Permessi Legge 104, nuove regole

12 Giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Giugno 2017



Cambiano le regole sulla concessione dei permessi per chi assiste un familiare disabile col rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.

 

Nuove regole per i cosiddetti permessi legge 104 [1], ossia per la concessione dei permessi ai lavoratori che assistono un familiare con handicap grave: è quanto emerge dall’atto di indirizzo sui rinnovi contrattuali, che dovrà essere trasmesso dal ministro della P.a. Madia all’Aran (l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nella contrattazione collettiva in materia di lavoro).

La direttiva, peraltro, prevede una revisione generale dei permessi lavorativi: cambieranno le regole, dunque, non solo per i permessi retribuiti Legge 104, ma anche, ad esempio, per i permessi per donazione sangue. Quest’integrazione in materia di assenze retribuite si è resa necessaria per prevenire gli abusi e bilanciare i diritti dei lavoratori con le esigenza di funzionalità degli uffici pubblici.

Permessi dipendenti pubblici, che cosa prevedono le nuove regole

Per quanto riguarda i permessi per l’assistenza dei familiari disabili, la novità consiste nella previsione di un congruo preavviso, da fornire anche avvalendosi di una programmazione mensile, per fruire delle assenze.

La misura del congruo preavviso, ad ogni modo, dovrà essere decisa in sede di contrattazione con i sindacati.

Per quanto riguarda la generalità dei permessi per i dipendenti pubblici, come quelli per visite specialistiche, esami diagnostici, motivi familiari e personali, nella direttiva si propone la loro fruizione oraria e non giornaliera: in questo modo, si eviterebbe di ricorrere ad una assenza per l’intera giornata di lavoro. Dalla parte del lavoratore, i permessi rientrerebbero a far parte di un monte ore annuale, all’interno del quale non sarebbero previste penalizzazioni in busta paga.

Saranno più severe, inoltre, le sanzioni disciplinari per i casi di assenze ripetute o ingiustificate, o fruite sistematicamente a ridosso di ponti e weekend: anche in questo caso, la misura delle sanzioni dovrà essere decisa dalla contrattazione collettiva.

Ma torniamo ai permessi Legge 104 e facciamo il punto della situazione attuale.

Permessi legge 104: a chi spettano

I permessi retribuiti mensili Legge 104 spettano al lavoratore dipendente, pubblico o privato, se il familiare assistito, portatore di handicap grave secondo la Legge 104, è:

  • il coniuge o il convivente;
  • un parente o affine entro il secondo grado;
  • un parente o affine entro il terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Non bisogna dimenticare che i permessi Legge 104 possono essere fruiti anche dal lavoratore portatore di handicap grave.

 

Permessi legge 104: requisiti sanitari

Ricordiamo che, per fruire dei permessi retribuiti per l’assistenza del disabile, questi deve avere un handicap grave riconosciuto: deve dunque essere in possesso della certificazione medica rilasciata dall’apposita Commissione medica Asl.

Se il disabile è in attesa della pronuncia della Commissione Asl , possono essere effettuati degli accertamenti provvisori, da un medico specialista nella patologia denunciata: la certificazione provvisoria ha effetto fino all’accertamento definitivo da parte della Commissione Asl, ed è utile per fruire dei permessi.

La stessa Commissione Asl, previa richiesta motivata dell’interessato, può rilasciare un certificato provvisorio al termine della visita, che produce effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo.

Permessi Legge 104: retribuzione

L’Inps riconosce un’indennità per le assenze per l’assistenza ai disabili: l’indennità, tuttavia, è anticipata dal datore di lavoro, e solo in seguito rimborsata dall’Inps, tramite conguaglio coi contributi e relativa esposizione del credito nella dichiarazione mensile Uniemens.

Il trattamento è pagato direttamente dall’Inps solo per i seguenti soggetti:

  • operai agricoli;
  • lavoratori stagionali;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori disoccupati;
  • lavoratori o sospesi dal lavoro che non usufruiscono del trattamento di Cigs;
  • in particolari ipotesi di mancata anticipazione da parte del datore di lavoro.

Permessi legge 104: domanda

Il lavoratore, per ottenere i permessi retribuiti, deve inoltrare un’apposita domanda all’Inps, in quanto è l’Istituto a pagare l’indennità relativa.

La domanda può essere inviata:

  • tramite i Servizi online per il cittadino, all’interno del portale web dell’Ente (è necessario il codice Pin o l’identità unica digitale Spid);
  • chiamando il numero 803.164 (Contact Center Inps- Inail: è ugualmente necessario il codice Pin);
  • tramite un qualsiasi patronato.

È poi necessario inviare una domanda anche all’amministrazione/datore di lavoro; il datore di lavoro non può sindacare sulla spettanza dei permessi, ma può domandare al dipendente una programmazione dei 3 giorni di permesso, se:

  • non è compromesso il diritto di assistenza del disabile;
  • le giornate di assenza sono individuabili;
  • i criteri di programmazione sono condivisi.

Resta ad ogni modo ferma la facoltà, in capo al dipendente, di modificare unilateralmente le giornate di permesso, in base alle concrete esigenze del disabile, che prevalgono sulle esigenze aziendali.

Queste regole, come abbiamo detto, saranno probabilmente modificate dalla nuova contrattazione collettiva pubblica e sarà prevista una programmazione mensile dei permessi.

Ad ogni modo, il datore ha il dovere di verificare in concreto l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione dei permessi.

note

[1] L. 104/1992.


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10 Commenti

  1. Adavano bene le regole esistenti.Visto la gravità del discorso,nessuno si diverte ad usufruire di permessi legge 104,si va sempre a mettere mano su diritti sacrosanti dei lavoratori e,malati gravi.se servono delle modifiche che siano a favore dei deboli non a favore dei forti.In Italia è sempre il contrario,si va indietro invece di andare avanti.Vergonatevi Merde

    1. Buongiorno Claudio,non conosco la tua situazione familiare e non giudico.
      Conosco quella di decine e decine di persone della pubblica amministrazione
      Non aggiungo altro .Ah…sei uno statale?

    2. BUONGIORNO, posso capire il fatto che quando si ha a che fare con la sofferenza tutto sembra debba essere possibile, ma se si riflette un po si capisce che un po di sana programmazione non fa male a nessuno. pensi ai lavori in turni ( infermieri, medici, ecc..) è giusto che comunichino qualche ora prima la loro assenza dal lavoro per un permesso legge 104? e se poi è proprio quello dove deve recarsi lei per i controlli? vedrà la programmazione e meglio e ci sarà sempre spazio per le urgenze. ANTONIO.

  2. nell’azienda per cui lavoro ulss 9 scaligera la 104 posso prenderla solo a gionata ormai da 15 anni, nel contratto interno è previsto cosi ,a ore possono prenderla solo le persone che c’ è l’ anno personalmente per terapie salva vita. Ci costringono a usarla a Gionata per problemi di conteggi,magari potessi averla a ore per mia figlia. Permessi a ridosso dei ponti o delle festività, perché non dovrei prenderla se a nessuno interessa? Questa è le altre modificate della legge 104 sono state pensate male se poi il datore di lavoro nel contratto interno fa quello che vuole. Hai avuto una disgrazia in famiglia sono problemi tuoi , lo stato sembra che ti aiuti ma in realtà te la fa pagare cara.controllino bene i falsi invalidi.

  3. buongiorno,volevo sapere se i permessi della legge 104 devono essere uguali tra il malato e chi lo assiste,ovvero io disabile posso usufruire del permesso di 2 ore giornaliere e mia moglie che mi assiste utilizzare i 3 gioni mensili? grazie

  4. era ora che venissero cambiate le regole conosco pure io dei furbetti che si fanno i fine settimana. E NON AGGIUNGO ALTRO.

    1. Sempre le solite cose. Si parla di furbetti e per colpirli si fanno norme contro chi furbo non lo è. Il furbetto troverà la via per continuare a farlo e chi ha bisogno veramente troverà mille ostacoli. Non vi vergognate ad applaudire ad una norma che toglie i diritti ai lavoratori bisognosi( nella stragrande maggioranza) trasferendoli al datore di lavoro che invece furbo non è ( a furbi). Con questa norma avrebbe un’altra arma di ricatto contro chi lavora ed a bisogno, per tutelare i propri cari e se stessi, di avere le ore di permesso alla bisogna.

      1. condivido pienamente Patrizio …anche perchè chi ha la 104 purtroppo lavorerebbe volentieri giornate regolarmente pur di avere famigliari sani in casa ….spesso si guarda alle furbate come vengono chiamate e non si pensa alle nottate …alle corse in ospedale a farmaci chemio e tutto ciò che ne viene ….ho delle colleghe che quando è arrivato il loro turno ..hanno chiesto scusa …ma prima appunto delle jene … la vita spesso è una ruota gente ….occhio

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