento in cui questi diventa in grado di provvedere a se stesso, il che potrebbe voler dire molto tempo dopo i 18 anni, ma non così tanto da far credere che il suo stato di disoccupazione sia attribuibile a un’indolenza personale. Ad esempio, la Cassazione ha detto, di recente, che 35 anni è un’età sufficiente per far cessare l’obbligo di mantenimento a carico del padre separato.

Una volta che il figlio conquisti la sua indipendenza economica non può più rivendicare la riesumazione del diritto al mantenimento se, successivamente, le sue condizioni economiche peggiorano. Ad esempio, se una persona ottiene un lavoro stabile a 20 anni, dovrà dire addio al mantenimento dei genitori anche se, dopo due anni, perde il lavoro e torna disoccupato.

Il mantenimento è dovuto anche se madre e padre si separano e divorziano. In tal caso è il giudice a fissare chi e quanto dei due genitori deve versare all’altro con cui il minore o il maggiorenne non autosufficiente vive. Nel caso di coppia separata o divorziata, il diritto al mantenimento deve consentire al figlio di tenere lo stesso tenore di vita di cui godeva quando ancora la famiglia era unita.

Ricapitolando, il diritto al mantenimento comporta:

  • il fatto di mettere a disposizione la casa;
  • fornire e acquistare l’abbigliamento e gli accessori;
  • garantire la frequenza alla scuola, l’acquisto dei libri, del materiale didattico, la possibilità di partecipare alle iniziative (gite, stage, viaggi di studio, visite, attività ricreative, corsi);
  • le cure mediche, specialistiche e odontoiatriche;
  • le spese di trasporto o un eventuale mezzo di locomozione;
  • la frequenza ad una palestra o ad attività sportive.

Diritto a essere educato e controllato

I genitori hanno il diritto/dovere di educare i propri figli e di vigilare sui loro comportamenti in modo che questi rispettino l’ambiente, la società e le leggi dello Stato nel quale vivono. Questo significa che, almeno da un punto di vista del risarcimento del danno, degli eventuali illeciti dei bambini rispondono i genitori. Si pensi a un minore che va sul motorino senza casco: la multa scatterà in capo alla madre e al padre. La responsabilità dei genitori per i danni commessi dai figli cessa nel momento in cui i ragazzi entrano a scuola: in tal caso l’obbligo (e la relativa responsabilità) ricade sull’insegnante e sull’istituto scolastico; così se un bambino fa male a un compagno di classe durante la ricreazione o in una gita scolastica, sarà il maestro a risponderne.

Diritto all’istruzione

È diritto di tutti i bambini essere istruiti nel rispetto delle proprie capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. Questo significa che i genitori dovranno non solo far completare il ciclo di studi obbligatori, ma anche quelli facoltativi, come l’università, se le capacità del figlio lo richiedono.

Se il genitore omette di impartire o far impartire al minore l’istruzione obbligatoria può incorrere in sanzioni penali. In particolare, il codice penale punisce il genitore che, senza giusto motivo, non manda il figlio alle elementari: la pena è l’ammenda fino a 30 euro. L’inosservanza dell’obbligo di frequentare la scuola media non comporta la contravvenzione in esame.

Diritto ad essere assistito moralmente

Il bambino non deve avere dai genitori solo i soldi con cui vivere, ma anche l’amore e l’assistenza morale, obblighi questi ultimi che renderebbero del tutto inutile il semplice sostentamento materiale. Assistere moralmente un bambino significa partecipare alla sua quotidianità, saperlo consolare e consigliare, ascoltare le sue confidenze e partecipare alle sue piccole gioie e dolori; significa ascoltarlo in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano se ha compiuto i 12 anni o anche prima se riconosciuto capace di discernimento.

Il genitore che si disinteressa del figlio, rendendosi del tutto assente, può essere tenuto a risarcire il danno anche dopo numerosi anni; è il caso tipico del padre separato che, benché abbia ricevuto un calendario di incontri dal giudice, non li rispetti e si dilegui.

Diritto a crescere in famiglia

Questo diritto viene anche chiamato «diritto alla bigenitorialità»: ogni figlio ha diritto a stare sia con il padre che con la madre per periodi di tempo tendenzialmente equivalenti anche quando la coppia si separa. Questo significa che i genitori non devono fare nulla per allontanare il bambino dall’ex coniuge quando c’è un divorzio, altrimenti perdono l’affidamento condiviso del figlio e questo andrà a vivere dall’altro.

Nel diritto a crescere in famiglia rientra anche quello di mantenere rapporti significativi con i parenti e, soprattutto, con i nonni, ai quali la recente riforma ha voluto dare un ruolo chiave nelle relazioni con i bambini.

Diritto ad essere riconosciuto

Il figlio nato da coppia non sposata ha diritto a essere riconosciuto dal padre (solo la madre ha diritto al parto anonimo). Il padre non può rifiutarsi di riconoscere e mantenere il figlio neanche con il consenso della madre. In caso contrario, contro di lui può essere esercitata l’azione di riconoscimento della paternità e l’ordine di sottoporsi al test del Dna (in caso di diniego immotivato il giudice ne trae argomento di prova per giungere al riconoscimento). Il riconoscimento è l’atto con il quale uno o entrambi i genitori dichiarano di essere padre o madre di un determinato soggetto nato fuori dal matrimonio, attribuendogli lo status di figlio e creando in tal modo il rapporto di filiazione: è pertanto un atto essenziale per poter garantire ogni forma di tutela al figlio e al genitore che se ne prenderà cura.

I diritti dei bambini verso terzi

I bambini hanno diritti non solo verso i genitori, ma anche verso la collettività. A tal fine è equiparato a una persona qualsiasi, con pari diritti (non subire comportamenti illeciti e danni) e doveri (rispettare i diritti altrui e non danneggiare gli altri). Con l’unica differenza che, del mancato rispetto dei doveri del bambino, non ne risponde lui, ma i suoi genitori: non si parla di responsabilità penale (la quale resta sempre personale, nei limiti della capacità d’intendere del soggetto) ma solo di quella civile (ossia quella che comporta il risarcimento dei danni).

Esistono poi due norme che attribuiscono al bambino il diritto:

  • a non essere fotografato o ripreso senza il consenso dei genitori;
  • a veder annullati tutti i contratti conclusi dal minore in quanto privo della capacità d’agire.

I diritti dei bambini verso lo Stato e le Istituzioni

I diritti dei bambini sono stati oggetto di un apposito accordo internazionale: si tratta della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. I più importanti di questi sono:

  • diritto all’uguaglianza: tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti, non ha importanza chi sono i genitori senza distinzione di razza, lingua, sesso, religione;
  • diritto alla famiglia e a vivere con entrambi i genitori: gli Stati rispettano il diritto e il dovere dei genitori di garantire ai propri figli rapporti adeguati sia col padre che con la madre, anche in caso di separazione tra questi (o qualora vivano in Stati diversi) a meno che non sia contrario al suo stesso bene. La questione ha comportato diverse condanne per l’Italia ritenuta spesso incapace di garantire il diritto del padre a vedere i figli in caso di ostruzionismo della madre collocataria;
  • diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo;
  • diritto al nome e all’identità;
  • diritto alla stabilità in uno Stato: lo Stato deve impedire spostamenti non autorizzati dei bambini, soprattutto se all’estero. Nessuno può portare via un bambino dal Paese in cui vive, nemmeno uno dei genitori se l’altro non e d’accordo;
  • libertà di espressione: ogni bambino ha il diritto di esprimere la propria opinione e lo Stato deve garantire che tale opinione venga presa in considerazione dagli adulti. Tutti i bambini hanno il diritto di esprimersi per mezzo delle parole, della scrittura, dell’arte e di ogni altro mezzo espressivo, rispettando i diritti e la dignità delle altre persone;
  • libertà di pensiero: gli Stati devono rispettare il diritto dei bambini alla libertà di pensiero, di religione e di coscienza. Gli adulti dovrebbero aiutare i più piccoli a distinguere fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato;
  • diritto a mantenere relazioni e amicizie: tutti i bambini hanno il diritto di incontrare altre persone, fare amicizia con loro e fondare delle associazioni, a meno che ciò non danneggi i diritti degli altri;
  • diritto alla privacy: tutti i bambini hanno il diritto di avere una vita privata, nessuno deve intromettersi, spiarli in casa e fuori casa, o controllare la corrispondenza;
  • diritto alla dignità personale: nessun adulto può permettersi di insultare, offendere o accusare ingiustamente un bambino;
  • diritto a una tv istruttiva: gli Stati riconoscono l’importanza delle informazioni trasmesse da radio, televisioni, giornali e libri di tutto il mondo, e devono vigilare affinché tutti i bambini possano sfruttare le informazioni utili alla loro salute e al loro benessere sociale, spirituale e morale;
  • diritto alla sicurezza: gli Stati devono proteggere i bambini da ogni forma di violenza, di abbandono e di maltrattamento. Nemmeno i genitori hanno il diritto di fare del male a un bambino;
  • diritto all’adozione equilibrata: gli Stati che autorizzano l’adozione devono assicurarsi che vengano scelte le soluzioni più vantaggiose per ogni singolo bambino. Devono quindi garantire che l’adozione sia autorizzata dalle autorità competenti. In caso di adozione all’estero, lo Stato deve vigilare affinché il bambino possa beneficiare delle stesse tutele del Paese di origine; gli Stati garantiscono il diritto di essere protetti e aiutati a tutti i bambini che sono costretti a fuggire dal proprio Paese a causa della guerra o di altre minacce che rendono pericolosa la vita in quel Paese;
  • diritto all’assistenza per i disabili: gli Stati riconoscono che tutti i bambini con disabilità, sia fisica che psicologica, hanno diritto a cure speciali, anche a titolo gratuito, e a studiare, divertirsi e crescere come gli altri bambini;
  • diritto alla salute: tutti i bambini hanno il diritto di godere di buona salute. A tale scopo devono poter bere acqua potabile, vivere in un ambiente salutare e ricevere cibo, vestiti e cure mediche adeguate. Gli Stati devono quindi garantire ai genitori i mezzi per tutelare la loro salute e quella dei loro bambini;
  • diritto alle cure mediche: gli Stati garantiscono a tutti i bambini una verifica periodica delle cure mediche che devono ricevere;
  • diritto all’assistenza: gli Stati riconoscono a tutti i bambini il diritto all’assistenza sociale, tenendo conto delle possibilità economiche degli adulti responsabili di quei bambini;
  • diritto a uno stile di vita buono per la crescita: tutti i bambini hanno il diritto a uno stile di vita sufficientemente buono per garantire il loro sviluppo fisico, mentale, morale e sociale. Gli Stati, quindi, adottano particolari provvedimenti affinché i genitori abbiano la possibilità di assicurare le condizioni di vita necessarie allo sviluppo di ogni bambino;
  • diritto all’istruzione: gli Stati riconoscono che tutti i bambini hanno il diritto di ricevere un’istruzione. Per garantire tale diritto, l’istruzione primaria deve essere obbligatoria e gratuita per tutti. Gli Stati quindi devono controllare che tutti i bambini frequentino la scuola e devono aiutare le famiglie per permettere ai bambini di continuare gli studi anche dopo la scuola primaria;
  • diritto al gioco: tutti i bambini devono essere trattati con umanità e rispetto: hanno il diritto di riposarsi, giocare, fare sport, esprimere la propria creatività e partecipare alla vita artistica e culturale del Paese in cui vivono;
  • tutela dagli sfruttamenti: tutti i bambini hanno il diritto di essere protetti dal lavorare in posti o in condizioni che possano danneggiare la loro salute o impedire la loro istruzione. Gli Stati a tal fine vigilano perché nessun bambino venga sfruttato, stabiliscono un’età minima di ammissione al lavoro e prevedono una regolamentazione degli orari e delle condizioni di lavoro. Gli Stati si impegnano a proteggere i bambini da ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale, compresa la prostituzione e qualsiasi forma di pornografia. Gli Stati si impegnano a proteggere i bambini da qualsiasi altra forma di sfruttamento, per tutelare il loro benessere sotto ogni aspetto.

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Autore immagine: 123rf com


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