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730 precompilato, come correggere errori e dimenticanze

13 Giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Giugno 2017



Quasi nessuno riesce ad inviare senza correzioni  la dichiarazione dei redditi precompilata: quali sono i problemi principali e come modificare il modello.

Chi accetta il modello 730 precompilato così com’è, senza modifiche, è esonerato dai controlli in merito alle spese inserite nella dichiarazione dei redditi. Sono soltanto pochi eletti, però,  i contribuenti che possono accettare il 730 già compilato dall’agenzia delle entrate senza apportare alcuna correzione.

Troppi gli errori e le omissioni: dal codice fiscale del coniuge non indicato, al mancato riporto dei giorni per i quali spettano le detrazioni per redditi di lavoro dipendente o di pensione, sino all’assenza di numerose spese sanitarie detraibili.

Altri dati, invece, sono indicati ma si trovano al di fuori della dichiarazione, cioè non sono utilizzati per la sua compilazione, come gran parte dei mutui comunicati dalle banche e dei bonus mobili, ristrutturazione e risparmio energetico.

Insomma, le problematiche riscontrate, nonostante la dichiarazione precompilata esista da tempo, non diminuiscono. Ma quali sono i dati che deve presentare la dichiarazione precompilata, quali quelli che si devono aggiungere manualmente e come correggere la dichiarazione? Facciamo un breve punto della situazione.

 Dichiarazione precompilata, quali dati contiene

Ecco un elenco dei principali dati che deve contenere la dichiarazione precompilata:

  • immobili posseduti dal contribuente (sia terreni che fabbricati);
  • dati dei familiari a carico;
  • dati relativi ai redditi di lavoro dipendente o di pensione, assieme alle ritenute subite, ai dati relativi alle detrazioni applicate, al bonus da 80 euro e ad eventuali deduzioni inerenti (ad esempio per contributi versati alla previdenza complementare);
  • mutui per l’acquisto dell’abitazione principale;
  • spese per ristrutturazione, bonus mobili e risparmio energetico, sismabonus;
  • spese scolastiche e universitarie;
  • spese sanitarie;
  • spese per assicurazioni;
  • spese funebri;
  • spese per canone di locazione (affitti);
  • pagamento di contributi previdenziali, anche facoltativi.

I dati che il contribuente dovrebbe trovare “già pronti” sono dunque molto numerosi: nonostante ciò, e nonostante la dichiarazione precompilata esista ormai da anni, come abbiamo detto errori e dimenticanze sono sempre all’ordine del giorno.

Il contribuente è così costretto a correggere la dichiarazione e, modificandola, non ha più diritto all’esonero dai controlli relativi ai costi dedotti o detratti. Non correggere la dichiarazione, ad ogni modo, non è una soluzione, in quanto il contribuente resta comunque sanzionabile.

Ma come può il cittadino districarsi in questa giungla di dati? Certamente, la soluzione migliore sarebbe quella di chiedere aiuto a un professionista, come addetti Caf, commercialisti e consulenti del lavoro.

Ci sono comunque, per chi volesse destreggiarsi da solo nel controllare la dichiarazione, dei punti del modello che presentano quasi sempre errori o campi non compilati:  vediamo dunque quali sono gli errori più frequenti presenti nel 730 precompilato e che cosa verificare.

Dichiarazione precompilata, presenza di più Cu

Se il contribuente ha svolto più rapporti di lavoro, o ha percepito indennità di disoccupazione, o si è pensionato nell’anno, la dichiarazione precompilata spesso non indica i giorni di lavoro o di pensione  nell’anno per i quali spettano le detrazioni per reddito di lavoro dipendente o di pensione, oppure li indica in misura minore. Errori di questo genere, difatti, in presenza di più certificazioni, sono molto frequenti.

È il contribuente, allora, a dover correggere manualmente gli errori, sommando tutte le giornate risultanti dalle varie Cu (certificazione unica: si tratta del documento che ha sostituito il Cud): se non è indicata alcuna giornata, il modello di dichiarazione non applica le detrazioni per reddito di lavoro dipendente o di pensione, anche se spettanti. Questo può costare molto caro al contribuente, che potrebbe trovarsi a pagare anche oltre 1.000 euro di tasse in più, in realtà non dovute (a seconda del reddito e delle giornate per le quali spettano le detrazioni).

Dichiarazione precompilata, detrazioni diverse

A proposito delle detrazioni, bisogna poi tenere conto che le detrazioni per lavoro dipendente e pensione possono sommarsi, se i periodi spettanti nell’anno non coincidono : ad esempio, se un dipendente ha lavorato sino al 28 febbraio e si è pensionato dal 1° marzo, ha diritto alla detrazione per redditi di lavoro dipendente per 59 giorni ed alla detrazione per reddito di pensione per le restanti giornate nell’anno. Sono coperti dunque da detrazione, anche se in modo differente, tutti i 365 giorni dell’anno.

Il discorso cambia nel caso in cui si abbia diritto contemporaneamente, cioè nelle stesse giornate, sia alle detrazioni per redditi di lavoro dipendente che a quelle per redditi di pensione: in questo caso le detrazioni non si possono cumulare.

Niente cumulo delle detrazioni, poi, se si ha diritto alle detrazioni per redditi di lavoro dipendente o di pensione, assieme alle detrazioni per redditi di lavoro autonomo, anche se i periodi di lavoro risultano non coincidenti: le detrazioni per reddito di lavoro autonomo, difatti,  sono incumulabili con quelle per redditi di lavoro dipendente o pensione, in quanto non ragguagliate al periodo di attività nell’anno. Andrà dunque applicata la detrazione più favorevole.

Dichiarazione precompilata, Cu di lavoro autonomo

Sono molto numerosi anche gli errori che si presentano nel caso in cui sia riportata una certificazione dei redditi di lavoro autonomo, come quelle relative ai lavoratori autonomi occasionali o agli agenti e rappresentanti: in queste certificazioni, difatti, è spesso indicato un reddito complessivo diverso dal reddito imponibile. Nella dichiarazione deve essere riportato il solo reddito imponibile, ma spesso il modello riporta anche l’ammontare da non sottoporre a tassazione, che invece non deve essere indicato. Numerosi anche gli errori in merito alle ritenute operate, frequentemente non indicate, nonché ai contributi trattenuti al dipendente: questi devono essere indicati nel quadro E e rappresentano oneri deducibili. È dunque importante controllare che la loro indicazione non venga omessa, in quanto si tratta di costi che si sottraggono dal reddito.

Lo stesso accade relativamente alle spese inerenti deducibili, per chi presta lavoro autonomo occasionale: queste spese vanno difatti sottratte dal reddito, ma spesso non sono indicate nelle certificazioni dei sostituti d’imposta.

È dunque necessario verificare tutti questi dati e correggere gli errori presenti, se non si vuole rischiare il pagamento di tasse non dovute.

Dichiarazione precompilata, oneri e spese

Sempre in merito alle spese deducibili, bisogna tener presente che, anche se ogni anno aumentano i dati relativi ai costi da dedurre o detrarre indicati nella dichiarazione precompilata, sono ancora molti gli oneri mancanti: in alcune ipotesi non vengono nemmeno inseriti nella dichiarazione, ma in un prospetto informativo esterno. Inoltre, spesso sono indicate spese minori rispetto a quelle realmente sostenute.

Si dovrà allora provvedere a inserire a mano i dati assenti, se non si vuol perdere la deducibilità o la detraibilità di questi costi: dagli scontrini della farmacia alle spese scolastiche, dal bonus ristrutturazione, mobili ed ecobonus agli interessi del mutuo, deduzioni e detrazioni possono far risparmiare migliaia di euro di tasse l’anno.

Dichiarazione precompilata, i dati da indicare

Per chi accetta il 730 precompilato senza alcuna modifica, ci sono comunque dei dati da compilare, come la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille, l’indicazione del sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente previdenziale…) o dell’assenza del sostituto (in quest’ultimo caso, il rimborso è effettuato dall’Agenzia delle Entrate nel proprio conto corrente, mentre le somme a debito devono essere saldata tramite pagamento con modello F24).

Se tutti i dati obbligatori non sono compilati, comunque, il sistema non procede all’invio. Una volta confermato e inviato il modello, è possibile scaricare la ricevuta dal sito dell’Agenzia delle Entrate e stampare in pdf la copia della dichiarazione inoltrata. Le comunicazioni ai sostituti d’imposta (cosiddetti 730/4) degli importi da trattenere o rimborsare vengono inviate direttamente da parte dell’Agenzia delle Entrate ai datori di lavoro o agli enti previdenziali.


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