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Lo sai che? Quali sono i diritti dei gay

Lo sai che? Pubblicato il 17 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 giugno 2017

Due persone dello stesso sesso possono contrarre un’unione civile, che spiega effetti analoghi a quelli del matrimonio. Vediamo come.

L’amore è amore, e grazie a recenti interventi legislativi [1] l’unione tra due persone dello stesso sesso può finalmente trovare consacrazione e adeguata tutela, e la coppia può godere dei medesimi diritti di cui gode una coppia eterosessuale sposata. Con questo articolo individueremo con precisione quali sono i diritti dei gay.

Come si contrae un’unione civile?

Due persone gay che abbiano compiuto diciotto anni possono contrarre un’unione civile mediante una dichiarazione effettuata dinanzi all’ufficiale di stato civile (il sindaco del comune o un altro incaricato), alla presenza di due testimoni. L’unione in parola è attestata da un documento, debitamente registrato negli archivi di stato civile, che contiene:

  • i dati anagrafici delle parti;
  • l’indicazione del regime patrimoniale, che come per le coppie sposate, può essere quello della comunione legale o della separazione dei beni. In assenza di una scelta, il regime sarà però, di default, quello della comunione legale, e di conseguenza tutti i beni acquistati dalla coppia anche separatamente, diverranno di contitolarità di entrambi (fanno eccezione a questa regola solo i beni personali, tra i quali sono ricompresi i beni acquistati per donazione o successione);
  • l’eventuale indicazione di un cognome comune scelto tra i cognomi delle parti, che può essere posposto o anteposto al proprio, e che durerà per tutto il tempo dell’unione civile;
  • i dati anagrafici e la residenza dei testimoni.

Che diritti e che obblighi si acquistano con l’unione civile?

Con la costituzione dell’unione civile, le parti acquistano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Ciascuno dei coniugi è obbligato a prestare all’altro assistenza morale e materiale, contribuendo ai bisogni comuni in relazione alle proprie sostanze ed alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo. La coppia è poi tenuta alla coabitazione, e l’indirizzo della vita familiare è fissato di comune accordo.

La coppia unita civilmente è pienamente parificata alla coppia unita in matrimonio anche sotto il profilo dei diritti successori, tra cui è compreso il diritto alla quota di legittima [2] (che è una quota ideale del patrimonio del defunto che deve sempre essere assicurata a determinati soggetti della sua famiglia, come il coniuge). In caso di morte di una delle parti, all’altra spetterà, inoltre, il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato [3].

Come si scioglie un’unione civile?

L’unione civile si scioglie:

  • per morte o la dichiarazione di morte presunta di una delle parti;
  • a seguito di sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso;
  • in tutti i casi in cui, per una coppia eterosessuale unita in matrimonio, è possibile ottenere il divorzio su domanda di uno  solo dei coniugi (come nel caso di condanna dell’altro coniuge all’ergastolo dopo la celebrazione dell’unione, con sentenza passata in giudicato[4]), e fatta eccezione per l’ipotesi dell’unione non consumata;
  • quando le parti hanno manifestato, anche disgiuntamente, la volontà di scioglimento dinanzi all’ufficiale dello stato civile. In tale caso, la domanda di scioglimento dell’unione civile è proposta decorsi tre mesi dalla data della manifestazione di volontà di scioglimento dell’unione.

Una coppia gay può adottare un bambino?

Ad oggi, nulla è previsto sull’adozione da parte di una coppia gay di un bambino, neppure con riferimento al figlio del coniuge, nato da un precedente matrimonio (quindi, con riferimento a quella che viene denominata stepchild adoption). Tuttavia, vi è da segnalare un’importante sentenza della Corte di Cassazione [5], con la quale è stato riconosciuto ad una donna gay il diritto di adottare il figlio della compagna. L’adozione, in questo caso, è ammessa nel totale interesse del minore, e purché non si creino situazioni di conflitto d’interessi tra il minore e il genitore biologico.

note

[1] L. n. 76/2016, meglio conosciuta come Legge Cirinnà, dal nome della senatrice sua promotrice e prima firmataria.

[2] Art. 536 e ss. cod. civ.

[3] Art. 2120 cod. civ.

[4] Art. 3 L. 898/70.

[5] Cass. sent. n. 12962 del 22.06.2016.

Autore immagine: Pixabay.


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