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Lo sai che? Conto cointestato a firma disgiunta: chi risponde dei debiti?

Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2017

Tutti i cointestatari rispondono nei confronti della banca per il saldo passivo del conto, anche quando l’operazione è stata posta in essere da uno solo di essi.

Nei contratti di conto corrente cointestato a firma disgiunta, dei debiti contratti da uno solo dei cointestari rispondono in solido anche gli altri, in quanto la clausola della firma disgiunta fa presumere il consenso per ogni operazione posta in essere separatamente da ciascun correntista.

È quanto ricordato da una recente sentenza della Cassazione [1] secondo la quale l’apertura di credito da parte di un correntista impegna tutti i cointestatari nei confronti della banca per il saldo passivo del conto.

La legge [2] stabilisce che, nel caso in cui il conto corrente bancario sia intestato a più persone, con facoltà di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori e debitori dei saldi del conto.

La riferibilità ad ogni correntista delle operazioni poste in essere dall’altro cointestario (vincolo di solidarietà) non discende dalla mera cointestazione del conto, ma dalla clausola che prevede la firma disgiunta. È necessario, infatti, che il contratto preveda la facoltà dei correntisti di operare separatamente; in assenza di una disposizione negoziale di questo tipo, non è possibile presumere che tutti i contitolari abbiano dato il consenso all’operazione posta in essere da uno solo di essi.

La cointestazione del conto corrente fa presumere la contitolarità dell’oggetto del contratto, ma non anche l’esistenza del reciproco consenso dei cointestatari del conto alle operazioni poste in atto da uno di loro.  Tale consenso si intende, invece, preventivamente manifestato qualora sia accordata ad ogni contitolare del conto la facoltà di effettuare operazioni in modo disgiunto.

In presenza del potere dei correntisti di operare separatamente – potere che deve essere previsto espressamente con la clausola della firma disgiunta – l’operazione bancaria (attiva o passiva) posta in essere da uno solo dei cointestatari vincola, dunque, anche gli altri.

Operando disgiuntamente, ciascuno dei correntisti può allora disporre della provvista giacente sul conto; simmetricamente, la banca si libera ed esegue la prestazione afferente il servizio di cassa cui è tenuta contrattualmente, effettuando il pagamento o l’accreditamento delle somme secondo quanto gli venga richiesto.

Al contempo, proprio perchè in caso di cointestazione disgiunta l’atto di disposizione del singolo correntista vincola gli altri, dovendosi ritenere attuato col consenso di questi, ogni contitolare del rapporto è solidalmente responsabile nei confronti della banca per il saldo passivo del conto corrente.

Non rileva che l’esposizione verso l’istituto di credito discenda dal finanziamento accordato dalla banca stessa in favore di uno o di alcuni soltanto dei correntisti. Quel che conta è, infatti, la solidarietà prevista dalla legge nei rapporti di conto corrente a firma disgiunta: gli intestatari sono considerati creditori e debitori in solido per le operazioni bancarie regolate in conto corrente.

Apertura di credito da parte di un solo cointestatario

Dunque, per esempio, i cointestatari sono responsabili in solido nel caso in cui uno solo di essi chieda un finanziamento alla banca. L’assunzione del debito avviene da parte di tutti i correntisti, visto che il contratto di conto corrente prevede espressamente la cointestazione disgiunta del conto.

Difatti, il servizio di cassa della banca, consistente nella erogazione di somme eccedenti le disponibilità giacenti sul conto, deve intendersi giuridicamente eseguito in favore, non del solo correntista che abbia impartito le necessarie disposizioni all’istituto di credito, ma di tutti i correntisti, i quali sono infatti obbligati solidalmente per i saldi passivi del conto.

La legge, nel configurare la solidarietà degli intestatari del conto, non distingue tra le diverse ipotesi che possano determinare la confluenza, sul conto stesso, di somme che si debbano poi restituire alla banca. Di conseguenza la solidarietà è destinata ad operare per qualsiasi operazione e anche quando il saldo passivo del conto si determini per effetto di un’apertura di credito accordata ad alcuni soltanto dei correntisti, o comunque utilizzata solo da alcuni di loro.

note

[1] Cass. sent. n. 9063/2017.

[2] Art. 1854 cod. civ.


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