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Agente immobiliare: provvigione anche se non conclude l’affare?

20 Agosto 2017 | Autore:
Agente immobiliare: provvigione anche se non conclude l’affare?

L’agente ha diritto alla provvigione indipendentemente dalla buona riuscita o meno degli affari conclusi. Ciò che conta è che l’operazione sia realizzata grazie al suo intervento.

Quando ci si rivolge a un’agenzia immobiliare per vendere una casa o un appartamento, occorre pagare all’agente, grazie al quale l’affare viene concluso, la provvigione. Ma cosa si intende con l’espressione «conclusione dell’affare»? Il dubbio che potrebbe porsi, infatti, è il seguente: l’affare si considera concluso se l’immobile viene venduto o solo mettendo in contatto il potenziale acquirente con chi vende? Per capire se l’agente immobiliare ha diritto alla provvigione anche se non conclude l’affare esaminiamo una sentenza del Tribunale di Bologna [1] secondo la quale, ai fini del pagamento delle provvigioni, non è rilevante la buona riuscita o meno degli affari conclusi dall’agente di commercio.

L’agente ha diritto alla provvigione solo per aver “avvicinato” i contraenti, indipendente dal fatto che l’affare vada a buon fine

Agente immobiliare: quando ha diritto alla provvigione?

In passato, la legge stabiliva che l’agente aveva diritto alla provvigione solo per gli affari che avevano avuto regolare esecuzione e per quelli che non avevano avuto esecuzione a causa del preponente. Se, invece, l’affare aveva avuto esecuzione parziale, la provvigione spettava all’agente in proporzione della parte eseguita [2]. Per intenderci, l’agente acquistava il diritto alla provvigione non nel momento in cui aveva svolto l’attività di promozione del contratto, ma solo quando questo era stato accettato dalle parti e aveva avuto regolare esecuzione; quando cioè l’affare andava a buon fine (in poche parole, quando le parti firmavano il contratto di compravendita). In sostanza, perché l’agente potesse pretendere qualcosa, occorrevano tre passaggi fondamentali:

  1. promozione del contratto,
  2. conclusione del contratto,
  3. esecuzione del contratto.

Attualmente, le cose sono cambiate [3] e l’agente ha diritto alla provvigione solo per aver “avvicinato” i contraenti, indipendente dal fatto che l’affare vada a buon fine; ciò che conta è che l’operazione venga realizzata grazie al suo intervento e le parti siano arrivate a uno stadio in cui, se una si tira indietro, l’altra può agire in giudizio per ottenere l’esecuzione del contratto; ad esempio, quando le parti stipulano il compromesso, cioè il preliminare di vendita.  Ad esempio, la provvigione andrà corrisposta anche nel caso in cui le parti abbiano stipulato il compromesso ma poi una di loro sia receduta o nel caso in cui l’agente ha fatto visionare l’immobile all’acquirente ma l’affare sia stato concluso solo quando il suo incarico è terminato. In entrambi questi casi, l’agente ha messo in contatto le parti e l’operazione si è svolta grazie al suo fondamentale intervento: esiste, cioè, un nesso causale tra l’attività svolta dal mediatore e la positiva conclusione dell’affare.


note

[1] Trib. Bologna sent. n. 503 del 19.05.2017.

[2] Artt. 1748-1749 cod. civ.

[3] L. n. 65 del 15.02.1999 di attuazione della Direttiva Europea in materia di agenzia.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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1 Commento

  1. Nel caso si concluda una vendita con un cliente presentato da un a gente per un diverso prezzo da quello iniziale per incuria dello stesso agente in quanto non ha messo al corrente lo stesso cliente Acquirente delle problematiche (abusi) o metratura differente da quella pubblicizzata o comunicata va comunque pagata la provvigione o é possibile chiedere i danni allo stesso agente immobiliare per le mancate o incomp,ente comunicazioni al cliente acquirente?

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