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Lo sai che? Autovelox, la verifica periodica per la validità della multa

Lo sai che? Pubblicato il 13 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 giugno 2017

La taratura dell’autovelox deve avvenire almeno una volta all’anno e deve essere certificata da un verbale; diversamente la multa è nulla. 

É stata sicuramente rivoluzionaria la sentenza della Corte Costituzionale di due anni fa [1] che ha dichiarato illegittime tutte le multe da autovelox se non risulta che l’apparecchio è stato sottoposto a una revisione periodica. Ciò perché, se è vero che anche la bilancia del mercato rionale viene di tanto in tanto tarata, visto che i continui utilizzi e spostamenti possono provocarne difetti di funzionamento, ciò è ancor più vero se si parla di strumenti di precisione millimetrica come appunto gli autovelox. Autovelox che, lo ricordiamo, quando non installati in modo fisso, ed esposti alle intemperie climatiche, vengono montati e smontati dalla polizia, trasportati e, insomma, sottoposti a una serie di operazioni che potrebbero compromettere la genuinità delle rilevazioni. Ecco perché la Consulta – e, di seguito, anche la Corte di Cassazione a più riprese – ha stabilito che i verbali con le multe da autovelox sono nulli se la polizia non dimostra, a richiesta del trasgressore, di aver eseguito la verifica periodica dell’apparecchio. Verifica periodica che si aggiunge al collaudo che invece deve essere effettuato una tantum, ossia all’atto del primo utilizzo della macchina.

Il punto, però, è quando e come deve essere eseguita la verifica periodica dell’autovelox. Sul «quando» si è detto che – salvo che il manuale non disponga diversamente – è sufficiente una volta all’anno. Sul «come» invece si concorda innanzitutto sul fatto che le operazioni – in quanto di interesse pubblico e conseguenti a un’attività formale della pubblica amministrazione – devono essere formalizzate in un verbale, che tale verbale deve essere esibito al cittadino qualora ne faccia richiesta (con una istanza di accesso agli atti amministrativi) o prodotto innanzi al giudice in caso di ricorso contro la multa da autovelox.

Come devono svolgersi le operazioni di taratura periodica? Queste devono avvenire presso un centro accreditato presso il Snt (Sistema nazionale di taratura – Accredia), oppure presso lo stesso costruttore che risulti a ciò abilitato dalla certificazione di qualità aziendale (secondo le norme ISO 9001:2000 e seguenti).

Alcune polizie locali, al momento della taratura, trasmettono al centro Lat (laboratorio accreditato di taratura) alcuni componenti della macchina, omettendo di fatto una taratura completa. Ciò però implica che il centro Lat, ricevendo solo una parte del sistema, può sottoporre a taratura solo la componentistica ricevuta e non tutto l’autovelox. Questo sembrerebbe essere in contrasto con quanto richiesto invece dalla Corte Costituzionale, la quale ha parlato di una taratura completa, per verificarne la corretta funzionalità dell’intero apparecchio, e non invece di una taratura parziale.

In ogni caso, il punto di riferimento per la verifica periodica dell’autovelox resta il manuale d’uso e il decreto di approvazione del singolo apparecchio.

Come può difendersi l’automobilista dalla multa con autovelox nel caso in cui sospetti che l’apparecchio non è stato sottoposto alla taratura? La prima cosa da fare, ancor prima di fare ricorso (sempre che non voglia tentare direttamente la carta giudiziale, ma in tal caso con il rischio poi di trovarsi dalla parte del torto) è di presentare, all’organo accertatore, una istanza di accesso agli atti amministrativi [2] per vedere e verificare tutti i verbali relativi alle operazioni di taratura. Con l’entrata in vigore della nuova normativa denominata FOIA (Free Of Information Act), il richiedente non ha neanche bisogno di giustificare il proprio interesse all’estrazione delle copie. Qualora le operazioni di controllo periodico dovessero risultare insufficienti o inesistenti si potrà valutare di presentare ricorso al giudice di pace (entro 30 giorni dalla notifica della multa) o al Prefetto (entro 60 giorni dalla notifica della multa).

note

[1] C. Cost. sent. n. 113/2015.

[2] L. n. 241/1990.


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