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Lo sai che? Suonare ripetutamente il campanello è reato?

Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2017

Suonare insistentemente il campanello o il citofono di un’abitazione può avere risvolti penali: secondo la Cassazione è molestia.

Non sono rari, in condominio ma non solo, i casi di disturbatori che, magari per scherzo, si dilettano nel suonare ripetutamente il campanello o il citofono di casa nostra, consapevoli di arrecarci un fastidio non indifferente. Attenzione, perché questo comportamento può costituire reato e, quindi, avere risvolti penali. La Cassazione si è recentemente pronunciata sul tema [1], ribadendo che suonare il campanello con insistenza integra il reato di «molestia e disturbo alle persone». Si tratta di una contravvenzione prevista espressamente dal codice penale. Vediamo quando e come si configura l’illecito.

Il reato di molestia e disturbo alle persone

Il nostro codice penale punisce espressamente il soggetto che con un comportamento pressante, indiscreto, insistente, turba la vita di una persona costringendola a subire un disagio psicologico non indifferente. Si tratta del reato di «molestie o disturbo alle persone» [2], punito con l’arresto fino a sei mesi e la multa fino a 516 euro.

Con questa contravvenzione il legislatore vuole sanzionare chi lede la tranquillità di un privato cittadino e, dunque, anche quella della collettività. Affinché la condotta del molestatore sia penalmente rilevante, deve trattarsi di un comportamento posto in essere «per petulanza o per altro biasimevole motivo». Occorre inoltre che la condotta venga realizzata in un luogo pubblico o aperto al pubblico, oppure attraverso l’uso del telefono.

La sentenza della Cassazione

Il caso riguarda un soggetto che, sul pianerottolo antistante l’abitazione della vittima, suona insistentemente il campanello di casa della stessa e danneggia diversi vari di fiori ivi presenti. L’imputato viene condannato per il reato di molestia e assolto per quello di danneggiamento (riguardante la distruzione dei vasi) perché quest’ultimo, dal 2016, non costituisce più un comportamento penalmente rilevante [3].

Non è necessaria una molestia ripetuta

Il reato di molestia e disturbo alle persone non è un reato abituale. In altri termini, perché la molestia abbia rilevanza penale non è necessario che sia stata ripetuta nel tempo. Al contrario, è sufficiente un solo episodio di disturbo affinché il molestatore possa risponderne penalmente. Il comportamento molesto, tuttavia, deve avere caratteristiche ben precise. Innanzitutto deve trattarsi di una condotta «petulante», ossia assillante, ossessiva, insistente. Inoltre, deve avere l’effetto di turbare la tranquillità della vittima, provocando in essa un disagio psicologico rilevante.

Non rilevano i motivi concreti per cui la molestia è stata posta in essere. Perché si configuri il reato è sufficiente che il disturbatore agisca con la consapevolezza che il suo comportamento sia idoneo a turbare chi lo sta subendo. Se quindi una persona suona insistentemente il campanello di casa nostra, conscio del fatto che ci sta provocando disagio, non importa il motivo effettivo per cui lo sta facendo. Conta solo il fatto che il molestatore si renda conto che, col suo comportamento arrogante ed insistente, ci sta provocando un fastidio rilevante e stia ledendo la nostra tranquillità.

Dove può avvenire la condotta molesta

Come accennato precedentemente, per avere rilevanza penale la molestia deve avvenire:

  • in un luogo pubblico;
  • in un luogo aperto al pubblico;
  • attraverso l’uso del telefono (si pensi a telefonate insistenti che cagionino nella vittima un turbamento emotivo tale da pregiudicare la tranquillità quotidiana della stessa).

Con l’espressione «luogo aperto al pubblico» si intende far riferimento a quei posti normalmente ad uso privato, che tuttavia possono essere frequentati da chiunque o da una determinata categoria di persone.

La Cassazione, con riferimento al condominio, stabilisce che vanno considerati luoghi aperti al pubblico, ad esempio, l’androne condominiale, le scale che si affacciano su più appartamenti privati e, in generale tutte le parti comuni del complesso, a cui possono avere accesso sia i condomini sia soggetti estranei al condominio stesso.

Nel caso di specie, come visto il comportamento molesto era stato posto in essere sul pianerottolo antistante l’abitazione della vittima, ove il molestatore aveva suonato insistentemente il campanello di quest’ultima e danneggiato vasi di fiori presenti fuori dall’appartamento.

Cosa bisogna fare?

Il reato di molestia e disturbo alle persone è procedibile d’ufficio. Dunque, non occorre una formale querela della vittima per far iniziare il procedimento penale a carico del molestatore. Basta denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.

La possibile estinzione del reato

Per quanto riguarda le conseguenze sanzionatorie, si è detto che la pena stabilita è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro. Una volta iniziato il processo, tuttavia, l’imputato potrà evitare le sanzioni descritte pagando una somma corrispondente alla metà del massimo dell’ammenda stabilita, oltre le spese del procedimento. Ne deriva che, se il molestatore paga poco più di 258 euro (ossia la metà di 516, più le spese del procedimento) il giudice dichiara l’estinzione del reato. Attenzione però, perché se il magistrato considera la molestia posta in essere, nel caso concreto, come un fatto grave, egli potrà respingere la domanda di oblazione presentata dall’imputato [4].

note

[1] Cass. sent. n. 26336/2017 del 25.05.2017.

[2] Art. 660 cod. pen.

[3] D.Lgs. n. 7/2016.

[4] Art. 162 bis cod. pen.


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