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Lo sai che? Quali sono i diritti dei disoccupati

Lo sai che? Pubblicato il 11 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 giugno 2017

Naspi, Dis-Coll, Asdi, assegno di ricollocazione: ecco gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro. E le agevolazioni per trovarne un altro.

Alla domanda «quali sono i diritti dei disoccupati?» verrebbe da rispondere in automatico: «Innanzitutto avere l’opportunità di trovare un altro lavoro». Cosa non facile, lo sanno tutti (i disoccupati). Ma nel frattempo, mentre ci cerca un’altra occasione, che succede? Quali sono i diritti dei disoccupati da quando ricevono la fatidica lettera di licenziamento o da quando finiscono il contratto a tempo determinato? Se ne possono distinguere diversi: dagli ammortizzatori sociali alle opportunità di formazione e ricollocazione sul mercato del lavoro.

Quando si entra nello stato di disoccupazione

Per definizione, il disoccupato è colui che ha perso il lavoro in modo involontario o perché è stato licenziato o perché il suo contratto di lavoro è finito.

Volendo, ci sono anche i disoccupati «del terzo tipo». Sono i disoccupati parziali, cioè quelli che, pur avendo un lavoro, non guadagnano più di 8.000 euro l’anno come dipendenti o collaboratori oppure più di 4.800 euro l’anno come autonomi.

Chi, invece, non è considerato disoccupato pur non avendo un lavoro? Chi, ad esempio, ha dato le dimissioni oppure ha interrotto il rapporto di lavoro grazie ad un accordo consensuale con l’azienda. A meno che le dimissioni siano state presentate per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità.

Non vale perdere il lavoro e sedersi sulla poltrona ad aspettare che arrivi: i diritti dei disoccupati si difendono solo se chi è rimasto a casa si rende disponibile per una nuova attività lavorativa. Per questo deve andare al Centro per l’impiego e presentare la Did, cioè la dichiarazione di immediata disponibilità. Una pratica che contempla anche la possibilità di partecipare a corsi di formazione e di orientamento oltre che alla ricerca attiva di un lavoro. Una seconda firma verrà richiesta per il patto di servizio, cioè per il progetto che prevede delle attività personalizzate, finalizzate a ricollocare il disoccupato.

La Did può essere presentata anche telematicamente, in sede di richiesta all’Inps dell’indennità di disoccupazione.

I diritti dei disoccupati agli ammortizzatori sociali

C’è un festival di sigle: Naspi, Dis-coll, Asdi. Ma ci sono anche assegni di ricollocazione. Uno alla volta, vediamo quali sono i diritti dei disoccupati per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali.

Il diritto dei disoccupati alla Naspi

La Naspi è la nuova indennità di disoccupazione. Dura la metà delle settimane contribuite ed è pari al 75% della retribuzione imponibile media mensile degli ultimi 4 anni.

I requisiti per avere diritto alla Naspi:

  • il lavoratore in stato di disoccupazione deve avere almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni e 3 giornate di lavoro nell’anno in corso;
  • sino a 1.195 euro, se l’imponibile medio è superiore, l’indennità Naspi deve essere così determinata: 75% di 1.195 euro, più il 25% della differenza tra 1.195 euro ed il maggior importo, sino ad un limite massimo erogabile di 1.300 euro.

La Naspi non si perde in caso di nuova occupazione subordinata o parasubordinata con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro, anche se a tempo indeterminato, o per un’attività di lavoro autonomo che con compensi inferiori a 4.800 euro annui. Tuttavia, in questi casi la Naspi viene ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito.

Il diritto dei disoccupati alla Dis-Coll

Si potrebbe tradurre come «disoccupazione dei collaboratori». Non è sbagliato, infatti, perché la Dis-Coll è l’indennità destinata ai lavoratori parasubordinati, cioè quelli che hanno (o meglio, avevano) un contratto di collaborazione.

I requisiti per avere diritto alla Dis-Coll:

  • 3 mesi di contributi nell’anno precedente al termine della collaborazione;
  • un mese di contributi nell’anno in cui termina il contratto.

In alternativa, basta un rapporto di collaborazione di almeno un mese nell’anno in corso, che preveda un compenso pari alla metà della contribuzione minima mensile.

L’indennità è pari al 75% dell’imponibile medio mensile (eccetto le ipotesi di superamento di determinate soglie), ed ha una durata massima di 6 mesi.

Il diritto dei disoccupati all’Asdi

Altra sigla che fa parte dei diritti dei disoccupati: l’Asdi, vale a dire assegno di disoccupazione. Spetta per 6 mesi a chi ha concluso la Naspi ed, inoltre, ha questi requisiti:

  • avere lo stato di disoccupazione e aver sottoscritto col centro per l’impiego il patto di servizio;
  • non aver richiesto la Naspi anticipata in un’unica soluzione;
  • far parte di un nucleo familiare con almeno un minorenne (anche non figlio del richiedente), oppure avere almeno 55 anni di età;
  • non possedere i requisiti per l’assegno sociale, la pensione anticipata o di vecchiaia;
  • avere un Isee non superiore a 5.000 euro;
  • non aver percepito Aspi o Mini Aspi (le vecchie indennità di disoccupazione) sino al 31 dicembre 2015;
  • non aver percepito 20 mesi di Asdi nel quinquennio precedente;
  • non aver percepito 6 mesi di Asdi nell’anno precedente.

L’assegno è pari al 75% della Naspi. E’ ridotto in misura pari all’80% del reddito se la nuova attività lavorativa produce introiti:

  • inferiori a 8.000 euro per dipendenti o collaboratori;
  • inferiori a 4.800 euro per gli autonomi.

Il diritto dei disoccupati all’assegno di ricollocazione

Non fatevi ingannare dal nome: l’assegno di ricollocazione non è un sussidio che arriva in tasca ai lavoratori disoccupati per affrontare le spese del mese in attesa di una nuova collocazione ma per agevolare la ricerca di un nuovo lavoro a chi ne è rimasto senza da almeno 4 mesi e che, pertanto, già percepisce la Naspi. In altre parole: si tratta di un voucher da spendere per la ricerca attiva di lavoro.

Vuol dire che l’Anpal (l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) eroga dei buoni tra i 250 e i 5.000 euro spendibili per i servizi dei Centri per l’Impiego e delle Agenzie per il lavoro accreditate. Quindi, l’assegno viene versato all’ente che si occupa del reinserimento del lavoratore disoccupato e non direttamente al lavoratore.

Come avere l’assegno di ricollocazione che rientra nei diritti dei disoccupati? Chi percepisce la Naspi, se nell’arco di 4 mesi non ha trovato un occupazione, deve presentare domanda online al sito dell’Anpal oppure presso un Centro per l’impiego e richiedere i voucher per la ricerca attiva di lavoro, indicando l’ente dal quale si vuole avere assistenza per la ricerca di un nuovo lavoro. L’Agenzia, verificati i requisiti, invierà al lavoratore disoccupato entro 7 giorni la relativa comunicazione.

La durata del programma di reinserimento lavorativo sarà di 6 mesi, prorogabile per altri 6 mesi.

L’importo dell’assegno e del voucher dipende dalla difficoltà di reinserimento e dalla tipologia contrattuale di assunzione. Se si tratta di un contratto a tempo indeterminato potrà essere incassato l’importo pieno del sussidio. Se, invece, si parla di un contratto a tempo determinato di oltre 6 mesi, all’ente spetterà la metà della cifra erogata dall’Anpal sulla base del grado di difficoltà al reinserimento lavorativo del disoccupato.

I lavoratori del Sud Italia titolari di assegno di ricollocazione avranno diritto ad 1/3 dell’importo per contratti a tempo determinato compresi tra i 3 e i 6 mesi.

Quando si perde lo stato di disoccupazione

Come tutto nella vita, anche lo stato di disoccupazione non dura in eterno. E nemmeno la relativa indennità. Entrambi si perdono quando:

  • il lavoratore si assenta per 3 volte alle convocazioni o agli appuntamenti previsti nel patto di servizio. Già alla prima assenza il trattamento mensile è decurtato di ¼, alla seconda è decurtata una mensilità;
  • il lavoratore si assenta per 2 volte alle iniziative di orientamento attivate nei suoi confronti (alla prima assenza si perde una mensilità);
  • il lavoratore è rioccupato come dipendente a tempo indeterminato con reddito superiore a 8000 euro annui, o in una nuova attività di lavoro autonomo con introiti annui superiori a 4800 euro;
  • il lavoratore raggiunge i requisiti utili alla pensione (beato lui…);
  • il lavoratore acquisisce il diritto alla pensione o all’assegno ordinario d’invalidità (ma può optare per l’indennità di disoccupazione, se più favorevole);
  • il lavoratore inizia un’attività subordinata, autonoma o d’impresa senza comunicarlo all’Inps entro 30 giorni (col modello Asdi- Com), a meno che la durata del rapporto sia inferiore ai 6 mesi o che il rapporto sia comunicato dal datore di lavoro con modello Unilav.

note

Autore immagine: 123rf.com


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