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Lo sai che? Pensionato pubblico residente all’estero, paga le tasse?

Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2017

Le imposte dei pensionati della gestione pubblica espatriati devono essere pagate in Italia o all’estero? 

Il pensionato pubblico (ex dipendente di amministrazioni statali, enti locali, etc.) che scappa dall’Italia per non pagare le tasse, normalmente, non fa un buon affare: nella maggior parte dei casi, difatti, paga comunque le imposte sulla pensione nel nostro Paese, in base a quanto previsto da gran parte delle convenzioni in vigore tra l’Italia e i Paesi esteri.

Ci sono, però, degli accordi che prevedono la detassazione alla fonte, cioè l’esenzione dalle imposte in Italia nel caso in cui il pensionato risulti residente all’estero o cittadino dello Stato estero convenzionato: a tal proposito l’Inps, con un recente messaggio [1], ha chiarito quali sono le condizioni da rispettare perché il pensionato non sia tassato in Italia.

Pensionato pubblico italiano residente all’estero: i requisiti per l’esenzione dalle tasse

Vediamo allora quali sono, nel dettaglio, i requisiti necessari perché il pensionato pubblico non residente in Italia non sconti le imposte alla fonte, in Italia, ma le paghi solo all’estero:

  • in primo luogo, deve esserci una convenzione tra il nostro Paese e lo Stato estero che preveda la detassazione alla fonte, nel caso in cui il pensionato pubblico vi risieda;
  • il pensionato deve poi attestare la residenza fiscale, compilando uno dei 4 modelli (italiano- inglese/fracese/tedesco/spagnolo) della serie EP-I, scaricabili sul sito dell’Inps alla sezione Moduli, sottosezione Convenzioni internazionali;
  • deve poi consegnare il modulo in originale alla sede provinciale Inps che gestisce il trattamento pensionistico, unitamente all‘attestazione della residenza fiscale autenticata dall’autorità fiscale straniera.

Residenza all’estero: quando?

Ma quando si può essere considerati residenti all’estero? Si è considerati residenti se si soddisfano le seguenti condizioni:

  • non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili), con contestuale iscrizione all’Aire (anagrafe italiani residenti all’estero);
  • non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.

Se manca anche uno solo di questi requisiti si è considerati residenti fiscalmente in Italia.

Si è, inoltre, considerati residenti in Italia, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati nei cosiddetti paradisi fiscali, cioè in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con apposito decreto del Ministro delle Finanze.

Pensionato pubblico italiano cittadino estero: i requisiti per l’esenzione dalle tasse

Alcune convenzioni permettono l’esenzione dalle tasse in Italia nel caso in cui il pensionato pubblico risulti non solo residente, ma addirittura cittadino dello Stato estero. In questi casi deve produrre un’autocertificazione, oppure un idoneo certificato di cittadinanza estera.

note

 [1] Inps mess. n. 2205/2017.


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