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Come lavorare senza pagare tasse e senza aprire P. Iva?

16 giugno 2017


Come lavorare senza pagare tasse e senza aprire P. Iva?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2017



Per mantenermi agli studi devo lavorare. Vorrei aprire un’attività online ma senza aggiungere reddito a quello della mia famiglia per non pagare più tasse e senza aprire una P.Iva. Come fare?

Il consiglio che si dà al lettore è quello di avviare l’attività in modo del tutto lecito e non solo, ovviamente, per evitare il rischio di incorrere in sanzioni, anche di tipo penale, ma anche perché solo un’attività avviata secondo i criteri legali può avere un futuro e non finire per essere un “fuoco di paglia”.

Detto questo, attualmente l’apertura di partita iva è una procedura molto semplice e dai costi contenuti. È sufficiente che il lettore si rechi da un commercialista abilitato all’accesso on line al sito dell’Agenzia delle Entrate e, in pochi minuti attraverso una procedura telematica, aprirà la sua partita iva.

Egli deve tenere, inoltre, presente che, per le imprese di nuovo avviamento, sono previste delle forti agevolazioni fiscali, specie per i primi anni di attività. Ad esempio, nel cosiddetto regime dei minimi, l’imposizione sul reddito è pari solo al 5% dei ricavi e non si applica iva.

Certo, il lettore potrebbe anche provare a fare tutto “in nero” con falsi profili. Ma davvero si crede che sia così semplice essere irrintracciabili? Gli strumenti tecnici per poter rintracciare chiunque ci sono.

Si consiglia, pertanto, di iniziare la sua attività con apertura di regolare partita iva e con fatturazione dei guadagni sui quali, con regimi fiscali di vantaggio, si pagherebbero delle percentuali minime di imposte sui profitti al netto dei costi.

Quanto a paypal, è chiaro che la ricevuta di pagamento di paypal non è di tipo fiscale per cui non sarebbe sufficiente essendo necessario l’emissione di documento fiscale (fattura). Se il sito è registrato su un dominio estero si correrebbe il rischio di una doppia imposizione: quella nel paese del dominio e quella italiana, ragione per la quale, questa strada non è praticabile. Quello che si rischia è dipendente dal volume di affari generato e dal concreto comportamento che si porrà in essere. Lavorare completamente a nero significa non emettere alcuna fattura, non resentare alcuna dichiarazione dei redditi, non presentare dichiarazioni fiscali di alcun tipo. La disciplina è particolarmente complessa riguardando diversi aspetti e profili. Con la massima semplificazione possibile, se il volume di affari è al di sotto dei 30.000 euro non vi sono le sanzioni penali ma solo, ovviamente, quelle di natura civilistica volte al recupero delle somme non versate comprensive di sanzioni ed interessi.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Ciotola

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